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Compensi lavoro sportivo

Uno dei temi che ha fatto più discutere chi si occupa di Riforma dello Sport fin dalla sua entrata in vigore è quello relativo alla possibilità di erogare compensi di lavoro sportivo a chi detiene la carica sociale, di presidente o di consigliere all’interno dell’organo amministrativo di un ente sportivo dilettantistico.  Il dottor commercialista, Fabio Zucconi, in questi casi consiglia di tenere distinta l’attività svolta in esecuzione della carica sociale detenuta da quella di carattere sportivo che eventualmente venga contemporaneamente esercitata. Si tratta, ad esempio, del frequente caso in cui chi è membro del consiglio direttivo svolga insieme attività in ambito sportivo a favore dell’ente sportivo di cui detiene la carica (es. carica di allenatore, dirigente accompagnatore, addetto agli arbitri, ecc.). In questi casi, è possibile erogare compensi nella forma della collaborazione coordinata e continuativa per remunerare l’attività sportiva svolta dal membro del consiglio direttivo.  Approfondiamo la questione dei pagamenti che l’ente sportivo dilettantistico può fare per remunerare l’attività svolta dal presidente e dai membri dell’organo amministrativo.  Carica sociale gratuita e attività sportiva gratuita Caso più semplice: i membri dell’organo amministrativo non ricevono alcun compenso per lo svolgimento della propria attività, sia con riferimento alla partecipazione alle riunioni del consiglio direttivo, sia con riferimento all’esercizio dell’attività sportiva. In questo caso l’attività di consigliere non richiede alcun adempimento specifico. Nel caso in cui il consigliere svolgesse anche attività sportiva, noin essendo remunerato per questa funzione, dovrebbe essere inquadrato come volontario sportivo.  La ASD o SSD dovrebbe quindi obbligatoriamente assicurarlo ed iscriverlo nel registro del volontari e, così, il consigliere potrà ricevere un rimborso spese sostenuto per lo svolgimento dell’attività sportiva svolta.  ➞ Leggi anche: Sponsorizzazioni Asd, i vantaggi per gli sponsor  Compensi lavoro sportivo: carica sociale gratuita e attività sportiva remunerata  Si tratta del caso probabilmente più frequente, in cui il membro dell’organo amministrato non percepisce compenso per la carica, ma viene pagato per l’attività sportiva svolta.  Sarà quindi possibile procedere a stipulare un contratto di lavoro sportivo nella forma CO.CO.CO. indicando la mansione rientrante tra quelle che la legge ricollega alla figura del lavoratore sportivo.    Carica sociale remunerata e attività sportiva remunerata È possibile concordare con i membri dell’organo amministrativo una doppia retribuzione: una parte collegata all’attività sportiva svolta, che deve essere necessariamente inquadrata come lavoro sportivo, presumibilmente nella forma di CO.CO.CO. una parte collegata allo svolgimento del mandato di amministratore. In questo secondo caso, per poter procedere al pagamento di compensi a membri dell’organo amministrativo in relazione alla carica detenuta, sarà necessario dotarsi di un verbale di assemblea che abbia deliberato i compensi da erogare agli amministratori.  Per poter procedere a questa delibera, il primo passo da compiere è quello dell’analisi delle regole statutarie. È, infatti, evidente che se lo statuto contiene una clausola che vieti compensi ai membri dell’organo amministrativo, non si potrà procedere. Secondo passo consiste nel conoscere la normativa che vieta di ricevere contributi a carico delle finanze pubbliche a quelle associazioni che eroghino compensi ai propri amministratori.  ➞ Leggi anche: Personalità giuridica e riconoscimento legale per ASD In effetti, gli enti pubblici che erogano contributi, prima dell’erogazione, generalmente richiedono di compilare dei moduli in cui si dichiara la conformità a questa norma di legge. Ne consegue che deliberare un compenso per i membri del consiglio direttivo di un’associazione comporta la conseguenza di perdere la possibilità di ricevere dei contributi pubblici. Si deve invece ritenere che questa preclusione non sussista nel caso in cui i membri del consiglio direttivo ricevano compensi in qualità di lavoratori sportivi.  Fatte tutte queste premesse, ne consegue che l’amministratore dell’ente sportivo avrà due diversi trattamenti fiscali in relazione alle attività svolte:   avrà diritto alla franchigia fiscale e previdenziale sull’importo percepito come compenso dell’attività sportiva svolta  sarà tassato e dovrà sostenere carico contributivo ordinario con riferimento al compenso percepito in qualità di amministratore.  Carica sociale remunerata e attività sportiva gratuita Caso poco comune è quello dell’amministratore che riceve un compenso per al carica detenuta e non riceve niente per l’attività sportiva. Ovviamente valgono anche qui le considerazioni su ammissibilità fatte nel paragrafo precedente.  Se l’amministratore svolge attività sportiva senza ricevere compenso, deve essere obbligatoriamente qualificato come volontario. Questo, a causa di uno specifico vincolo imposto dalla Riforma dello Sport, preclude la possibilità di dare al soggetto un compenso per la carica amministrativa detenuta.  Questo significa che, se un soggetto svolge attività sportiva volontaria, non può ricevere compensi dallo stesso ente per lo svolgimento di attività legate all’organo amministrativo.  Nel caso in cui, invece, l’amministratore dell’ente non svolga nessuna attività sportiva, potrà ricevere un compenso che verrà qualificato come reddito assimilato a quello di lavoro dipendente e sconterà il carico fiscale e contributivo ordinario.  I compensi al presidente dell’organo amministrativo  Quando il presidente deve stipulare un contratto con l’ente sportivo di cui è legale rappresentante si ritrova a sottoscrivere il documento sia nella qualità di rappresentante dell’ente, sia in quella di lavoratore. In più, il lavoratore sportivo dovrebbe coordinare la propria attività con la dirigenza, ma nel caso del presidente e legale rappresentante, si configurerebbe una situazione di conflitto di interessi dal momento che la stessa persona assumerebbe contemporaneamente il ruolo di datore di lavoro e di lavoratore sportivo. Per non far emergere situazioni conflittuali, si consiglia di deliberare con verbale di riunione dell’organo amministrativo la stipula del contratto di lavoro sportivo tra l’ente ed il presidente/legale rappresentante. Nel corso della riunione, è opportuno che il presidente si assenti e non partecipi alla votazione e questo andrà scritto nel verbale. L’organo amministrativo dovrebbe anche delegare alla sottoscrizione per conto dell’ente di questo contratto di lavoro sportivo una persona diversa rispetto al presidente (in genere il vice-presidente, ma va bene chiunque dell’organo). Infine, sarà opportuno che il consiglio nomini al suo interno un soggetto diverso dal presidente come responsabilità dei rapporti di lavoro sportivo per conto dell’ente.   Come un gestionale contabile può aiutarti?  Per affrontare la sfida della Riforma non possiamo non rivolgerci ad esperti del settore ed affidarci a soluzioni digitali che possano aiutarci a comprendere le novità ed abbassare in modo importanti errori e sviste, grazie alle automazioni.  Con Sporteams GeCo cerchiamo di offrire soluzioni ottimali per rispondere …

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Certificazione Unica

Scadenza Certificazione Unica 2024 per Enti Sportivi Dilettantistici: Guida alla Compilazione Come tutti gli anni si avvicina il termine per la predisposizione, la trasmissione e la consegna ai percipientidei modelli di Certificazione Unica che attestino i versamenti fatti a titolo di compensi ai collaboratori deglienti sportivi dilettantistici nel corso dell’anno appena trascorso. Quest’anno, dato che il 16 marzo cade di sabato, la scadenza è fissata al 18 marzo. In questo articolo, grazie al dottor commercialista, Fabio Zucconi, troverai dettagliate istruzioni per la compilazione del modello, con particolare focus sui compensi erogati dalla forma di collaborazione coordinata e continuativa nel secondo semestre del 2023. Quali sono le novità con la Riforma dello Sport? Rispetto agli scorsi anni sarà necessario un lavoro doppio perché, come sappiamo, la Riforma ha introdotto importanti novità. Fino al 30 giugno 2023 si è applicata la norma in vigore da molti anni che qualificava i proventi da collaborazioni sportive dilettantistiche come redditi diversi. Ora, invece, la nuova normativa ha incluso i redditi da lavoro sportivo nella categoria di redditi assimilati a quelli del lavoro dipendente, a patto che siano presenti determinati requisiti.  Di conseguenza, si devono predisporre due tipi differenti di certificazioni a seconda del reddito e della data di pagamento del compenso:  per i pagamenti avvenuti entro il 30 giugno si dovrà utilizzare il modello di certificazione dei redditi da lavoro autonomo, reperibile alla pagina 8 del modello sintetico CU, scaricabile a questo link: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/certificazione-unica-2024/modello-e-istruzioni per i pagamenti avvenuti a partire dal primo luglio si dovrà utilizzare il modello di certificazione dei redditi da lavoro dipendente o assimilato, reperibile alle pagine da 2 a 7 del modello sintetico CU 2024: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/certificazione-unica-2024/modello-e-istruzioni Certificazioni per compensi fino al 30 giugno 2023 In questo caso, si possono seguire le modalità di compilazione utilizzata precedentemente, con l’accortezza di utilizzare la causale “N1” invece che la causale “N” nel punto 1 del modello.  Certificazioni per compensi dal 1 luglio 2023 È, invece, più complessa questo tipo di compilazione. Ci occuperemo delle istruzioni del CU per compensi annui non superiori a 15.000 euro. Per i compensi erogati dal 1 luglio per lavoro sportivo in forma CO.CO.CO. le sezioni del modello che vanno compilate sono tre: Nella prima sezione del modello vanno compilati sono i numeri 6, 8, 9, 10 e 11 Nell’ultima sezione in basso della terza pagina, l’unico punto da compilare è il numero 784 Nella quarta sezione della quarta pagina, le caselle da 53 a 62.  Per aiutare nella compilazione, entriamo nel dettaglio delle istruzioni di ciascuna casella. Guida alla compilazione: tutorial per la Certificazione Unica Sezione DATI FISCALI – FATI PER LA EVENTUALE COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI – REDDITI: i) Casella 6: inserire il totale dei giorni in cui è stato attivo un contratto. Nel caso in cui ci siano diversi contratti, i giorni in cui sono stati in vigore i diversi contratti si devono sommare. ii) Casella 8: riportare la dati di inizio del contratto. Nel caso in cui nell’anno ci siano più contratti, inserire la data inizio del contrato più vecchio. iii) Casella 9: se il contratto è ancora in corso al 31/12/2023 non compilare. Se il contratto non è in corso al 31/1272023, inserire data termine contratto. Se un contratto è terminato, ma ne è in corso uno successivo non compilare. iv) Casella 10: se casella 9 è stata compilata: NON compilare casella 10. Se casella 9 NON è stata compilata, mettere “X” in casella 10.  v) Casella 11: inserire “1” se sono stati fatti diversi contratti nel corso dell’anno e non coprono tutti i 365 giorni.  Altrimenti non compilare.  Sezione REDDITI LAVORO SPORTIVO i) Casella 784: inserire il totale dei compensi lordi percepiti nel periodo 1/7-31/12/2023 Sezione INPS GESTIONE SEPARATA PARASUBORDINATA SPORTIVI DILETTANTISTICI E FIGURE ASSIMILATE i) Casella 53: inserire totale dei compensi lordi percepiti nel periodo 1/7-31/12/2023. ii) Casella 54: inserire l’imponibile contributivo pari a quanto indicato a casella 53 meno 5.000 euro (mettere zero se viene negativo).  iii) Casella 55: inserire la metà di quanto indicato a casella 54. iv) Casella 56: inserire il totale dei contributi dovuti (somma dei contributi dovuti nel corso del periodo 1/7-31/1272023).  v) Casella 57: indicare il totale dei contributi a carico del lavoratore. Deve corrispondere a un terzo di casella 56. vi) Casella 58: inserire l’importo dei contributi versati. Deve corrispondere all’importo indicato a casella 56.  vii) Casella 59: non deve essere barrata.  viii) Casella 60: mettere “X” sui quadratini dei mesi in cui non si è verificato il presupposto per il versamento dei contributi INPS (pagamento compensi oltre la soglia previdenziale) e non si è preceduta alla trasmissione del modello UNIEMENS. Ricordiamo che l’obbligo di trasmettere il modello UNIEMENS va adempiuto con riferimento a tutti i mesi in cui si verifica il presupposto dei pagamenti di contributi previdenziali per pagamenti oltre la soglia previdenziale dei 5.000 euro annui. ix) Casella 61:  Compilare con D1 se il lavoratore sportivo non ha altra copertura previdenziale  Compilare con D3 se il lavoratore sportiva ha altra copertura previdenziale, ma non è un pubblico dipendente.  Compilare con D7 se il lavoratore sportivo è un pubblico dipendente.  x) Casella 62:   Compilare con D2 se in casella 61 è stato inserito D1. Non compilare negli altri casi.  Come un gestionale contabile può aiutarti?  Per affrontare la sfida della Riforma non possiamo non rivolgerci ad esperti del settore ed affidarci a soluzioni digitali che possano aiutarci a comprendere le novità ed abbassare in modo importanti errori e sviste, grazie alle automazioni.  Con Sporteams GeCo cerchiamo di offrire soluzioni ottimali per rispondere a tutte le novità, compresi tutti i documenti di cui abbiamo parlato per la corretta gestione dei rimborsi per i volontari sportivi.  Conti in ordine, aumento introiti, conformità con la nuova normativa e una maggiore possibilità di accesso al credito bancario. Questo è ciò che ti permette di fare il nostro gestionale contabile. Sporteams GeCo, ideato in collaborazione con Fabio Zucconi, è stato sviluppato proprio con un preciso scopo: snellire il carico burocratico complessivo, dematerializzare la documentazione cartacea e velocizzare lo svolgimento delle attività contabili, amministrative e fiscali; il tutto in conformità con il GDPR Compliance. Non …

Certificazione Unica 2024: scadenze e tutorial Leggi altro »

Scadenze per lo sport

Le prime scadenze per lo sport: Libro unico sul lavoro e direttori di gara entro il 30 gennaio.  Cosa è necessario fare per essere in regola? Approfondiamo insieme! Non manca molto alla prossima scadenza legata alla Riforma dello Sport. Il 30 gennaio, infatti, scade il termine per effettuare le registrazioni di aggiornamento del Lul (Libro Unico del Lavoro) in relazione alle CO.CO.CO. sportive instaurate dal 1 luglio 2023 al 31 dicembre 2023 ed ancora in corso al 30 gennaio.  Cos’è il Libro Unico del Lavoro?  Il libro unico del lavoro “ha la funzione di documentare lo stato effettivo di ogni singolo rapporto di lavoro e rappresenta per gli organi di vigilanza lo strumento attraverso il quale verificare lo stato occupazionale dell’impresa” e, nella pratica, è costituito per ciascun lavoratore dal libro matricola, il cedolino paga ed il foglio presenza.  Come scrive il dott. commercialista, Fabio Zucconi, siccome per la maggior parte dei lavoratori non sarà necessaria l’emissione del cedolino paga, la compilazione del libro unico comporterà la compilazione di un foglio presenza e dei dati generali del lavoratore.  Le due scadenze per lo sport Primo adempimento è proprio l’aggiornamento semplificato del Lul. Viene infatti stabilito che l’iscrizione delle co.co.co. può avvenire in unica soluzione entro 30 giorni dalla fine di ciascun anno solare o alla scadenza del contratto, se anteriore. Pertanto, entro il 30 gennaio 2024 vanno iscritte sul Lul le CO.CO.CO. instaurate dal 1° luglio al 31 dicembre 2023 e ancora in corso al 30 gennaio. Secondo adempimento riguarda, invece, la comunicazione obbligatoria al Ministero del Lavoro con riferimento ai direttori di gara, per rapporti instaurati dal 1° luglio al 31 dicembre 2023. Se non effettuate nei termini ordinari, cioè entro il giorno 30 del mese successivo a quello in cui è iniziato il rapporto di lavoro), possono essere effettuate entro il 30 gennaio 2024. Come un gestionale contabile può aiutarti?  Per affrontare la sfida della Riforma non possiamo non rivolgerci ad esperti del settore ed affidarci a soluzioni digitali che possano aiutarci a comprendere le novità ed abbassare in modo importanti errori e sviste, grazie alle automazioni.  Con Sporteams GeCo cerchiamo di offrire soluzioni ottimali per rispondere a tutte le novità, compresi tutti i documenti di cui abbiamo parlato per la corretta gestione dei rimborsi per i volontari sportivi.  Conti in ordine, aumento introiti, conformità con la nuova normativa e una maggiore possibilità di accesso al credito bancario. Questo è ciò che ti permette di fare il nostro gestionale contabile. Sporteams GeCo, ideato in collaborazione con Fabio Zucconi, è stato sviluppato proprio con un preciso scopo: snellire il carico burocratico complessivo, dematerializzare la documentazione cartacea e velocizzare lo svolgimento delle attività contabili, amministrative e fiscali; il tutto in conformità con il GDPR Compliance. Non possiamo pensare di adeguarci alle nuove norme, senza far ricorso ad esperti del settore e soluzioni digitali. Se vuoi saperne di più, non esitare a contattarci a commerciale@sporteams.it 

 Personalità giuridica e riconoscimento legale per ASD  In un contesto sempre più attuale e rilevante, la richiesta di ottenere la personalità giuridica è diventata un tema cruciale, soprattutto per numerose associazioni sportive dilettantistiche ancora prive di riconoscimento ufficiale. La recente Riforma dello Sport ha introdotto una nuova procedura: approfondiamo insieme al dottor commercialista, Fabio Zucconi!  Perché la personalità giuridica è un vantaggio Con la Riforma dello Sport è stata introdotta la possibilità di acquisire la personalità giuridica. Qual è la principale conseguenza e vantaggio? Le associazioni possono godere dei benefici della responsabilità limitata, liberando gli amministratori dall’onere personale dei debiti associativi.  Prima della riforma Già prima della nuova normativa era possibile ottenere la personalità giuridica, ma il processo risultava spesso complicato e prolungato. Richiedeva una serie di passaggi burocratici e l’intervento di un ente istituzionale per valutare la richiesta.  ➞ Leggi anche: Sponsorizzazioni Asd, i vantaggi per gli sponsor Dopo della riforma La novità introdotta semplifica notevolmente il procedimento: consente l’ottenimento della personalità giuridica mediante l’iscrizione in un’apposita sezione del Registro delle Associazioni Sportive (RAS), grazie all’intervento di un notaio incaricato di redigere l’atto necessario per la modifica dello statuto e contiene la delibera sulla richiesta della personalità giuridica. La procedura richiede una perizia di un revisore contabile che attesti l’esistenza di un patrimonio minimo di 10.000 euro. E per le associazioni già riconosciute? Va sottolineato che questa procedura potrebbe essere rilevante anche per le associazioni già riconosciute tramite il Registro Regionale o Prefettizio. La normativa attuale impone, infatti, il deposito di una somma a garanzia della richiesta di riconoscimento della personalità giuridica, somma che attualmente resta indisponibile per l’associazione. Nel caso in cui un’associazione già riconosciuta desideri richiedere il riconoscimento attraverso l’iscrizione al RAS, potrebbe liberare immediatamente tale somma, ottenendo un chiaro vantaggio finanziario. Come un gestionale contabile può aiutarti?  Per affrontare la sfida della Riforma non possiamo non rivolgerci ad esperti del settore ed affidarci a soluzioni digitali che possano aiutarci a comprendere le novità ed abbassare in modo importanti errori e sviste, grazie alle automazioni.  Con Sporteams GeCo cerchiamo di offrire soluzioni ottimali per rispondere a tutte le novità, compresi tutti i documenti di cui abbiamo parlato per la corretta gestione dei rimborsi per i volontari sportivi.  Conti in ordine, aumento introiti, conformità con la nuova normativa e una maggiore possibilità di accesso al credito bancario. Questo è ciò che ti permette di fare il nostro gestionale contabile. Sporteams GeCo, ideato in collaborazione con Fabio Zucconi, è stato sviluppato proprio con un preciso scopo: snellire il carico burocratico complessivo, dematerializzare la documentazione cartacea e velocizzare lo svolgimento delle attività contabili, amministrative e fiscali; il tutto in conformità con il GDPR Compliance. Non possiamo pensare di adeguarci alle nuove norme, senza far ricorso ad esperti del settore e soluzioni digitali. Se vuoi saperne di più, non esitare a contattarci a commerciale@sporteams.it 

lavoro sportivo

 Le indicazioni sul lavoro sportivo Le ultime ultime news sul lavoro sportivo e sulle regole dei contributi sportivi Abbiamo dovuto aspettare l’avvicinarsi della prima scadenza significativa della Riforma dello Sport per ottenere le prime interpretazioni ufficiali da parte di Ispettorato del Lavoro, INAIL ed INPS.  La circolare dell’INPS è arrivata, portando con sé una serie di chiarimenti che fanno luce sulla situazione. Prima di tutto, hanno ufficialmente confermato che per calcolare i contributi dobbiamo seguire il criterio di cassa. Tradotto in parole povere: i contributi si basano sulle date in cui effettivamente avviene il pagamento, indipendentemente da quanto pattuito nei contratti. Franchigia e contributi  È stata confermato che la franchigia di 5.000 euro, su cui non si pagano i contributi  previdenziali per l’anno 2023, non deve tenere conto dei compensi pagati nel primo semestre. L’INPS ci ha così dato conferma ufficiale, evitando malintesi retroattivi sulla contribuzione previdenziale per i compensi sportivi. ➞ Leggi anche: Sponsorizzazioni Asd, i vantaggi per gli sponsor Lavoratori sportivi in forma autonoma  Passiamo ora ai lavoratori sportivi in forma autonoma, anche nella forma della collaborazione coordinata e continuativa. La norma prevede un’aliquota del 25%, a cui si aggiunge un 2,03% per finanziare prestazioni non pensionistiche. La circolare ha dichiarato che la riduzione del 50% sull’imponibile contributivo vale solo per l’aliquota del 25%, non per quella aggiuntiva del 2,03%. Quindi, ad esempio, un lavoratore sportivo privo di altra copertura previdenziale con compenso annuo di 6.000 euro dovrà pagare contributi per 145,30 euro anziché per 135,15 euro.  ➞ Leggi anche: Iva Asd: le ultime novità dell’Agenzie delle Entrate  Cumulo dei compensi  Altro punto interessante: il cumulo dei compensi per la franchigia dei 5.000 euro. L’INPS ci spiega che conta non solo quello delle collaborazioni coordinate e continuative, ma anche i compensi delle collaborazioni occasionali sportive. Insomma, ogni euro guadagnato gioca un ruolo! Codici Uniemens Ultima punto che approfondiamo oggi: i codici per Uniemens. La circolare li introduce, ma sul come usarli siamo un po’ nel limbo. L’INPS ci dice che dal 1 luglio 2023 dobbiamo inviare le denunce mensili, ma sulla procedura precisa è tutto ancora un po’ vago. Il RAS non sembra pronto, e speriamo che non ci mettano troppo a sistemare tutto. Come un gestionale contabile può aiutarti?  Per affrontare la sfida della Riforma non possiamo non rivolgerci ad esperti del settore ed affidarci a soluzioni digitali che possano aiutarci a comprendere le novità ed abbassare in modo importanti errori e sviste, grazie alle automazioni.  Con Sporteams GeCo cerchiamo di offrire soluzioni ottimali per rispondere a tutte le novità, compresi tutti i documenti di cui abbiamo parlato per la corretta gestione dei rimborsi per i volontari sportivi.  Conti in ordine, aumento introiti, conformità con la nuova normativa e una maggiore possibilità di accesso al credito bancario. Questo è ciò che ti permette di fare il nostro gestionale contabile. Sporteams GeCo, ideato in collaborazione con Fabio Zucconi, è stato sviluppato proprio con un preciso scopo: snellire il carico burocratico complessivo, dematerializzare la documentazione cartacea e velocizzare lo svolgimento delle attività contabili, amministrative e fiscali; il tutto in conformità con il GDPR Compliance. Non possiamo pensare di adeguarci alle nuove norme, senza far ricorso ad esperti del settore e soluzioni digitali. Se vuoi saperne di più, non esitare a contattarci a commerciale@sporteams.it 

La guida ai rimborsi per i volontari. Comprendere le regole e le modalità per i rimborsi per i volontari è fondamentale. Quali spese possono essere rimborsate? Quali sono i limiti da rispettare e le procedure da seguire? Approfondiamo insieme al dottor commercialista Fabio Zucconi. Le Regole di Base per i rimborsi ai volontari  Per prima cosa, è importante sottolineare che i volontari sportivi non ricevono compensi monetari per il loro impegno all’interno di ASD e SSD. Tuttavia, possono ricevere il rimborso delle spese sostenute durante le attività di volontariato per lo svolgimento di attività istituzionali. È quindi esclusa la possibilità di rimborso per lo svolgimento di attività commerciali (es. spese al bar della società sportiva).  È fondamentale notare che questo rimborso non è soggetto a tassazione per i volontari. Tipi di spese rimborsabili Secondo la normativa vigente, le spese rimborsabili includono quelle relative a vitto, alloggio, viaggio e trasporto. È particolarmente importante menzionare che le spese di viaggio possono comprendere il rimborso per l’uso del proprio mezzo, calcolato in base ai chilometri percorsi. Tuttavia, è importante sottolineare che questa lista di spese è tassativa, il che significa che non è possibile rimborsare spese diverse da quelle indicate. Requisiti per il rimborso Affinché un volontario possa richiedere un rimborso, devono essere soddisfatti tre requisiti: La spesa deve rientrare tra le categorie di vitto, alloggio, viaggio o trasporto. Deve essere dimostrato che la spesa è stata sostenuta nell’ambito delle attività di volontariato sportivo. La spesa deve essere sostenuta fuori dal territorio comunale di residenza del volontario. Le spese devono essere documentate in modo adeguato per poter essere rimborsate. Documentazione delle spese Le spese devono essere debitamente documentate. Questo significa che è necessario conservare ricevute, scontrini, estratti conto bancari o altre prove che dimostrino il sostenimento delle spese. La documentazione deve essere coerente con le date e i luoghi delle attività di volontariato. Per i viaggi con mezzo proprio, è importante registrare con precisione il percorso, comprese le località di partenza e arrivo, le tappe intermedie e la distanza percorsa. Inoltre, è necessario applicare una tariffa chilometrica adeguata, generalmente basata sulle tabelle dell’ACI. Modalità di pagamento dei rimborsi Il rimborso delle spese può essere effettuato in contanti. I volontari sportivi non sono soggetti alle restrizioni di pagamento tracciabile previste per i lavoratori sportivi. Tuttavia, è importante rispettare le normative anti-riciclaggio e le leggi vigenti, come la legge 398/1991, che disciplina l’uso del contante. ➞ Leggi anche: Sponsorizzazioni Asd, i vantaggi per gli sponsor Semplificazione dell’auto certificazione Una modalità semplificata per il rimborso è stata introdotta con il decreto correttivo entrato in vigore a settembre. In base a questa modalità, è possibile erogare rimborsi ai volontari mediante auto-certificazione, senza la necessità di una documentazione dettagliata, purché l’importo richiesto non superi i 150 euro al mese.   Per evitare problemi futuri e contestazioni, è consigliabile che gli enti sportivi dilettantistici adottino procedure rigorose per autorizzare i rimborsi e stabilire i limiti e le modalità di calcolo degli importi da pagare ai volontari. Queste procedure devono essere trasparenti e ben definite. Vi consigliamo, insieme all’esperto in materia, Fabio Zucconi, di seguire questa procedura per la gestione dei rimborsi ai volontari sportivi: 1. Verbale dell’organo amministrativo dell’ente sportivo Adozione di un verbale dell’organo amministrativo dell’ente sportivo dilettantistico per deliberare: autorizzazione generale ad erogare rimborsi ai volontari sportivi giustificati analiticamente o auto-certificati; la definizione del concetto di “prestazione svolta per conto” dell’ente sportivo nell’ambito della quale possono essere sostenute spese oggetto di rimborso; i limiti massimi di rimborso per le spese di vitto, alloggio, viaggio e trasporto; il conferimento al presidente o ad altro amministratore dei poteri di autorizzare i volontari all’utilizzo di una propria autovettura; il conferimento al presidente o ad altro amministratore dei poteri per autorizzare con semplice comunicazione scritta il rimborso delle spese per ogni singola richiesta corredata da documentazione analitica ricevuta da parte dei volontari; le tipologie di spese e le attività di volontariato per le quali è ammesso il rimborso tramite auto-certificazione 2. Autorizzazione per uso di mezzo proprio Predisposizione per ciascun volontario di una specifica autorizzazione all’utilizzo della propria auto e alla richiesta di rimborsi con indicazione delle modalità e dei limiti deliberati dall’organo amministrativo.  3. Richiesta di pagamento  Per ogni rimborso, che consigliamo di effettuare con cadenza mensile, predisposizione di una richiesta di pagamento indirizzata dal volontario all’ente sportivo con la suddivisione dei rimborsi richiesti in base al tipo di spese sostenute16 corredata da un prospetto con il dettaglio dei viaggi effettuati con il mezzo proprio in cui vanno indicati: la data del viaggio, il percorso effettuato, la motivazione, i chilometri percorsi, la tariffa chilometrica applicata e l’importo del rimborso giornaliero. 4. Ricevuta di rimborso Per ogni rimborso, inoltre, predisposizione di una ricevuta per rimborso spese documentate attraverso la quale il volontario attesta di ricevere gli importi determinati in funzione della richiesta di cui al punto precedente. Qualora venga utilizzato il metodo semplificato attraverso l’auto-certificazione del volontario, i punti 3 e 4 saranno sostituiti dalla consegna all’ente sportivo del documento contenente l’auto-certificazione sottoscritto dal volontario.  In sintesi, il rimborso delle spese per i volontari sportivi è possibile, ma è necessario rispettare le regole e documentare attentamente le spese. L’uso del contante è ammesso, ma con alcune restrizioni. La semplificazione dell’auto-certificazione può semplificare il processo, ma è importante adottare procedure chiare per evitare complicazioni. In caso di dubbi o necessità specifiche, è consigliabile consultare un esperto legale o fiscale per garantire la conformità con la normativa vigente. ➞ Leggi anche: Iva Asd: le ultime novità dell’Agenzie delle Entrate  Sporteams GeCo, la soluzione alla Riforma Per affrontare la sfida della Riforma non possiamo non rivolgerci ad esperti del settore ed affidarci a soluzioni digitali che possano aiutarci a comprendere le novità ed abbassare in modo importanti errori e sviste, grazie alle automazioni.  Con Sporteams GeCo cerchiamo di offrire soluzioni ottimali per rispondere a tutte le novità, compresi tutti i documenti di cui abbiamo parlato per la corretta gestione dei rimborsi per i volontari sportivi.  Conti in ordine, aumento introiti, conformità con la nuova normativa e una maggiore possibilità di accesso al …

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Lavoratore e volontario sportivo

Uno dei temi più caldi legati alla Riforma dello sport è sicuramente il lavoro sportivo ed il volontariato.  È proprio questo il tema che affronteremo oggi, grazie al dottor commercialista Fabio Zucconi: qual è la differenza tra lavoratore e volontario? E quando invece il soggetto deve essere inquadrato come rapporto di lavoro ordinario?Approfondiamo insieme! La contrapposizione lavoratore sportivo/volontario sportivo Da ora in poi, quando si tratta di valutare il ruolo di una persona che lavora per una società o associazione sportiva dilettantistica, il primo passo sarà capire se si tratta di un lavoratore sportivo o di un volontario sportivo. Questa distinzione è fondamentale per determinare le implicazioni fiscali, contributive e gli adempimenti amministrativi correlati alla relazione tra il collaboratore e l’organizzazione sportiva. Innanzitutto, partiamo col sottolineare che lavoratore sportivo e volontario sportivo sono due figure distinte e alternative. Un’organizzazione sportiva non può considerare una persona come lavoratore sportivo e volontario sportivo contemporaneamente. Questo significa che non è possibile combinare le disposizioni previste per queste due figure. Ad esempio, non è possibile pagare un lavoratore sportivo con un salario stabilito nel contratto e contemporaneamente erogare un rimborso spese di 150 euro al mese. La principale distinzione tra queste due figure riguarda la previsione di un compenso per l’attività svolta. Il lavoratore sportivo viene pagato per svolgere l’attività, mentre il volontario sportivo deve rinunciare a qualsiasi forma di compenso e può ricevere solo un rimborso spese, previo adeguato giustificativo delle spese sostenute. Differenze nella normativa lavoratore/volontario sportivo Ora, passiamo a esaminare le differenze nella normativa riguardante lavoratori sportivi e volontari sportivi. Costi Diretti (Oneri Fiscali e Previdenziali): Il volontario sportivo non rappresenta alcun costo fiscale o contributivo per l’organizzazione sportiva, dato che non riceve alcun compenso. I lavoratori sportivi devono affrontare obblighi previdenziali, che erano esclusi dalla normativa precedente. Inoltre, sono soggetti ad obblighi fiscali, con un aumento della soglia di non tassazione da 10.000 a 15.000 euro. Adempimenti Amministrativi: Per i volontari, non sono previsti specifici adempimenti amministrativi legati al rapporto di volontariato. Non esiste un contratto di volontariato da stipulare, ma può essere emessa una dichiarazione con cui il volontario accetta di svolgere attività sportiva in forma non retribuita. Per i lavoratori sportivi, ci sono numerosi adempimenti amministrativi da seguire, tra cui la formalizzazione di un contratto nella forma di collaborazione coordinata e continuativa, la comunicazione dei dati relativi al rapporto di lavoro al Registro delle attività sportive dilettantistiche (UNILAV), l’iscrizione del lavoratore sportivo alla gestione separata INPS, la comunicazione dei compensi erogati, la tenuta del Libro Unico del Lavoro e la liquidazione dei contributi previdenziali e delle ritenute di acconto fiscali. ➞ Leggi anche: Sport dilettantistico: novità sulla legge 398/1991 Mansioni dei Lavoratori Sportivi e dei Volontari Sportivi: Per i lavoratori sportivi, la normativa identifica alcune mansioni che riguardano principalmente atleti e tecnici. Tuttavia, la possibilità di stipulare un contratto di lavoro sportivo si estende anche a chi svolge mansioni necessarie per l’attività sportiva in base ai regolamenti specifici dell’ente affiliante. Per i volontari sportivi, la legge indica che le loro prestazioni comprendono l’esecuzione diretta dell’attività sportiva, nonché la formazione, l’insegnamento e la preparazione degli atleti. Non è possibile estendere questa normativa alle figure ausiliarie o alle attività commerciali dell’organizzazione sportiva. La differenza tra lavoratori sportivi e volontari sportivi è importante per determinare come vengono trattati dal punto di vista fiscale, contributivo e amministrativo. Queste distinzioni sono state introdotte con la Riforma dello Sport e hanno un impatto significativo su come le organizzazioni sportive gestiscono le loro risorse umane.  ➞ Leggi anche: Gestione Asd: i vantaggi di Sporteams GeCo Come affrontare la Riforma dello sport La Riforma dello Sport ha visto tante critiche, ma possiamo anche considerarla come utile a sanare problemi storici all’interno del settore sportivo. La risposta da dare per affrontare la nuova normativa è accettare il cambiamento e guardarlo con favore, in attesa di modifiche e miglioramenti necessari.  Per affrontare questa sfida non possiamo non rivolgerci ad esperti del settore ed affidarci a soluzioni digitali che possano aiutarci a comprendere le novità ed abbassare in modo importanti errori e sviste, grazie alle automazioni.  Con Sporteams GeCo cerchiamo di offrire soluzioni ottimali per rispondere a tutte le novità. Pensiamo alla gestione dei nuovi contratti del lavoro sportivo, volontari, COCOCO, partita IVA ecc., con il calcolo INAIL e INPS facilitato. Oppure pensiamo alla digitalizzazione del libro soci e la messa a norma dello statuto societario: con GeCo vengono evidenziati i campi da modificare o aggiungere. Pensiamo, infine, alla gestione sempre più coerente degli incassi, andamenti, fatture e prima nota.  Tutto questo comporta una migliore gestione della società, con i conti in ordine, aumento introiti e una maggiore possibilità di accesso al credito bancario. Non possiamo pensare di adeguarci alle nuove norme, senza far ricorso ad esperti del settore e soluzioni digitali. Sporteams GeCo, ideato in collaborazione con Fabio Zucconi, è stato sviluppato proprio con un preciso scopo: snellire il carico burocratico complessivo, dematerializzare la documentazione cartacea e velocizzare lo svolgimento delle attività contabili, amministrative e fiscali; il tutto in conformità con il GDPR Compliance. Se vuoi saperne di più, non esitare a contattarci a commerciale@sporteams.it   

Riforma dell'IVA

Riforma IVA: Slitta tutto al 1 luglio 2024.  Con la nuova riforma sarà obbligatorio aprire la partita IVA anche per gli enti sportivi che svolgono esclusivamente attività istituzionali ed adeguarsi agli obblighi contabili e fiscali imposti dalla normativa, riguardanti, ad esempio, gli obblighi di fatturazione, compilazione del registro IVA, registrazione, determinazione e versamento della relativa imposta.  Nuovo appuntamento con la newsletter dedicata alle Associazioni sportive dilettantistiche del dottore commercialista Fabio Zucconi, esperto di questioni fiscali e nostro partner. Questa volta l’approfondimento riguarda le l’entrata in vigore dei nuovi obblighi IVA per le ASD e SSD. Vediamo nel dettaglio insieme al dott. Zucconi quando e cosa accadrà.   Approfondiamo insieme! L’impatto della Riforma dell’IVA   Per molti mesi tanti operatori del mondo dello sport hanno sperato nel rinvio dell’entrata in vigore della Riforma e delle nuove regole riguardo il lavoro sportivo. Questa proroga non è stata approvata e il 1° luglio è entrata in vigore.Ciò che nessuno si aspettava era la proroga riguardo la riforma sull’IVA che, in un primo momento, sarebbe dovuta entrata in vigore da gennaio 2024.  ➞ Leggi anche: Iva Asd: le ultime novità dell’Agenzie delle Entrate  Questa riforma avrà un impatto importante sugli enti sportivi dilettantistici, soprattutto per coloro che fino ad oggi stanno operando con solo codice fiscale e senza avere aperto la partita IVA.  Infatti, con la nuova riforma sarà obbligatorio aprire la partita IVA anche per gli enti sportivi che svolgono esclusivamente attività istituzionali ed adeguarsi agli obblighi contabili e fiscali imposti dalla normativa, riguardanti, ad esempio, gli obblighi di fatturazione, compilazione del registro IVA, registrazione, determinazione e versamento della relativa imposta.  “La riforma – scrive il dottor commercialista Zucconi – non aumenterà il costo in capo ai tesserati che usufruiscono dei corsi sportivi, in quanto per queste prestazioni è prevista un esenzione da IVA”.  Tuttavia, gli adempimenti a capo dell’ente sportivo saranno incrementati.  ➞ Leggi anche: Sponsorizzazioni Asd, i vantaggi per gli sponsor In sostanza l’entrata in vigore, in precedenza prevista al 1° gennaio 2024, è stata rinviata di un semestre, ma la sostanza non è cambiata: la decorrenza dei nuovi obblighi IVA è stata fissata al 1° luglio 2024. Riforma dell’IVA e fiscalità Asd: che cos’è e come funziona Sporteams Geco  Proprio in collaborazione con Fabio Zucconi, e consapevoli della difficoltà delle Asd di occuparsi in modo rapido delle questioni contabili, abbiamo ideato, sviluppato e commercializzato un software gestionale innovativo: Sporteams GeCo.  Sporteams Geco risulta utile per:  Digitalizzare attività contabili Gestire la fiscalità in uscita Gestire la fiscalità in entrata  Ridurre il carico burocratico Produrre di report dettagliati  Questo comporta un alleggerimento del carico burocratico complessivo, un risparmio sostanziale del tempo precedentemente impiegato e, non in ultimo, garantisce una gestione Asd di livello professionale. ➞ Leggi anche: Gestione Asd: i vantaggi di Sporteams GeCo