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Compensi lavoro sportivo e carica sociale ASD

Compensi lavoro sportivo

Uno dei temi che ha fatto più discutere chi si occupa di Riforma dello Sport fin dalla sua entrata in vigore è quello relativo alla possibilità di erogare compensi di lavoro sportivo a chi detiene la carica sociale, di presidente o di consigliere all’interno dell’organo amministrativo di un ente sportivo dilettantistico. 

Il dottor commercialista, Fabio Zucconi, in questi casi consiglia di tenere distinta l’attività svolta in esecuzione della carica sociale detenuta da quella di carattere sportivo che eventualmente venga contemporaneamente esercitata. Si tratta, ad esempio, del frequente caso in cui chi è membro del consiglio direttivo svolga insieme attività in ambito sportivo a favore dell’ente sportivo di cui detiene la carica (es. carica di allenatore, dirigente accompagnatore, addetto agli arbitri, ecc.). In questi casi, è possibile erogare compensi nella forma della collaborazione coordinata e continuativa per remunerare l’attività sportiva svolta dal membro del consiglio direttivo. 

Approfondiamo la questione dei pagamenti che l’ente sportivo dilettantistico può fare per remunerare l’attività svolta dal presidente e dai membri dell’organo amministrativo. 

Carica sociale gratuita e attività sportiva gratuita

Caso più semplice: i membri dell’organo amministrativo non ricevono alcun compenso per lo svolgimento della propria attività, sia con riferimento alla partecipazione alle riunioni del consiglio direttivo, sia con riferimento all’esercizio dell’attività sportiva. In questo caso l’attività di consigliere non richiede alcun adempimento specifico. Nel caso in cui il consigliere svolgesse anche attività sportiva, noin essendo remunerato per questa funzione, dovrebbe essere inquadrato come volontario sportivo. 

La ASD o SSD dovrebbe quindi obbligatoriamente assicurarlo ed iscriverlo nel registro del volontari e, così, il consigliere potrà ricevere un rimborso spese sostenuto per lo svolgimento dell’attività sportiva svolta. 

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Compensi lavoro sportivo: carica sociale gratuita e attività sportiva remunerata 

Si tratta del caso probabilmente più frequente, in cui il membro dell’organo amministrato non percepisce compenso per la carica, ma viene pagato per l’attività sportiva svolta. 

Sarà quindi possibile procedere a stipulare un contratto di lavoro sportivo nella forma CO.CO.CO. indicando la mansione rientrante tra quelle che la legge ricollega alla figura del lavoratore sportivo. 

 

Carica sociale remunerata e attività sportiva remunerata

È possibile concordare con i membri dell’organo amministrativo una doppia retribuzione:

  • una parte collegata all’attività sportiva svolta, che deve essere necessariamente inquadrata come lavoro sportivo, presumibilmente nella forma di CO.CO.CO.
  • una parte collegata allo svolgimento del mandato di amministratore.

In questo secondo caso, per poter procedere al pagamento di compensi a membri dell’organo amministrativo in relazione alla carica detenuta, sarà necessario dotarsi di un verbale di assemblea che abbia deliberato i compensi da erogare agli amministratori. 

Per poter procedere a questa delibera, il primo passo da compiere è quello dell’analisi delle regole statutarie. È, infatti, evidente che se lo statuto contiene una clausola che vieti compensi ai membri dell’organo amministrativo, non si potrà procedere. 
Secondo passo consiste nel conoscere la normativa che vieta di ricevere contributi a carico delle finanze pubbliche a quelle associazioni che eroghino compensi ai propri amministratori. 

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In effetti, gli enti pubblici che erogano contributi, prima dell’erogazione, generalmente richiedono di compilare dei moduli in cui si dichiara la conformità a questa norma di legge. Ne consegue che deliberare un compenso per i membri del consiglio direttivo di un’associazione comporta la conseguenza di perdere la possibilità di ricevere dei contributi pubblici. Si deve invece ritenere che questa preclusione non sussista nel caso in cui i membri del consiglio direttivo ricevano compensi in qualità di lavoratori sportivi. 

Fatte tutte queste premesse, ne consegue che l’amministratore dell’ente sportivo avrà due diversi trattamenti fiscali in relazione alle attività svolte: 

  •  avrà diritto alla franchigia fiscale e previdenziale sull’importo percepito come compenso dell’attività sportiva svolta 
  • sarà tassato e dovrà sostenere carico contributivo ordinario con riferimento al compenso percepito in qualità di amministratore. 

Carica sociale remunerata e attività sportiva gratuita

Caso poco comune è quello dell’amministratore che riceve un compenso per al carica detenuta e non riceve niente per l’attività sportiva. Ovviamente valgono anche qui le considerazioni su ammissibilità fatte nel paragrafo precedente. 

Se l’amministratore svolge attività sportiva senza ricevere compenso, deve essere obbligatoriamente qualificato come volontario. Questo, a causa di uno specifico vincolo imposto dalla Riforma dello Sport, preclude la possibilità di dare al soggetto un compenso per la carica amministrativa detenuta. 

Questo significa che, se un soggetto svolge attività sportiva volontaria, non può ricevere compensi dallo stesso ente per lo svolgimento di attività legate all’organo amministrativo. 

Nel caso in cui, invece, l’amministratore dell’ente non svolga nessuna attività sportiva, potrà ricevere un compenso che verrà qualificato come reddito assimilato a quello di lavoro dipendente e sconterà il carico fiscale e contributivo ordinario. 

I compensi al presidente dell’organo amministrativo 

Quando il presidente deve stipulare un contratto con l’ente sportivo di cui è legale rappresentante si ritrova a sottoscrivere il documento sia nella qualità di rappresentante dell’ente, sia in quella di lavoratore. In più, il lavoratore sportivo dovrebbe coordinare la propria attività con la dirigenza, ma nel caso del presidente e legale rappresentante, si configurerebbe una situazione di conflitto di interessi dal momento che la stessa persona assumerebbe contemporaneamente il ruolo di datore di lavoro e di lavoratore sportivo. 
Per non far emergere situazioni conflittuali, si consiglia di deliberare con verbale di riunione dell’organo amministrativo la stipula del contratto di lavoro sportivo tra l’ente ed il presidente/legale rappresentante. Nel corso della riunione, è opportuno che il presidente si assenti e non partecipi alla votazione e questo andrà scritto nel verbale. 
L’organo amministrativo dovrebbe anche delegare alla sottoscrizione per conto dell’ente di questo contratto di lavoro sportivo una persona diversa rispetto al presidente (in genere il vice-presidente, ma va bene chiunque dell’organo). 
Infine, sarà opportuno che il consiglio nomini al suo interno un soggetto diverso dal presidente come responsabilità dei rapporti di lavoro sportivo per conto dell’ente. 
 

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