Lorenzo Cianfanelli

Lorenzo Cianfanelli: “Nostra tecnologia completamente innovativa. Con noi Sporteams può…”

Lorenzo Cianfanelli è responsabile sviluppo commerciale di Tracking4Fun con cui Sporteams sta lavorando per creare una stimolante collaborazione.

Tracking4Fun ha ideato per il settore sportivo l’innovativo Hitrech. Si tratta di una piattaforma per tracciare in tempo reale la posizione esatta degli atleti in campo. Queste le parole di Lorenzo. 

Oltre un anno come responsabile marketing. Quali sono state le scelte per far crescere l’azienda? “La storia di Tracking4Fun parte nel 2017 e trova la luce a inizio del 2018 con la creazione dell’azienda. Io sono arrivato ad aprile di quell’anno e il primo progetto da seguire è stato Hitrech. Il mio primo compito quindi è stato cercare il modo migliore per sviluppare dal punto di vista commerciale l’azienda. Siamo partiti da delle ricerche per stabilire il nostro mercato di riferimento, per poi posizionarsi e strutturare una comunicazione adeguata e interessante per il nostro target. Stiamo concentrando le nostre energie e investimenti nella creazione di una community interessata ai temi della tecnologie e dello sport, nella quale possiamo trovare preziosi feedback per lo sviluppo e contemporaneamente trovare lead interessati all’acquisto di uno strumento di lavoro progettato dai tecnici per i tecnici che va a migliorare e ad arricchire la loro esperienza sportiva”.

Questa collaborazione con Sporteams? “Ci stiamo lavorando. L’intenzione per ora è unire le forze per cercare di sfruttare le reciproche competenze per concorrere in un mercato, con ampi margini di crescita, ma allo stesso tempo molto competitivo”.

Del progetto Sporteams ne ha parlato Luca Bassilichi ai microfoni di OK! Mugello.

Come siete entrati in contatto? “Per poter essere competitivi devi conoscere molto bene il contesto nel quale ti muovi. Non potevano non incontrarsi due realtà che vivono nella stessa città e lavorano nello sport tech. Firenze rappresenta una realtà dinamica, sono nate molte nuove aziende in ambito tecnologico, significa, nel concreto, nuove competenze e nuove opportunità per fare networking. E’ sicuramente una buona notizia per il futuro”.

Vuoi saperne di più sulla possibile collaborazione tra Sporteams e T4F?

Perché scegliere Hitrech? “La tecnologia ultra wide band è totalmente innovativa rispetto a quelle maggiormente diffuse sul mercato  in Italia (es. GPS e analisi video). I vantaggi principali sono, in ambito sportivo, un’estrema precisione delle posizioni in campo che permettono un’analisi tattica, la lettura simultanea di tutti gli atleti durante la prestazione sportiva, una lettura in real-time di queste informazioni e un funzionamento indoor. A guidare lo sviluppo è una filosofia SMART, molto plug and play  sia per quanto riguarda l’installazione del kit, composto da TAG indossabili e da Radar da disporre intorno al campo, sia nella lettura chiara e snella della APP da parte dei fruitori. La nostra mission è quella di diventare uno strumento di lavoro standard che attraverso un prodotto scalabile possa essere utilizzato sia dai dilettanti che dai professionisti. L’obiettivo a breve termine è quello di rafforzarsi rapidamente anche da un punto di vista tecnologico per questo abbiamo registrato brevetti e stiamo allargando le nostre partnership con enti di ricerca pubblici e aziende private. Grazie a questi investimenti puntiamo a far crescere rapidamente il prodotto Hitrech e poter lavorare parallelamente a progetti di tracciamento smart in altri contesti industriali”.

Intervista Luca Bassilichi a OK! Mugello: digitale, sport ed economia i temi trattati

Digitale, sport ed economia, parla Luca Bassilichi: “Il dilettantismo è un gigante dormiente”.

OK! Mugello, giornale locale, ha intervistato l’ideatore di Sporteams, Luca Bassilichi. Riflessioni a tutto tondo su digitale, sport ed economia. Questi alcuni passaggi.

“Ormai il digitale è una rivoluzione copernicana che abbraccia tutti i settori. Adesso tutti, dai cittadini alle istituzioni passando per le aziende, devono essere consapevoli del digitale, nei suoi aspetti positivi e negativi”.

“Sporteams? Nasce dall’idea di applicare la smaterializzazione dei processi gestionali e dalla necessità di profilare l’utenza a quello che per noi è un gigante dormiente, lo sport dilettantistico, giovanile o scolastico che nulla ha a che fare con quello professionale. Ci siamo resi conto che tutte le associazioni sportive dilettantistiche avevano problemi nel rapportarsi con le proprie Federazioni per aspetti rilevanti come pagamenti o assicurazioni e con gli utenti. Adesso i genitori possono gestire le convocazioni e dunque il proprio tempo, sapere dove andare e quando con la georeferenziazione. Quello nelle asd è un volontariato ma un volontariato che deve sempre diventare informato e consapevole. Per un certificato medico, che non è sicuro e consuma carta, per esempio adesso c’è il digitale con Sporteams”.

Leggi anche l’intervista di Luca Bassilichi a Radio Bruno.

“Da qui anche la prevenzione degli infortuni, non nei professionisti ma nei dilettanti. Buone pratiche che partono dallo sport e arrivano alle buone pratiche alimentari e alla prevenzione. Inoltre su un aspetto determinante come la cyber-sicurezza siamo davvero attenti perché trattiamo temi dedicati. Questo nell’ottica di ricreare intorno allo sport dilettantistico una filiera corta”.

Intervista a cura di Saverio Zeni (per approfondire).

Sergio Tossi, foto

Sergio Tossi: “Firenze non può prescindere da un’offerta artistica anche contemporanea. tante analogie tra sport e arte…”

Sergio Tossi si occupa di arte contemporanea. Ha gestito una galleria per diversi anni. Dopo una carriera da giocatore, allenatore, dirigente di basket attualmente ne scrive saltuariamente per il quotidiano La Repubblica. Queste le sue parole a Sporteams.

Uno sguardo al mercato dell’arte contemporanea in questo momento. “Il mercato è in un momento difficile, complesso. Nella fascia molto alta e internazionale le quotazioni esplodono, si assiste ad aste con rialzi clamorosi, anche per artisti viventi ma di una ristretta cerchia di “superstar” e contemporaneamente una fascia medio bassa che soffre, per la disattenzione della critica, per un cambio nei gusti, anche se, in definitiva, tutto nasce dalla crisi economica che ha escluso un’ampia fascia di acquirenti/collezionisti. Ha influito anche l’avvento di un’arte concettuale, spesso non immediatamente comprensibile e poco gratificante visivamente, difficile da inserire in contesti domestici rispetto a fotografia o pittura”.

Cosa si potrebbe fare per promuovere l’arte contemporanea nella nostra città? “Il discorso tra Firenze e l’arte contemporanea non si può semplificare. Dal punto di vista dell’offerta pubblica c’è stato un innalzamento del livello con grandi nomi nei contesti di piazza Signoria e Forte Belvedere o nei locali nobili di Palazzo Strozzi. In alcuni casi però è stata catapultata quasi con violenza nel tessuto urbano provocando le consuete polemiche sul rapporto con l’arte storica, con i monumenti preesistenti. Polemiche anche comprensibili : il dibattito può fare bene e aumentare l’interesse. Si dimentica però troppo spesso che il patrimonio artistico fiorentino non si deve ad un solo periodo ma è frutto di una stratificazione nei secoli. Ciò sottintende che, almeno in forma temporanea, un dialogo tra arte contemporanea e patrimonio storico sia possibile e proficuo. Una città come Firenze non può prescindere da un’offerta artistica anche contemporanea. Forse ciò che manca davvero è uno spazio fisico, architettonicamente coevo, dedicato al contemporaneo.

Un dialogo quindi non impossibile. “Credo che una sana provocazione, o ciò che tale viene considerata, possa rendere vitale il dibattito culturale. Penso anche che Novoli, dove si sta spostando il baricentro della città è potenzialmente una zona in grado di ospitare uno spazio dedicato esclusivamente al pensiero recente di tutte le arti. Se Firenze vuole migliorare la qualità del turismo deve differenziare quindi valorizzare anche altre zone della città : la nostra periferia, rispetto ad altre città, non è così degradata ed è molto vivibile. Ex3, che ho gestito dal 2009 al 2011, poteva essere d’esempio perché simile alle kunsthalle tedesche o ai Frac francesi. Una struttura leggera, aperta al lavoro delle ultime generazioni di artisti, sia locali che internazionali : decisamente “glocal” e fortemente interdisciplinare. Non si è dato seguito a questa esperienza ma ci si può riprovare”.

Oltre all’arte, una delle tue passioni è lo sport. “Mi sono sempre occupato di sport, principalmente basket : da giocatore, da allenatore, da dirigente e poi, dopo anni di “relax”, scrivendone su Repubblica e su qualche rivista di settore. Con un approccio non strettamente giornalistico ma da commentatore, cercando di scovare i temi nascosti dello sport, gli aspetti emotivi e sociali dello sport che spesso travalicano la parte strettamente tecnica. Più per raccontare delle storie che delle partite. Ogni sport è un microcosmo nel quale si intrecciano vicende. Una storia che mi è rimasta impressa? Ce ne sono molte. Ma avendo seguito le vicende della Mens Sana Siena, quella che ritengo più significativa è quella dell’anno del primo fallimento. Di fronte ad una brutta storia nata fuori dal campo, grazie a Marco Crespi, un allenatore-filosofo a cui sono legatissimo, i giocatori hanno sfiorato la vittoria dello Scudetto, perso per un canestro mancato forse per un centimetro. E’ stata la dimostrazione di come si possa reagire umanamente e sportivamente a circostanze avverse. In qualche modo è stata una sconfitta più bella di tante vittorie ottenute per manifesta superiorità. Crespi racconta come dopo l’ultima partita, al rientro notturno dalla trasferta di Milano, ci fossero centinaia di tifosi ad atenderli per accompagnare la squadra, tristemente ma orgogliosamente, fino in Piazza del Campo in un corteo muto che solo a raccontarlo fa tornare i brividi. Una comunanza tra città, tifosi e squadra incredibile.

Come mai Firenze non riesce ad appassionarsi al basket? “Manca proprio di quella spinta emozionale e passionale che hanno avuto Siena e Pistoia, unica toscana rimasta nella massima serie. Firenze è calcio-centrica però avrebbe delle possibilità importanti. Ci sono molte società che hanno buoni e numerosi settori giovanili. Ci sono stati tanti tentativi di ricostruire squadre per tornare in A ma sono state operazioni troppo ragionieristiche, senza una costruzione dal basso. Manca anche quella struttura di medio livello che sarebbe essenziale per la crescita del movimento. Un impianto adatto e moderno, da 1500-2000 persone. Sarebbe importante come concentrare le energie e forse quest’anno, con la fusione di Pino e Fiorentina Basket qualcosa si è mosso in questo senso. Servirebbero imprenditori locali per investire a medio e lungo termine sul basket. Siena ha vissuto i suoi fasti perché aveva uno sponsor, e che sponsor, legatissimo al territorio. Pistoia ha seguito un modello diverso: non avendo un unico imprenditore munifico  ha costruito un consorzio  che è riuscito a mantenere negli anni un buon livello tecnico ed una parsimoniosa ma costante conduzione economica. Un’idea da importare potrebbe essere quella della polisportiva. Con quello che si spende per un unico giocatore da Fiorentina, paradossalmente, si potrebbe costruire una buona squadra di A2 ed un adeguato settore giovanile. Con i Della Valle non è stato possibile, magari ci penserà “l’americano” Commisso.

Arte e sport: un binomio impossibile? “Ho fatto il direttore sportivo della Fides Montevarchi, dopo aver fatto l’allenatore, specie di squadre giovanili, per diversi anni. Ho pensato spesso: ho avuto per anni una galleria d’arte e mi sono domandato cosa ci fosse in comune tra le due cose. In entrambi i campi, quotidianamente, devi confrontarti con personalità, caratteri e talenti differenti : devi cercare di estrarne il meglio e farli stare insieme, cercare la chimica giusta. Allenando le giovanili la cosa più interessante era formare tecnicamente e umanamente i ragazzi e insegnar loro a fare squadra senza snaturarsi. È complicato e non sempre funziona, per quanto si possano avere schemi e competenze, ed è necessario il supporto della società, la sua organizzazione. Quando alleni le giovanili è bello vederli crescere in maniera progressiva. Ma uno dei maggiori errori di molti tecnici (e di chi ne pretende immediati risultati) è che si lavora poco sui fondamentali concentrandosi su schemi e tattiche, a volte anche a scapito di una sana cultura sportiva; alcuni giocatori sembrano forti a 15/16 anni ma quando crescono e devono fare il salto di qualità gli mancano proprio i fondamentali, tecnici e umani, e la (presunta) carriera si arresta ancora prima di cominciare. Riflettiamoci”.

“Ho avuto per anni una galleria d’arte e mi sono domandato cosa ci fosse in comune tra le due cose. In entrambi i campi, quotidianamente, devi confrontarti con personalità, caratteri e talenti differenti : devi cercare di estrarne il meglio e farli stare insieme, cercare la chimica giusta”.

Sergio Tossi
Sporteams, intervento Radio Bruno 13.09.2019

Radio Bruno, Bassilichi: “Sporteams per aiutare società e famiglie a gestire meglio tempo e risorse”

Durante il seguitissimo appuntamento del Pentasport, Luca Bassilichi è stato intervistato per conoscere meglio Sporteams.

Luca Bassilichi, ideatore di Sporteams, è intervenuto a Radio Bruno durante il Pentasport: “Da cosa nasce Sporteams? Abbiamo cercato di immaginare come le società e le scuole calcio potessero entrare nel digitale. Con la LND abbiamo progettato un sistema di gestione referti che permettesse di eliminare gli errori. Da lì dunque il passaggio ad un prodotto pensato anche per le ASD. Il nostro scopo è aiutare società e famiglie a gestire proprio tempo e le risorse: stato salute dei giocatori, allenamenti, trasferte, campo di gioco. Le società sportive rimangono uno dei pochi punti di riferimento per la comunità e, con una gestione professionale, possibile grazie al digitale, possono continuare ad esserlo. Referto arbitrale digitalizzato elimina gli errori? Si tratta di qualcosa di estremamente importante, bisogna essere molto precisi. C’è la necessità di avere in tempo reale informazioni certificate: risultato, marcatori, ammoniti, distinguendo il ruolo sovrano degli arbitri e della commissione arbitrale”.

Leggi l’intervista di Luca Bassilichi a OK! Mugello.

Radio Bruno è la radio leader tra le emittenti che seguono il mondo sportivo. Come confermano i dati, per il quinto anno consecutivo, mantiene la testa della classifica delle emittenti incentrate sulla Fiorentina: negli ascolti ufficiali, nell’ora media del primo semestre 2019 tocca quota 96.000.

Sonia Martini, start-up consulente

start-up, sonia martini: “queste aziende hanno bisogno di uno specialista per orientarsi nella normativa. Sporteams…”

Sonia Martini, avvocato, specializzata in consulenza per aziende ha parlato dei problemi delle start-up a Sporteams. Sonia opera in un settore particolare, quello della contrattualistica, nel quale prende dimestichezza fin dall’apprendistato. Queste le sue riflessioni.

Come fa un’azienda giovane a orientarsi nella normativa? “Per orientarsi in una normativa c’è senz’altro la necessità di avvalersi di consulenti specializzati. A maggior ragione se si parla di aziende giovani e con poca esperienza di impresa. Del resto le start-up sono, in ogni caso, costituite con forma societaria e quindi è fondamentale conoscere le disposizioni che le regolano. Se poi invece i gestori della compagine hanno molta esperienza in ambito aziendale, come nel caso di Luca Bassilichi (per approfondire), è tutto molto più semplice perchè le dinamiche e le logice di impresa gli sono già ben note. Luca? L’ho conosciuto solo al momento della costituzione della start-up e mi è subito sembrato un imprenditore molto esperto e una persona molto in gamba”.

Una panoramica del settore delle start-up? “Le start-up innovative sono una grande opportunità che può addirittura influenzare la crescita economica del Paese. Infatti nuove attività, vuol dire creazione di posti di lavoro e di reddito; per questo l’Italia ha predisposto una serie di agevolazioni giuridiche e fiscali finalizzate alla creazione delle nuove società”.

Quindi serve uno specialista? “Con una consulenza specifica che parte da quando il potenziale imprenditore ha l’idea, l’opportunità può essere colta. Dico questo perché molto spesso non è come con Sporteams: di solito quando si tratta di start-up (per approfondire) innovative ci si trova a parlare di impresa con persone che non hanno esperienza in questo settore e che, probabilmente, fino a quel momento sono state impegnate in attività di altro tipo oppure sono giovani che per districarsi in questa materia hanno bisogno dei consigli di un esperto. Del resto la nuova società, dopo la sua costituzione, deve iniziare ad operare e deve lanciarsi in un mercato in cui anche gli investitori sono esperti del settore e cercano di tutelare il più possibile il loro capitale; proprio per questo aver predisposto uno statuto in maniera “personalizzata”, aver fatto scelte societarie giuridicamente corrette e aver creato, se necessario, una contrattualistica adeguata, può fare la differenza”.

Dopo la costituzione cosa offrite loro? “Dopo essere stata creata la start-up può andare incontro a diversi tipi di necessità. Si va, come in ogni altra società, dalle problematiche societarie, alle necessità contrattuali ai recuperi credito e così via. Se poi l’impresa decide di raccogliere fondi con l’equity crowfunding oppure, ad esempio di fare operazioni su proprie quote l’intervento di un consulente preparato diviene veramente indispensabile”.

Di Sporteams cosa ti ha colpito? “Sporteams è una start up che può senz’altro avere successo perché la compagine sociale è dinamica ed esperta e perchè il progetto è facilmente scalabile. Inoltre è stata costituita con atto pubblico e lo statuto redatto contiene accorgimenti che la rendono senz’altro appetibile al popolo degli investitori…. ma non è solo questo. Per fare impresa in Italia oggi ci vuole veramente tanto cuore e tantissimo coraggio,  e queste doti Sporteams le ha tutte”.

Gabriele Chiocchetti

Gabriele Chiocchetti: “Sporteams progetto ambizioso. Il concetto di business plan è superato per ogni azienda. Le start-up? Devono avere un modello finanziario flessibile”.

Gabriele Chiocchetti, socio di Sporteams e di Mercurio, azienda specializzata nella pianificazione finanziaria per le aziende.

Queste le sue parole a Sporteams.

Cosa ne pensi di Sporteams? Cosa ti ha convinto di questa start-up? “Secondo me è un progetto molto ambizioso ma molto valido (per approfondire). Con grandi possibilità di scalare, anche in fretta, un mercato che ha bisogno di un servizio del genere. Questo anche perché i soci sono in grado di attrarre personalità di alto livello e quindi definire di volta in volta il business”.

Di che cosa si occupa la Mercurio? “La Mercurio si occupa di seguire le start-up dal punto di vista finanziario, di definire il bisogno che hanno di finanziamento, monitorare costi ed entrate, di fare delle previsioni di carattere economico e finanziario. In generale di gestire in maniera efficiente l’azienda in modo da renderla attraente per gli investitori”.

Quali sono le richieste delle start-up? “Necessità di concentrarsi sul core business, sulla parte commerciale e tecnica demandando a dei professionisti quella finanziaria. avendo sempre l’esigenza di monitorare costantemente fabbisogni e impieghi del capitale disponibile”.

A quali criticità dal punto di vista finanziario vanno incontro? “Le start-up (per approfondire) hanno costantemente bisogno di denaro fresco. Per definizione una start-up è un’azienda che deve ancora farsi un mercato. Molto spesso non è in break even o quando lo è non ha dei flussi di cassa sufficienti a coprire i costi”.

Che cosa avete fatto nello specifico per Sporteams? “Abbiamo sviluppato un sistema di pianificazione economico-finanziaria, un sistema di tipo rolling, non rigido ma flessibile. Non è un business plan ma un sistema flessibile che costantemente viene aggiornato con le nuove previsioni e con i dati consuntivi. Ogni mese quando vengono inseriti i dati relativi a costi, ricavi, finanziamenti etc ricalcola il piano a quattro e anni e fornisce i dati previsionali. Noi riteniamo che il concetto di business plan sia superato per ogni azienda ma soprattutto per le start-up. Le start-up non devono avere un business plan ma devono avere un modello finanziario flessibile che si adatta alle esigenze dell’azienda e alle condizioni del mercato”.

Un caso di successo? “Un’altra start-up sempre nell’IT che si occupa di mappe digitali. Per questa abbiamo sviluppato un modello che oltre a fare ciò che avevamo previsto per Sporteams, visto che loro fanno ampio uso del CRM, abbiamo fatto un sistema che è agganciato al loro CRM e aggiorna in automatico le previsioni fino a quattro anni prendendo i dati dell’attività commerciale”.

Saverio Zeni Ok Mugello

OK! Mugello, intervista a Saverio Zeni: “OK Mugello ha la testa nel digitale e i piedi nel territorio. Con Sporteams per fare un passo in più. ANSO…”

La rivoluzione digitale ha imposto anche al mondo dell’informazione di cambiare. Di adeguarsi alle nuove tecnologie. Per qualcuno è stato un problema. Per altri un’opportunità di tornare a fare informazione come si faceva prima. Queste le riflessioni di Saverio Zeni di Ok! Mugello (per approfondire).

Da cosa nasce OK! Mugello? “La scelta di fare informazione locale veniva da una richiesta del pubblico. OK! Mugello nasce dieci anni fa, a seguito del grande interesse per l’informazione locale e iperlocale che aveva già nel resto d’Italia una storia nata a metà degli anni ’90. Il mondo del giornalismo è cambiato molto soprattutto per due innovazioni: la prima è stata l’avvento del digitale, la seconda la diffusione degli smartphone. Questo ha portato ad un problema di riorganizzazione del ruolo del giornalista, a dover ripensare il rapporto tra informazione e lettori. I grossi gruppi si sono rinchiusi nelle redazioni lasciando i territori e affidandosi principalmente alle agenzie e comunicati. L’informazione locale e iperlocale ha coperto questa lacuna. Abbiamo reso dignità a quel tipo di informazione, basti pensare a semplici esempi come la tragedia del Ponte Morandi, dove i corrispondenti dei vari quotidiani online sono stati i primi a diffondere le notizie e in alcuni casi hanno collaborato con le testate nazionali. Il giornali online d’informazione locale si occupa del territorio, e trova terreno molto fertile soprattutto nelle provincie anziché nei grandi centri urbani, e questo è dovuto principalmente per il fatto che nelle provincie esiste ancora il senso di comunità. E questo si riflette nel giornale locale. E proprio per questo mi piace definire OK!Mugello, un giornale che ha la testa nel digitale e i piedi per terra. Abbiamo sviluppato e incentivato un forte rapporto che richiede rispetto da parte dei lettori e che ci impone di lavorare professionalmente. Il lettore vuole preparazione e cura anche nei giornali locali. Noi, di fatto, concorriamo con i grossi gruppi, a volte diventiamo loro corrispondenti. La linea editoriale di OK!Mugello è generalista, si parla di cronaca, economia, cultura e sport.

OK! Mugello ha una grande attenzione per lo sport. “Sì! Diamo molto risalto allo sport, tanto da aver creato appositamente una rubrica denominata “Sport & Sportivi”. Dato che il Mugello è un territorio di oltre 60 mila abitanti la cultura sportiva è molto viva ed effervescente. A tal proposito a titolo di esempio posso ricordare la Ultra Trail del Mugello, una corsa estrema sui crinali dei nostri Appennini per oltre 60 km, oppure la Ultra Trail Via degli Dei che ripercorre l’antica strada di collegamento tra Bologna e Firenze. Senza poi dimenticare che nel “mugello” esiste “Il Mugello” ovvero il circuito automobilistico  definito più bello al mondo”.

La nostra relazione con il territorio è tale che molti sportivi ci hanno chiesto di sostenerli e pertanto è diventata consuetudine vestire i colori di OK! Mugello. Il primo settembre, ad esempio, seguiremo uno sportivo che tenterà in bicicletta il record di dislivello in 24 ore: il passo della Sambuca su e giù. È un ex olimpionico che ogni anno effettua una gara fuori dagli schemi. Con Sporteams vogliamo fare un passo in più. Per fare lo sport in sicurezza e per abbracciare più persone possibile”.

Saverio, sei vicepresidente di ANSO. “Anso acronimo di Associazione Nazionale Stampa Online, associa solo editori digitali. Un editore digitale, per ANSO, è un imprenditore, una cooperativa o una associazione che ha una testata editoriale regolamento registrata al Tribunale di Competenza ed è iscritto negli elenchi del Registro degli Operatori di Comunicazione. La redazione deve essere composta da un Direttore Responsabile iscritto all’Albo dei Giornalisti e che produce almeno il 70% degli articoli pubblicati. Anso nasce per riunire realtà editoriali differenti, agenzie web che sono diventate editori o giornalisti che si sono reinventati editori online.

Adesso siamo un centinaio di soci con oltre 150 testate associate. Abbiamo come partner Google e Facebook Italia anche in ottica di combattere le fake news. È di un anno fa il riconoscimento da parte dallo Stato del giornalismo online, e abbiamo collaborato alla stesura di un Contratto Collettivo di Lavoro per il web.

Belmonte Calcio

Alessandro Barucci: “Vi racconto Bacheca Belmonte, precursore di Sporteams”

Alessandro Barucci, socio di Sporteams, lavora nel campo dell’informatica dal 1990. Il suo software, Bacheca Belmonte, è il precursore di Sporteams.

Queste le di Alessandro Barucci parole a Sporteams.

Da cosa nasce l’idea di Bacheca Belmonte? “L’idea della app mi è venuta come babbo. Da babbo di un figlio che ha fatto tutta la trafila calcistica, dai Pulcini agli Juniores, nella stessa società. Dopo essere stato coinvolto nella vita della società ho avvertito la necessità di semplificarne la gestione. Un sistema per la società. Alla base c’era un ragionamento: le società sportive dilettantistiche hanno la sindrome di Dorian Gray: I presidenti i dirigenti, i segretari invecchiano, ma i tesserati sono giovani e rimangono tali perché ogni anno entrano le nuove leve e quindi nuove generazioni. Avevo 40 anni. Adesso entrano i nativi digitali che hanno genitori che sono Millennials.

L’osservazione di questo mi ha portato a creare una piccola piattaforma per la gestione delle convocazioni. Era un primo tentativo di normalizzare la comunicazione di un evento ricorrente. Quello delle convocazioni era per genitori e giocatori un rito dopo l’ultimo allenamento della settimana: venivano scritte su carta ogni settimana e appese in una bacheca. Il primo nome dell’App era infatti Bacheca Belmonte (per approfondire). Poi ho conosciuto Luca Bassilichi che ha trasformato questa intuizione in un’idea imprenditoriale. Da lì poi abbiamo allargato la nostra collaborazione alla Federazione. Le funzioni della vecchia Bacheca Belmonte adesso rappresentano solo il 10% di Sporteams. Le nuove versioni sono state via via arricchite di nuove funzionalità grazie anche ai suggerimenti delle Asd che hanno iniziato ad usarla. Senza Luca sarebbe rimasta Bacheca Belmonte”.

Ci sono ancora delle resistenze da parte delle asd. “Le società devono rendersene conto. Nuove generazioni di ragazzi portano nuove generazioni di genitori. Ci sarà quindi sempre più richiesta di lavorare in un certo modo e di regolare i rapporti con gli strumenti digitali. Il mondo delle asd è indietro da questo punto vista ma le nuove generazioni lo porteranno avanti. Io non ho mai giocato a calcio mentre altri genitori sì. Quando mio figlio faceva le prime trasferte, non sapevo dove erano i campi di gioco. Oggi questo problema non esiste più. Oggi l’indirizzo del campo viene dalla Federazione e l’app lo apre in Google Maps e se il campo cambia, la app lo registra. Stiamo andando in quella direzione”.

Le asd sono centri di aggregazione per i giovani dove si ricrea un senso di comunità. “Pensiamo a quello che avviene nella scuola. Li i ragazzi stanno nella stessa scuola al massimo cinque anni, nella loro carriera sportiva la società invece potrebbe rimanere anceh la stessa dalle elementari alle superiori. Le società sono delle costanti, fidelizzano. La scuola con fatica si sta adeguando alle nuove tecnologie, ora tocca alle Asd (per approfondire) fare altrettanto. La asd avvicina, porta le persone a condividere  eventi  ed emozioni. Con quelli del calcio ci vediamo anche dopo le partite e a distanza di anni e hai modo di sviluppare rapporti duraturi. C’è anche un coinvolgimento emotivo notevole.

Quello che ci dicevamo sempre con Luca era: creiamo un canale digitale che unisca Società Atleti, Allenatori, Genitori ecc.. su cui andremo poi a veicolare sempre più informazioni ed integrazioni. I tesserati, i dirigenti, la segreteria: tutti questi attori, ogni settimana – le asd hanno processi settimanali – entrano in comunicazione ed hanno necessità di scambiare informazioni. Per queste comunicazioni ultimamente si usa spesso anche Whatsapp ma si è rivelato inadatto. Whatsapp è destrutturato; qualche società lo ha persino vietato: troppa comunicazione diventa cattiva comunicazione. Al contrario le società necessitano di un canale di comunicazione che sia mediato. Dalle convocazioni siamo passati ai certificati medici e ai documenti per i crediti formativi, al registro presenze allenamenti, ai pagamenti elettronici delle quote, ecc ed altro ancora stiamo preparando per la nuova versione”.

Fortunato Pigni, foto

Fortunato Pigni: “Kles nasce da una visione culturale dell’informatica. Sporteams…”

Fortunato Pigni, già docente di Informatica Generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Economia svolge attività di consulenza direzionale, di senior ICT ed e-learning consultant. Ha coordinato la scrittura di alcuni saggi tra cui “Dati e base di dati: il modello relazionale”, “La modellazione  dei dati e delle funzioni”.

Queste le parole del professor Pigni a Sporteams.

In una delle sue pubblicazioni si parla di governare i processi aziendali con ICT. Le andrebbe di approfondire? Ha un esempio di successo da raccontare? “Il libro è nato dalla constatazione della difficoltà di gestione del cambiamento nelle aziende con l’aiuto delle tecnologie digitali; ci siamo posti la domanda “perché? e come si può operare?” Da queste considerazione trae origine del libro. Questo si rivolge a coloro che partecipano alla definizione delle strategie aziendali, approvano gli investimenti e i progetti ICT e hanno la responsabilità di Project Manager aziendale, non tecnologico, nella conduzione di progetti complessi.

A loro il libro presenta in modo sintetico, ma esaustivo, gli elementi essenziali perché il Manager possa, così come gli è abituale nel settore di cui è responsabile, conoscere il contesto, le metodologie, le best practices e, soprattutto, i fattori critici di successo del progetto ICT che devono guidare. Sono stati scelti alcuni tra i principali temi dell’innovazione tecnologica in azienda. Ogni argomento è presentato da un autore che opera in organizzazioni pubbliche o private con il ruolo di top o middle manager, ed ha quindi una responsabilità diretta di conduzione di progetti, anche complessi.

Per ogni argomento abbiamo cercato di dare un messaggio completo ma in poche pagine utilizzando un metodo di successo, il modello noto come 5W1H (who, what, why, when, where; how), privilegiando in particolare what (il significato e i contenuti del tema in oggetto), why (perché conviene) e how (quali sono le modalità, le linee di riferimento, e gli errori da evitare). E’ difficile dire se il libro è servito alla gestione di progetti informatici di successo; posso solo dire che in più aziende che ho avuto occasione di visitare, ho trovato il libro presente nella (usualmente piccola) libreria dei manager aziendali.   

Una importante creazione è stata quella di Kles Informatica. Da dove siete partiti? “KLES nasce con una visione “culturale” dell’informatica. Per culturale si intende che era tempo di privilegiare i contenuti, avviare il cambiamento con un processo di tipo discontinuo al posto di continuare lo sviluppo con modifiche e adattamenti. Un quest’ottica la scelta è stata, ovviamente in aggiunta alla gestione dei sistemi informativi tradizionali, quella dell’open source con particolare attenzione al mondo della Formazione (l’e-learning).  e delle relazioni Azienda-Cliente (il CRM, Customer Relantiosnship Managent). Nell’e-learning, Kles ha contribuito allo sviluppo del più importante Learning Management System (LMS) italiano e ha sviluppato numerosi progetti di successo

Professor Pigni, quali sono le criticità che ha avuto occasione di incontrare negli ultimi anni nel settore della Formazione?

Cito i più significativi:

  • La separazione Scuola – Azienda. In realtà, al di là delle dichiarazioni di tipo “politico” abbiamo un grosso divario; i due mondi sono separati e non hanno nessun coordinamento. Il risultato è che l’Industria 4.0 cerca persone che però non si trovano. Non si trovano perché i numerosi giovani senza lavoro, non sono stati preparati dal mondo scolastico.
  • La visione miope delle aziende verso la formazione. Questo perché l’azienda, soprattutto se è di piccole dimensioni, ritiene la formazione un costo e non una opportunità di crescita per il dipendente che dell’azienda che avrà a disposizione un personale più qualificato. Oggi, è doveroso riconoscerlo, il processo sta migliorando; ma va comunque meglio organizzato e sostenuto anche da punto di vista tecnologico
  • La lentezza dell’utilizzo delle tecnologie e-learning 4.0. La richiesta ancora contenuta e casuale (solo al verificarsi di eventi sponsorizzati) ha rallentato il cambiamento degli strumenti e-learning. Il digital learning, la realtà virtuale (VR), la realtà aumentata (AR), il micro e-learning, ecc. sono nuove possibilità di formazione che sono da considerarsi fattori abilitanti di ridurre il gap formazione – società civile.

Conosce Sporteams? La app che secondo alcuni “intercetta un’esigenza del mercato” (cit. Cristiano Perrotti) “Ho conosciuto Sporteams grazie a Kles informatica che ha iniziato con loro una proficua collaborazione. Hanno affrontato una serie di tematiche che vanno dall’e-learning alle più innovative tecnologie dell’IoT. Per l’e-learning si tratta di documentare il software e la APP di Sporteams in modo che gli utenti sparsi su tutto il territorio nazionale possano effettuare attività formativa sull’utilizzo del sistema. Questo per snellire la struttura dell’azienda che quindi può dedicarsi maggiormente all’attività commerciale. Per quanto riguarda l’innovazione, invece, Kles e Sporteams stanno collaborando alla realizzazione di un progetto di Proximity Marketing nel mondo dello sport che deriva dall’esperienza di Kles in progetti similari svolti in altri ambiti”.

Fabio Zucconi

Fabio Zucconi: “ASD? Un mondo variegato. Importante puntare sulla tracciabilità. Passare ad associazione di promozione sociale…”

Fabio Zucconi, commercialista e revisore contabile, è titolare dell’omonimo studio. Oltre all’assistenza tributaria, lo studio è specializzato nella consulenza contabile e fiscale per le associazioni sportive dilettantistiche. Sono due aspetti che restano problematici per le asd.

Queste le parole che ha rilasciato a Sporteams.

Quali sono le principali problematiche cui vanno incontro le asd? “Quello delle asd è un mondo ampio e variegato al suo interno. Ci sono realtà rimaste più indietro ed altre invece molto più professionali e precise. Per questo sono portatrici di istanze e problematiche differenti. Capita per esempio che qualcuna di queste abbia scaricato direttamente da internet una bozza di statuto senza conoscere ciò che prevede e che poi si ritrovi con obblighi e scadenze di cui non era a conoscenza. Oppure che facciano confusione tra consiglio direttivo e assemblea dei soci e che venga redatto un verbale dell’assemblea dei soci quando dovrebbe essere del consiglio direttivo e viceversa. In ogni caso, quando si rivolgono a noi, partiamo da un’analisi a 360°”.

Nella Legge di Bilancio 2018 è stato introdotto il bonus sport. Può essere utile per intervenire sugli impianti sportivi? “Si tratta di una novità molto importante in tempi di ristrettezze economiche. L’incentivo fiscale è sicuramente un elemento di aiuto per le associazioni sportive, che però devono essere messe a conoscenza di questi strumenti, alternativi alle classiche sponsorizzazioni, che spesso sono ignorati. Dopo l’introduzione nel 2018, la Legge di Bilancio 2019 lo ha riproposto. Una prima finestra è stata dal 4 giugno al 4 luglio mentre una seconda sarà in autunno. Di questa agevolazione sotto forma di credito di imposta potranno usufruire le persone fisiche e gli enti non commerciali e i titolari di reddito di impresa. Grazie al bonus è possibile recuperare il 65% del valore delle erogazioni liberali effettuate. Le donazioni si possono destinare alla manutenzione, al restauro e addirittura alla realizzazione di nuovi impianti.

Detto questo, c’è anche un altro aspetto.

“Altro elemento sempre di attualità è quello correlato alla tracciabilità dei pagamenti. La combinazione tra la posizione assunta dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n.18 del 2018 e la necessità di tenere buone prassi di gestione amministrativo-contabile pone una sorta di obbligo di tenere un dettagliato libro-cassa e suggerisce di limitare al massimo grado l’utilizzo del contante che invece è ancora molto diffuso tra le associazioni sportive dilettantistiche. L’adozione di questa prassi rappresenta anche un modo per prevenire ed evitare possibili rilievi dell’Agenzia delle Entrate che potrebbero esserci in futuro”.

La riforma del Terzo Settore ha introdotto diverse novità. Grazie a questa sarebbe vantaggioso diventare APS (Associazione Promozione Sociale)? “Non è detto che sia per forza vantaggioso. Dipende da ogni singolo caso e soprattutto dall’entità delle entrate commerciali che ognuna delle asd raccoglie. In effetti l’iscrizione al Registro del Terzo Settore in qualità di APS comporterebbe l’obbligo di abbandonare il regime previsto dalla legge 398 del 1991 che rimane ad oggi in linea generale l’agevolazione più conveniente per le asd. La legge di riforma per il terzo settore ha previsto un regime molto conveniente che potrebbe competere con quello della legge 398/91 ma si applica solo alle APS che hanno entrate commerciali fino a 130.000 euro”.

Fabio Zucconi contribuisce al blog di Sporteams. Questi i suoi contributi.