fbpx
Compensi lavoro sportivo

Uno dei temi che ha fatto più discutere chi si occupa di Riforma dello Sport fin dalla sua entrata in vigore è quello relativo alla possibilità di erogare compensi di lavoro sportivo a chi detiene la carica sociale, di presidente o di consigliere all’interno dell’organo amministrativo di un ente sportivo dilettantistico.  Il dottor commercialista, Fabio Zucconi, in questi casi consiglia di tenere distinta l’attività svolta in esecuzione della carica sociale detenuta da quella di carattere sportivo che eventualmente venga contemporaneamente esercitata. Si tratta, ad esempio, del frequente caso in cui chi è membro del consiglio direttivo svolga insieme attività in ambito sportivo a favore dell’ente sportivo di cui detiene la carica (es. carica di allenatore, dirigente accompagnatore, addetto agli arbitri, ecc.). In questi casi, è possibile erogare compensi nella forma della collaborazione coordinata e continuativa per remunerare l’attività sportiva svolta dal membro del consiglio direttivo.  Approfondiamo la questione dei pagamenti che l’ente sportivo dilettantistico può fare per remunerare l’attività svolta dal presidente e dai membri dell’organo amministrativo.  Carica sociale gratuita e attività sportiva gratuita Caso più semplice: i membri dell’organo amministrativo non ricevono alcun compenso per lo svolgimento della propria attività, sia con riferimento alla partecipazione alle riunioni del consiglio direttivo, sia con riferimento all’esercizio dell’attività sportiva. In questo caso l’attività di consigliere non richiede alcun adempimento specifico. Nel caso in cui il consigliere svolgesse anche attività sportiva, noin essendo remunerato per questa funzione, dovrebbe essere inquadrato come volontario sportivo.  La ASD o SSD dovrebbe quindi obbligatoriamente assicurarlo ed iscriverlo nel registro del volontari e, così, il consigliere potrà ricevere un rimborso spese sostenuto per lo svolgimento dell’attività sportiva svolta.  ➞ Leggi anche: Sponsorizzazioni Asd, i vantaggi per gli sponsor  Compensi lavoro sportivo: carica sociale gratuita e attività sportiva remunerata  Si tratta del caso probabilmente più frequente, in cui il membro dell’organo amministrato non percepisce compenso per la carica, ma viene pagato per l’attività sportiva svolta.  Sarà quindi possibile procedere a stipulare un contratto di lavoro sportivo nella forma CO.CO.CO. indicando la mansione rientrante tra quelle che la legge ricollega alla figura del lavoratore sportivo.    Carica sociale remunerata e attività sportiva remunerata È possibile concordare con i membri dell’organo amministrativo una doppia retribuzione: una parte collegata all’attività sportiva svolta, che deve essere necessariamente inquadrata come lavoro sportivo, presumibilmente nella forma di CO.CO.CO. una parte collegata allo svolgimento del mandato di amministratore. In questo secondo caso, per poter procedere al pagamento di compensi a membri dell’organo amministrativo in relazione alla carica detenuta, sarà necessario dotarsi di un verbale di assemblea che abbia deliberato i compensi da erogare agli amministratori.  Per poter procedere a questa delibera, il primo passo da compiere è quello dell’analisi delle regole statutarie. È, infatti, evidente che se lo statuto contiene una clausola che vieti compensi ai membri dell’organo amministrativo, non si potrà procedere. Secondo passo consiste nel conoscere la normativa che vieta di ricevere contributi a carico delle finanze pubbliche a quelle associazioni che eroghino compensi ai propri amministratori.  ➞ Leggi anche: Personalità giuridica e riconoscimento legale per ASD In effetti, gli enti pubblici che erogano contributi, prima dell’erogazione, generalmente richiedono di compilare dei moduli in cui si dichiara la conformità a questa norma di legge. Ne consegue che deliberare un compenso per i membri del consiglio direttivo di un’associazione comporta la conseguenza di perdere la possibilità di ricevere dei contributi pubblici. Si deve invece ritenere che questa preclusione non sussista nel caso in cui i membri del consiglio direttivo ricevano compensi in qualità di lavoratori sportivi.  Fatte tutte queste premesse, ne consegue che l’amministratore dell’ente sportivo avrà due diversi trattamenti fiscali in relazione alle attività svolte:   avrà diritto alla franchigia fiscale e previdenziale sull’importo percepito come compenso dell’attività sportiva svolta  sarà tassato e dovrà sostenere carico contributivo ordinario con riferimento al compenso percepito in qualità di amministratore.  Carica sociale remunerata e attività sportiva gratuita Caso poco comune è quello dell’amministratore che riceve un compenso per al carica detenuta e non riceve niente per l’attività sportiva. Ovviamente valgono anche qui le considerazioni su ammissibilità fatte nel paragrafo precedente.  Se l’amministratore svolge attività sportiva senza ricevere compenso, deve essere obbligatoriamente qualificato come volontario. Questo, a causa di uno specifico vincolo imposto dalla Riforma dello Sport, preclude la possibilità di dare al soggetto un compenso per la carica amministrativa detenuta.  Questo significa che, se un soggetto svolge attività sportiva volontaria, non può ricevere compensi dallo stesso ente per lo svolgimento di attività legate all’organo amministrativo.  Nel caso in cui, invece, l’amministratore dell’ente non svolga nessuna attività sportiva, potrà ricevere un compenso che verrà qualificato come reddito assimilato a quello di lavoro dipendente e sconterà il carico fiscale e contributivo ordinario.  I compensi al presidente dell’organo amministrativo  Quando il presidente deve stipulare un contratto con l’ente sportivo di cui è legale rappresentante si ritrova a sottoscrivere il documento sia nella qualità di rappresentante dell’ente, sia in quella di lavoratore. In più, il lavoratore sportivo dovrebbe coordinare la propria attività con la dirigenza, ma nel caso del presidente e legale rappresentante, si configurerebbe una situazione di conflitto di interessi dal momento che la stessa persona assumerebbe contemporaneamente il ruolo di datore di lavoro e di lavoratore sportivo. Per non far emergere situazioni conflittuali, si consiglia di deliberare con verbale di riunione dell’organo amministrativo la stipula del contratto di lavoro sportivo tra l’ente ed il presidente/legale rappresentante. Nel corso della riunione, è opportuno che il presidente si assenti e non partecipi alla votazione e questo andrà scritto nel verbale. L’organo amministrativo dovrebbe anche delegare alla sottoscrizione per conto dell’ente di questo contratto di lavoro sportivo una persona diversa rispetto al presidente (in genere il vice-presidente, ma va bene chiunque dell’organo). Infine, sarà opportuno che il consiglio nomini al suo interno un soggetto diverso dal presidente come responsabilità dei rapporti di lavoro sportivo per conto dell’ente.   Come un gestionale contabile può aiutarti?  Per affrontare la sfida della Riforma non possiamo non rivolgerci ad esperti del settore ed affidarci a soluzioni digitali che possano aiutarci a comprendere le novità ed abbassare in modo importanti errori e sviste, grazie alle automazioni.  Con Sporteams GeCo cerchiamo di offrire soluzioni ottimali per rispondere …

Compensi lavoro sportivo e carica sociale ASD Leggi altro »

Certificazione Unica

Scadenza Certificazione Unica 2024 per Enti Sportivi Dilettantistici: Guida alla Compilazione Come tutti gli anni si avvicina il termine per la predisposizione, la trasmissione e la consegna ai percipientidei modelli di Certificazione Unica che attestino i versamenti fatti a titolo di compensi ai collaboratori deglienti sportivi dilettantistici nel corso dell’anno appena trascorso. Quest’anno, dato che il 16 marzo cade di sabato, la scadenza è fissata al 18 marzo. In questo articolo, grazie al dottor commercialista, Fabio Zucconi, troverai dettagliate istruzioni per la compilazione del modello, con particolare focus sui compensi erogati dalla forma di collaborazione coordinata e continuativa nel secondo semestre del 2023. Quali sono le novità con la Riforma dello Sport? Rispetto agli scorsi anni sarà necessario un lavoro doppio perché, come sappiamo, la Riforma ha introdotto importanti novità. Fino al 30 giugno 2023 si è applicata la norma in vigore da molti anni che qualificava i proventi da collaborazioni sportive dilettantistiche come redditi diversi. Ora, invece, la nuova normativa ha incluso i redditi da lavoro sportivo nella categoria di redditi assimilati a quelli del lavoro dipendente, a patto che siano presenti determinati requisiti.  Di conseguenza, si devono predisporre due tipi differenti di certificazioni a seconda del reddito e della data di pagamento del compenso:  per i pagamenti avvenuti entro il 30 giugno si dovrà utilizzare il modello di certificazione dei redditi da lavoro autonomo, reperibile alla pagina 8 del modello sintetico CU, scaricabile a questo link: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/certificazione-unica-2024/modello-e-istruzioni per i pagamenti avvenuti a partire dal primo luglio si dovrà utilizzare il modello di certificazione dei redditi da lavoro dipendente o assimilato, reperibile alle pagine da 2 a 7 del modello sintetico CU 2024: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/certificazione-unica-2024/modello-e-istruzioni Certificazioni per compensi fino al 30 giugno 2023 In questo caso, si possono seguire le modalità di compilazione utilizzata precedentemente, con l’accortezza di utilizzare la causale “N1” invece che la causale “N” nel punto 1 del modello.  Certificazioni per compensi dal 1 luglio 2023 È, invece, più complessa questo tipo di compilazione. Ci occuperemo delle istruzioni del CU per compensi annui non superiori a 15.000 euro. Per i compensi erogati dal 1 luglio per lavoro sportivo in forma CO.CO.CO. le sezioni del modello che vanno compilate sono tre: Nella prima sezione del modello vanno compilati sono i numeri 6, 8, 9, 10 e 11 Nell’ultima sezione in basso della terza pagina, l’unico punto da compilare è il numero 784 Nella quarta sezione della quarta pagina, le caselle da 53 a 62.  Per aiutare nella compilazione, entriamo nel dettaglio delle istruzioni di ciascuna casella. Guida alla compilazione: tutorial per la Certificazione Unica Sezione DATI FISCALI – FATI PER LA EVENTUALE COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI – REDDITI: i) Casella 6: inserire il totale dei giorni in cui è stato attivo un contratto. Nel caso in cui ci siano diversi contratti, i giorni in cui sono stati in vigore i diversi contratti si devono sommare. ii) Casella 8: riportare la dati di inizio del contratto. Nel caso in cui nell’anno ci siano più contratti, inserire la data inizio del contrato più vecchio. iii) Casella 9: se il contratto è ancora in corso al 31/12/2023 non compilare. Se il contratto non è in corso al 31/1272023, inserire data termine contratto. Se un contratto è terminato, ma ne è in corso uno successivo non compilare. iv) Casella 10: se casella 9 è stata compilata: NON compilare casella 10. Se casella 9 NON è stata compilata, mettere “X” in casella 10.  v) Casella 11: inserire “1” se sono stati fatti diversi contratti nel corso dell’anno e non coprono tutti i 365 giorni.  Altrimenti non compilare.  Sezione REDDITI LAVORO SPORTIVO i) Casella 784: inserire il totale dei compensi lordi percepiti nel periodo 1/7-31/12/2023 Sezione INPS GESTIONE SEPARATA PARASUBORDINATA SPORTIVI DILETTANTISTICI E FIGURE ASSIMILATE i) Casella 53: inserire totale dei compensi lordi percepiti nel periodo 1/7-31/12/2023. ii) Casella 54: inserire l’imponibile contributivo pari a quanto indicato a casella 53 meno 5.000 euro (mettere zero se viene negativo).  iii) Casella 55: inserire la metà di quanto indicato a casella 54. iv) Casella 56: inserire il totale dei contributi dovuti (somma dei contributi dovuti nel corso del periodo 1/7-31/1272023).  v) Casella 57: indicare il totale dei contributi a carico del lavoratore. Deve corrispondere a un terzo di casella 56. vi) Casella 58: inserire l’importo dei contributi versati. Deve corrispondere all’importo indicato a casella 56.  vii) Casella 59: non deve essere barrata.  viii) Casella 60: mettere “X” sui quadratini dei mesi in cui non si è verificato il presupposto per il versamento dei contributi INPS (pagamento compensi oltre la soglia previdenziale) e non si è preceduta alla trasmissione del modello UNIEMENS. Ricordiamo che l’obbligo di trasmettere il modello UNIEMENS va adempiuto con riferimento a tutti i mesi in cui si verifica il presupposto dei pagamenti di contributi previdenziali per pagamenti oltre la soglia previdenziale dei 5.000 euro annui. ix) Casella 61:  Compilare con D1 se il lavoratore sportivo non ha altra copertura previdenziale  Compilare con D3 se il lavoratore sportiva ha altra copertura previdenziale, ma non è un pubblico dipendente.  Compilare con D7 se il lavoratore sportivo è un pubblico dipendente.  x) Casella 62:   Compilare con D2 se in casella 61 è stato inserito D1. Non compilare negli altri casi.  Come un gestionale contabile può aiutarti?  Per affrontare la sfida della Riforma non possiamo non rivolgerci ad esperti del settore ed affidarci a soluzioni digitali che possano aiutarci a comprendere le novità ed abbassare in modo importanti errori e sviste, grazie alle automazioni.  Con Sporteams GeCo cerchiamo di offrire soluzioni ottimali per rispondere a tutte le novità, compresi tutti i documenti di cui abbiamo parlato per la corretta gestione dei rimborsi per i volontari sportivi.  Conti in ordine, aumento introiti, conformità con la nuova normativa e una maggiore possibilità di accesso al credito bancario. Questo è ciò che ti permette di fare il nostro gestionale contabile. Sporteams GeCo, ideato in collaborazione con Fabio Zucconi, è stato sviluppato proprio con un preciso scopo: snellire il carico burocratico complessivo, dematerializzare la documentazione cartacea e velocizzare lo svolgimento delle attività contabili, amministrative e fiscali; il tutto in conformità con il GDPR Compliance. Non …

Certificazione Unica 2024: scadenze e tutorial Leggi altro »

La guida ai rimborsi per i volontari. Comprendere le regole e le modalità per i rimborsi per i volontari è fondamentale. Quali spese possono essere rimborsate? Quali sono i limiti da rispettare e le procedure da seguire? Approfondiamo insieme al dottor commercialista Fabio Zucconi. Le Regole di Base per i rimborsi ai volontari  Per prima cosa, è importante sottolineare che i volontari sportivi non ricevono compensi monetari per il loro impegno all’interno di ASD e SSD. Tuttavia, possono ricevere il rimborso delle spese sostenute durante le attività di volontariato per lo svolgimento di attività istituzionali. È quindi esclusa la possibilità di rimborso per lo svolgimento di attività commerciali (es. spese al bar della società sportiva).  È fondamentale notare che questo rimborso non è soggetto a tassazione per i volontari. Tipi di spese rimborsabili Secondo la normativa vigente, le spese rimborsabili includono quelle relative a vitto, alloggio, viaggio e trasporto. È particolarmente importante menzionare che le spese di viaggio possono comprendere il rimborso per l’uso del proprio mezzo, calcolato in base ai chilometri percorsi. Tuttavia, è importante sottolineare che questa lista di spese è tassativa, il che significa che non è possibile rimborsare spese diverse da quelle indicate. Requisiti per il rimborso Affinché un volontario possa richiedere un rimborso, devono essere soddisfatti tre requisiti: La spesa deve rientrare tra le categorie di vitto, alloggio, viaggio o trasporto. Deve essere dimostrato che la spesa è stata sostenuta nell’ambito delle attività di volontariato sportivo. La spesa deve essere sostenuta fuori dal territorio comunale di residenza del volontario. Le spese devono essere documentate in modo adeguato per poter essere rimborsate. Documentazione delle spese Le spese devono essere debitamente documentate. Questo significa che è necessario conservare ricevute, scontrini, estratti conto bancari o altre prove che dimostrino il sostenimento delle spese. La documentazione deve essere coerente con le date e i luoghi delle attività di volontariato. Per i viaggi con mezzo proprio, è importante registrare con precisione il percorso, comprese le località di partenza e arrivo, le tappe intermedie e la distanza percorsa. Inoltre, è necessario applicare una tariffa chilometrica adeguata, generalmente basata sulle tabelle dell’ACI. Modalità di pagamento dei rimborsi Il rimborso delle spese può essere effettuato in contanti. I volontari sportivi non sono soggetti alle restrizioni di pagamento tracciabile previste per i lavoratori sportivi. Tuttavia, è importante rispettare le normative anti-riciclaggio e le leggi vigenti, come la legge 398/1991, che disciplina l’uso del contante. ➞ Leggi anche: Sponsorizzazioni Asd, i vantaggi per gli sponsor Semplificazione dell’auto certificazione Una modalità semplificata per il rimborso è stata introdotta con il decreto correttivo entrato in vigore a settembre. In base a questa modalità, è possibile erogare rimborsi ai volontari mediante auto-certificazione, senza la necessità di una documentazione dettagliata, purché l’importo richiesto non superi i 150 euro al mese.   Per evitare problemi futuri e contestazioni, è consigliabile che gli enti sportivi dilettantistici adottino procedure rigorose per autorizzare i rimborsi e stabilire i limiti e le modalità di calcolo degli importi da pagare ai volontari. Queste procedure devono essere trasparenti e ben definite. Vi consigliamo, insieme all’esperto in materia, Fabio Zucconi, di seguire questa procedura per la gestione dei rimborsi ai volontari sportivi: 1. Verbale dell’organo amministrativo dell’ente sportivo Adozione di un verbale dell’organo amministrativo dell’ente sportivo dilettantistico per deliberare: autorizzazione generale ad erogare rimborsi ai volontari sportivi giustificati analiticamente o auto-certificati; la definizione del concetto di “prestazione svolta per conto” dell’ente sportivo nell’ambito della quale possono essere sostenute spese oggetto di rimborso; i limiti massimi di rimborso per le spese di vitto, alloggio, viaggio e trasporto; il conferimento al presidente o ad altro amministratore dei poteri di autorizzare i volontari all’utilizzo di una propria autovettura; il conferimento al presidente o ad altro amministratore dei poteri per autorizzare con semplice comunicazione scritta il rimborso delle spese per ogni singola richiesta corredata da documentazione analitica ricevuta da parte dei volontari; le tipologie di spese e le attività di volontariato per le quali è ammesso il rimborso tramite auto-certificazione 2. Autorizzazione per uso di mezzo proprio Predisposizione per ciascun volontario di una specifica autorizzazione all’utilizzo della propria auto e alla richiesta di rimborsi con indicazione delle modalità e dei limiti deliberati dall’organo amministrativo.  3. Richiesta di pagamento  Per ogni rimborso, che consigliamo di effettuare con cadenza mensile, predisposizione di una richiesta di pagamento indirizzata dal volontario all’ente sportivo con la suddivisione dei rimborsi richiesti in base al tipo di spese sostenute16 corredata da un prospetto con il dettaglio dei viaggi effettuati con il mezzo proprio in cui vanno indicati: la data del viaggio, il percorso effettuato, la motivazione, i chilometri percorsi, la tariffa chilometrica applicata e l’importo del rimborso giornaliero. 4. Ricevuta di rimborso Per ogni rimborso, inoltre, predisposizione di una ricevuta per rimborso spese documentate attraverso la quale il volontario attesta di ricevere gli importi determinati in funzione della richiesta di cui al punto precedente. Qualora venga utilizzato il metodo semplificato attraverso l’auto-certificazione del volontario, i punti 3 e 4 saranno sostituiti dalla consegna all’ente sportivo del documento contenente l’auto-certificazione sottoscritto dal volontario.  In sintesi, il rimborso delle spese per i volontari sportivi è possibile, ma è necessario rispettare le regole e documentare attentamente le spese. L’uso del contante è ammesso, ma con alcune restrizioni. La semplificazione dell’auto-certificazione può semplificare il processo, ma è importante adottare procedure chiare per evitare complicazioni. In caso di dubbi o necessità specifiche, è consigliabile consultare un esperto legale o fiscale per garantire la conformità con la normativa vigente. ➞ Leggi anche: Iva Asd: le ultime novità dell’Agenzie delle Entrate  Sporteams GeCo, la soluzione alla Riforma Per affrontare la sfida della Riforma non possiamo non rivolgerci ad esperti del settore ed affidarci a soluzioni digitali che possano aiutarci a comprendere le novità ed abbassare in modo importanti errori e sviste, grazie alle automazioni.  Con Sporteams GeCo cerchiamo di offrire soluzioni ottimali per rispondere a tutte le novità, compresi tutti i documenti di cui abbiamo parlato per la corretta gestione dei rimborsi per i volontari sportivi.  Conti in ordine, aumento introiti, conformità con la nuova normativa e una maggiore possibilità di accesso al …

Riforma dello sport: volontari e rimborsi Leggi altro »

Lavoratore e volontario sportivo

Uno dei temi più caldi legati alla Riforma dello sport è sicuramente il lavoro sportivo ed il volontariato.  È proprio questo il tema che affronteremo oggi, grazie al dottor commercialista Fabio Zucconi: qual è la differenza tra lavoratore e volontario? E quando invece il soggetto deve essere inquadrato come rapporto di lavoro ordinario?Approfondiamo insieme! La contrapposizione lavoratore sportivo/volontario sportivo Da ora in poi, quando si tratta di valutare il ruolo di una persona che lavora per una società o associazione sportiva dilettantistica, il primo passo sarà capire se si tratta di un lavoratore sportivo o di un volontario sportivo. Questa distinzione è fondamentale per determinare le implicazioni fiscali, contributive e gli adempimenti amministrativi correlati alla relazione tra il collaboratore e l’organizzazione sportiva. Innanzitutto, partiamo col sottolineare che lavoratore sportivo e volontario sportivo sono due figure distinte e alternative. Un’organizzazione sportiva non può considerare una persona come lavoratore sportivo e volontario sportivo contemporaneamente. Questo significa che non è possibile combinare le disposizioni previste per queste due figure. Ad esempio, non è possibile pagare un lavoratore sportivo con un salario stabilito nel contratto e contemporaneamente erogare un rimborso spese di 150 euro al mese. La principale distinzione tra queste due figure riguarda la previsione di un compenso per l’attività svolta. Il lavoratore sportivo viene pagato per svolgere l’attività, mentre il volontario sportivo deve rinunciare a qualsiasi forma di compenso e può ricevere solo un rimborso spese, previo adeguato giustificativo delle spese sostenute. Differenze nella normativa lavoratore/volontario sportivo Ora, passiamo a esaminare le differenze nella normativa riguardante lavoratori sportivi e volontari sportivi. Costi Diretti (Oneri Fiscali e Previdenziali): Il volontario sportivo non rappresenta alcun costo fiscale o contributivo per l’organizzazione sportiva, dato che non riceve alcun compenso. I lavoratori sportivi devono affrontare obblighi previdenziali, che erano esclusi dalla normativa precedente. Inoltre, sono soggetti ad obblighi fiscali, con un aumento della soglia di non tassazione da 10.000 a 15.000 euro. Adempimenti Amministrativi: Per i volontari, non sono previsti specifici adempimenti amministrativi legati al rapporto di volontariato. Non esiste un contratto di volontariato da stipulare, ma può essere emessa una dichiarazione con cui il volontario accetta di svolgere attività sportiva in forma non retribuita. Per i lavoratori sportivi, ci sono numerosi adempimenti amministrativi da seguire, tra cui la formalizzazione di un contratto nella forma di collaborazione coordinata e continuativa, la comunicazione dei dati relativi al rapporto di lavoro al Registro delle attività sportive dilettantistiche (UNILAV), l’iscrizione del lavoratore sportivo alla gestione separata INPS, la comunicazione dei compensi erogati, la tenuta del Libro Unico del Lavoro e la liquidazione dei contributi previdenziali e delle ritenute di acconto fiscali. ➞ Leggi anche: Sport dilettantistico: novità sulla legge 398/1991 Mansioni dei Lavoratori Sportivi e dei Volontari Sportivi: Per i lavoratori sportivi, la normativa identifica alcune mansioni che riguardano principalmente atleti e tecnici. Tuttavia, la possibilità di stipulare un contratto di lavoro sportivo si estende anche a chi svolge mansioni necessarie per l’attività sportiva in base ai regolamenti specifici dell’ente affiliante. Per i volontari sportivi, la legge indica che le loro prestazioni comprendono l’esecuzione diretta dell’attività sportiva, nonché la formazione, l’insegnamento e la preparazione degli atleti. Non è possibile estendere questa normativa alle figure ausiliarie o alle attività commerciali dell’organizzazione sportiva. La differenza tra lavoratori sportivi e volontari sportivi è importante per determinare come vengono trattati dal punto di vista fiscale, contributivo e amministrativo. Queste distinzioni sono state introdotte con la Riforma dello Sport e hanno un impatto significativo su come le organizzazioni sportive gestiscono le loro risorse umane.  ➞ Leggi anche: Gestione Asd: i vantaggi di Sporteams GeCo Come affrontare la Riforma dello sport La Riforma dello Sport ha visto tante critiche, ma possiamo anche considerarla come utile a sanare problemi storici all’interno del settore sportivo. La risposta da dare per affrontare la nuova normativa è accettare il cambiamento e guardarlo con favore, in attesa di modifiche e miglioramenti necessari.  Per affrontare questa sfida non possiamo non rivolgerci ad esperti del settore ed affidarci a soluzioni digitali che possano aiutarci a comprendere le novità ed abbassare in modo importanti errori e sviste, grazie alle automazioni.  Con Sporteams GeCo cerchiamo di offrire soluzioni ottimali per rispondere a tutte le novità. Pensiamo alla gestione dei nuovi contratti del lavoro sportivo, volontari, COCOCO, partita IVA ecc., con il calcolo INAIL e INPS facilitato. Oppure pensiamo alla digitalizzazione del libro soci e la messa a norma dello statuto societario: con GeCo vengono evidenziati i campi da modificare o aggiungere. Pensiamo, infine, alla gestione sempre più coerente degli incassi, andamenti, fatture e prima nota.  Tutto questo comporta una migliore gestione della società, con i conti in ordine, aumento introiti e una maggiore possibilità di accesso al credito bancario. Non possiamo pensare di adeguarci alle nuove norme, senza far ricorso ad esperti del settore e soluzioni digitali. Sporteams GeCo, ideato in collaborazione con Fabio Zucconi, è stato sviluppato proprio con un preciso scopo: snellire il carico burocratico complessivo, dematerializzare la documentazione cartacea e velocizzare lo svolgimento delle attività contabili, amministrative e fiscali; il tutto in conformità con il GDPR Compliance. Se vuoi saperne di più, non esitare a contattarci a commerciale@sporteams.it   

Riforma dello sport e decreto correttivo

Torna l’appuntamento con il dottor commercialista Fabio Zucconi per approfondire meglio le ultime novità introdotte con il decreto correttivo. Infatti, il Governo, mercoledì 26 luglio, ha approvato in via definitiva il tanto atteso decreto correttivo.  Gli enti sportivi in questo periodo hanno vissuto in uno stato di incertezza dal momento che sapevamo che sarebbe cambiato qualcosa della riforma conosciuta, ma non ne conoscevamo le modifiche. Ancora oggi, in realtà, non sappiamo i dettagli della normativa, ma possiamo approfondire gli aspetti e le novità fino ad ora chiare! Novità decreto correttivo: eliminato l’obbligo di iscrizione all’INAIL  È stato integralmente eliminato l’obbligo di iscrizione all’INAIL e di versamento del premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro per tutti i contratti diversi dal lavoro dipendente. Viene così superato il problema degli alti costi dal momento che la maggior parte dei contratti di lavoro interni alle asd e ssd saranno inquadrati come collaboratori coordinati e continuativi. Elenco mansioni considerate come lavoro sportivo  Viene istituito presso il Dipartimento per lo Sport un elenco di mansioni che possono essere remunerate come lavoro sportivo.  Da questo elenco infatti potrebbe scaturire la soluzione al problema dell’inquadramento dei cosiddetti “ausiliari” (custode, magazziniere, ecc.) Limite orario settimanale CoCoCo Viene alzato il limite orario settimanale che consente di inquadrare come collaboratore coordinato e continuativo e quindi di non assumere il lavoratore sportivo. Le ore settimanali vengono aumentate da 18 a 24, a cui devono essere aggiunte le ore dedicate allo svolgimento di manifestazioni sportive. Con il decreto correttivo, confermate le tre fasce di reddito Le tre fasce sono state confermate, in relazione alle quali si applicano regole fiscali e contributive diverse e quindi: entro 5.000 euro annui NON si pagano né imposte né contributi previdenziali; tra 5.000 euro e 15.000 euro annui si pagano contributi previdenziali, ma non si pagano le imposte oltre 15.000 euro annui si pagano sia imposte che contributi previdenziali Credito di imposta per rimborsi Viene introdotto un credito di imposta per rimborsare gli enti sportivi di piccole dimensioni dei maggiori costi sostenuti per il carico previdenziale. Tuttavia questa misura risulta poco efficace in quanto il limite di ricavi complessivi è stato posto a 100.000 euro e quindi risulta molto basso. Di conseguenza, per poter accedere al credito occorre svolgere adempimenti non banali. Inoltre la misura, al momento, copre solo gli oneri sostenuti nei mesi da luglio a novembre 2023 e quindi risulta poco appetibile. ➞ Leggi anche: Sport dilettantistico: novità sulla legge 398/1991 Rimborsi per i volontari Per i volontari è stata confermata la possibilità di erogare rimborsi fino a 150 euro mensili autocertificati, ma soprattutto è stata data la possibilità di dare rimborsi per spese documentate e per viaggi svolti all’interno del Comune di residenza. L’attesa della pubblicazione del decreto correttivo Da qui alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale ci potranno essere nuove modifiche e novità. Non ci resta che aspettare e continuare a restare aggiornati. Noi di Sporteams siamo a disposizione per ogni dubbio o richiesta.  Gestisci la contabilità con Sporteams Geco   Sporteams GeCo, ideato in collaborazione con Fabio Zucconi, è stato sviluppato con un preciso scopo: snellire il carico burocratico complessivo, dematerializzare la documentazione cartacea e velocizzare lo svolgimento delle attività contabili, amministrative e fiscali; il tutto in conformità con il GDPR Compliance. GeCo è il software ideale per rispondere alla nuova normativa e che verrà modificato su misura in base alla Riforma ed al decreto correttivo in attesa di pubblicazione.  Tramite questo innovativo software gestionale contabile, rivolto alle Asd e delle Ssd, è possibile:  – organizzare in modo efficiente e sicuro tutto ciò che riguarda la fiscalità in uscita, tenendo sempre traccia dei singoli movimenti in uscita, così come delle fatture pagate o non ancora pagate e dei modelli F24. – registrare tutto ciò che riguarda la fiscalità in entrata e avere sempre sotto controllo sia i movimenti generici sia le fatture da incassare o già incassate.  – gestire gli introiti economici provenienti da attività di ristorazione o dall’ingresso presso gli impianti sportivi. – raccogliere facilmente tutte le informazioni sulla propria associazione o società sportiva, visualizzando in pochi clic la situazione fiscale pregressa o i conti utilizzati per i propri movimenti. – produrre report dettagliati utili per monitorare, analizzare e valutare la gestione contabile. ➞ Leggi anche: Gestione Asd: i vantaggi di Sporteams GeCo

Riforma dell'IVA

Riforma IVA: Slitta tutto al 1 luglio 2024.  Con la nuova riforma sarà obbligatorio aprire la partita IVA anche per gli enti sportivi che svolgono esclusivamente attività istituzionali ed adeguarsi agli obblighi contabili e fiscali imposti dalla normativa, riguardanti, ad esempio, gli obblighi di fatturazione, compilazione del registro IVA, registrazione, determinazione e versamento della relativa imposta.  Nuovo appuntamento con la newsletter dedicata alle Associazioni sportive dilettantistiche del dottore commercialista Fabio Zucconi, esperto di questioni fiscali e nostro partner. Questa volta l’approfondimento riguarda le l’entrata in vigore dei nuovi obblighi IVA per le ASD e SSD. Vediamo nel dettaglio insieme al dott. Zucconi quando e cosa accadrà.   Approfondiamo insieme! L’impatto della Riforma dell’IVA   Per molti mesi tanti operatori del mondo dello sport hanno sperato nel rinvio dell’entrata in vigore della Riforma e delle nuove regole riguardo il lavoro sportivo. Questa proroga non è stata approvata e il 1° luglio è entrata in vigore.Ciò che nessuno si aspettava era la proroga riguardo la riforma sull’IVA che, in un primo momento, sarebbe dovuta entrata in vigore da gennaio 2024.  ➞ Leggi anche: Iva Asd: le ultime novità dell’Agenzie delle Entrate  Questa riforma avrà un impatto importante sugli enti sportivi dilettantistici, soprattutto per coloro che fino ad oggi stanno operando con solo codice fiscale e senza avere aperto la partita IVA.  Infatti, con la nuova riforma sarà obbligatorio aprire la partita IVA anche per gli enti sportivi che svolgono esclusivamente attività istituzionali ed adeguarsi agli obblighi contabili e fiscali imposti dalla normativa, riguardanti, ad esempio, gli obblighi di fatturazione, compilazione del registro IVA, registrazione, determinazione e versamento della relativa imposta.  “La riforma – scrive il dottor commercialista Zucconi – non aumenterà il costo in capo ai tesserati che usufruiscono dei corsi sportivi, in quanto per queste prestazioni è prevista un esenzione da IVA”.  Tuttavia, gli adempimenti a capo dell’ente sportivo saranno incrementati.  ➞ Leggi anche: Sponsorizzazioni Asd, i vantaggi per gli sponsor In sostanza l’entrata in vigore, in precedenza prevista al 1° gennaio 2024, è stata rinviata di un semestre, ma la sostanza non è cambiata: la decorrenza dei nuovi obblighi IVA è stata fissata al 1° luglio 2024. Riforma dell’IVA e fiscalità Asd: che cos’è e come funziona Sporteams Geco  Proprio in collaborazione con Fabio Zucconi, e consapevoli della difficoltà delle Asd di occuparsi in modo rapido delle questioni contabili, abbiamo ideato, sviluppato e commercializzato un software gestionale innovativo: Sporteams GeCo.  Sporteams Geco risulta utile per:  Digitalizzare attività contabili Gestire la fiscalità in uscita Gestire la fiscalità in entrata  Ridurre il carico burocratico Produrre di report dettagliati  Questo comporta un alleggerimento del carico burocratico complessivo, un risparmio sostanziale del tempo precedentemente impiegato e, non in ultimo, garantisce una gestione Asd di livello professionale. ➞ Leggi anche: Gestione Asd: i vantaggi di Sporteams GeCo

Sponsorizzazioni sportive

Sponsorizzazioni sportive: un aggiornamento sulle modalità di accertamento fiscale Nuovo appuntamento con la newsletter dedicata alle Associazioni sportive dilettantistiche del dottore commercialista Fabio Zucconi, esperto di questioni fiscali e nostro partner. Questa volta l’approfondimento riguarda le sponsorizzazioni sportive per Asd, e in particolare il ruolo degli enti sportivi e degli sponsor nell’ambito delle modalità di accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Approfondiamo insieme!   Sponsorizzazioni sportive: che cosa cambia per Asd e imprenditori Per la prima volta è stata ottenuta una archiviazione della verifica fiscale in corso su sponsorizzazioni sportive che, come ricostruisce Zucconi, “pur essendo state giudicate sproporzionate rispetto ai vantaggi potenziali che ci si poteva attendere dall’investimento  promozionale”, non violavano le norme in vigore. Norme in vigore che disciplinano anche la deducibilità dei costi per la sponsorizzazione sportiva.   Quando accaduto, di conseguenza, invita a riflettere sui casi in cui le sponsorizzazioni sportive possono non essere oggetto di rilievi e riprese fiscali.   In precedenza, un soggetto che avesse erogato importi significativi ad enti sportivi dilettantistici a titolo di sponsorizzazione, e che fosse oggetto di verifica fiscale, doveva rivolgersi alla Commissione Tributaria per un ricorso (se lo avesse ritenuto necessario in presenza di determinati presupposti).  E questo, nella maggior parte dei casi, poteva avere anche una conseguenza concreta per le Asd: scoraggiare gli imprenditori a investire, dati i problemi sopraggiunti e l’iter giurisprundezianzale avviato.  In futuro, invece, viste le ultime novità, potrebbe non essere necessario spingersi fino al contenzioso tributario ma, eventualmente, ottenere direttamente l’archiviazione da parte dell’Agenzia delle Entrate; con relativi risparmi in termini di costi e tempi per gli imprenditori interessati.     ➞ Leggi anche: Iva Asd: le ultime novità dell’Agenzie delle Entrate    Sponsorizzazioni per Asd: cosa chiede l’Agenzia delle Entrate  La novità sugli accertamenti fiscali, che può garantire benefici sia agli imprenditori che sponsorizzano sia alle Asd che ricevono i finanziamenti in cambio della sponsorizzazione, non deve far dimenticare, però, alcune regole; essenziali per procedere all’archiviazione della verifica fiscale.  L’Agenzia delle Entrate, infatti, come ricorda Zucconi, “per procedere all’archiviazione della posizione fiscale del soggetto che ha erogato la sponsorizzazione”, richiede di fornire le prove dell’esistenza dei presupposti previsti da una norma speciale e richiamati anche dalla Corte  di Cassazione. Ovvero: – Il certificato di iscrizione al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche dell’ente sportivo  beneficiario della sponsorizzazione;   – L’importo annuo delle spese di sponsorizzazione sportiva complessivamente sostenute non superiore  a 200.000 euro;   – Il contratto di sponsorizzazione che indichi la finalità di promuovere l’immagine o i prodotti dello  sponsor; – La prova dell’effettiva esecuzione del contratto di sponsorizzazione.   Per saperne di più, ti consigliamo di leggere la newsletter di Fabio Zucconi, un servizio di aggiornamento per Associazioni e Società sportive dilettantistiche con approfondimenti su norme e temi di carattere amministrativo, contabile e fiscale.   Puoi iscriverti cliccando qui.   ➞ Leggi anche: Sponsorizzazioni Asd, i vantaggi per gli sponsor Fiscalità Asd: che cos’è e come funziona Sporteams Geco  Proprio in collaborazione con Fabio Zucconi, e consapevoli della difficoltà delle Asd di occuparsi in modo rapido delle questioni contabili, abbiamo ideato, sviluppato e commercializzato un software gestionale innovativo: Sporteams GeCo.  Sporteams Geco risulta utile per:  Digitalizzare attività contabili Gestire la fiscalità in uscita Gestire la fiscalità in entrata  Ridurre del carico burocratico Produrre di report dettagliati  Questo comporta un alleggerimento del carico burocratico complessivo, un risparmio sostanziale del tempo precedentemente impiegato e, non in ultimo, garantisce una gestione Asd di livello professionale. ➞ Leggi anche: Gestione Asd: i vantaggi di Sporteams GeCo Se hai bisogno di un gestionale sportivo per la tua Asd, raccontaci la tua storia. Troveremo la soluzione migliore per te e la tua squadra. CONTATTACI

Riforma dello sport

Riforma dello sport: l’evoluzione della normativa e l’entrata in vigore  Come segnalato dal dottore commercialista Fabio Zucconi, nonché nostro partner, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, anche se con un po’ di ritardo, il decreto correttivo della Riforma dello Sport. Si tratta dell’ultimo intervento di un percorso – lungo e articolato – iniziato nel 2019. La Riforma, varata in un periodo già complicato dall’emergenza Covid-19, avrà un impatto non secondario sul settore sportivo, in particolare per le Associazioni sportive dilettantistiche (Asd) e le Società sportive dilettantistiche (Ssd). Dopo essere stata modificata e perfezionata, dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2023, anche se esistono alcuni dubbi in merito e sembra sia atteso un ulteriore provvedimento di proroga. Proviamo ad approfondire insieme! Riforma dello sport: le ultime novità Come spiega Zucconi, nella sua newsletter dedicata al mondo delle Asd e delle Ssd, è “atteso un ulteriore provvedimento di proroga all’entrata in vigore della nuova normativa al fine di permettere alle società sportive di adeguare il proprio assetto amministrativo con un congruo periodo di tempo e alle istituzioni di approntare gli strumenti informatici e di fornire i regolamenti dettagliati e le risposte pratiche per rendere effettivamente operante la nuova disciplina”. Malgrado la data del 1° gennaio 2023 sia ufficiale,  infatti, l’entrata in vigore della Riforma dello Sport potrebbe slittare, dal momento che, almeno per il momento, sembrano mancare “moltissimi chiarimenti” essenziali per adeguarsi alle nuove norme e alle nuove procedure. Inoltre, ed è un elemento non secondario, non sarebbero stati ancora introdotti – per mancanza di tempo, soprattutto – “gli strumenti informatici necessari” previsti dalla Riforma. Andando più nel dettaglio, se davvero la data dell 1° gennaio 2023 fosse confermata moltissime Associazioni e Società sportive dilettantistiche potrebbero riscontrare problemi legati al pagamento dei compensi sportivi.  Per saperne di più sull’argomento, e conoscere quali sono i prossimi passaggi in vista dell’entrata in vigore della Riforma dello Sport, ti consigliamo di leggere la newsletter di Fabio Zucconi, un servizio di aggiornamento per Associazioni e Società sportive dilettantistiche con approfondimenti su norme e temi di carattere amministrativo, contabile e fiscale. Puoi iscriverti cliccando qui. ➞ Leggi anche: Iva Asd: le ultime novità dell’Agenzia delle Entrate Gestisci la contabilità con Sporteams Geco L’entrata in vigore della Riforma dello Sport richiederà alle Asd e alle Ssd un cambiamento sostanziale. La gestione delle organizzazioni sportive diventerà infatti più complessa ma anche più strutturata e articolata, permettendo così, in qualche modo, di “professionalizzare” il settore dilettantistico e venire incontro ad alcune delle esigenze espresse negli ultimi anni. In questo contesto, la digitalizzazione può rivelarsi una risorsa importante, se non indispensabile, per semplificare i processi operativi, snellire il carico burocratico e velocizzare lo svolgimento delle attività amministrative, fiscali e contabili. È per questo che abbiamo ideato, sviluppato e messo a disposizione delle Asd e delle Ssd, in collaborazione con Fabio Zucconi, una soluzione sportech innovativa, efficace e sicura: Sporteams Geco. Un software gestionale contabile che consente di occuparsi di tutte le attività relative alla contabilità e agli adempimenti amministrativi, e che è rivolto alle organizzazioni sportive che adottano il regime fiscale agevolato previsto dalla legge 398/1991. ➞ Leggi anche: Perché usare Sporteams GeCo Se sei interessato a un Gestionale contabile, come Sporteams GeCo, raccontaci la tua storia. Troveremo la soluzione giusta. CONTATTACI