I nostri consigli per imparare a muoversi nel nuovo mondo dell’Internet of things (IOT): dalle opportunità per le società sportive fino al corretto e intelligente utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

Luca Bassilichi, intervento Wow Festival su promozione sportiva

Grande attenzione al Wow Festival per la promozione sportiva.

Appuntamento molto atteso del Wow Festival è stato il convegno “La promozione sportiva per la crescita dei giovani: tra riforme, attese e speranze”. È intervenuto anche Luca Bassilichi.

Riforma dello sport, terzo settore, enti e federazioni, sport e salute, asd: questi alcuni dei temi trattati grazie alla presenza di alcuni tra i più importanti enti di promozione sportiva.

Hanno partecipato il Presidente nazionale del Csi Vittorio Bosio, il presidente del Csi Milano, Massimo Achini, Ciro Bisogno, Presidente nazionale PGS; Vincenzo Manco, Presidente nazionale UISP e Damiano Lembo, Presidente nazionale US ACLI.

Dopo i saluti di Mons. Raimondi e di Fabio Lunghi, presidente della Camera di Commercio di Varese, parola all’ideatore di Sporteams Luca Bassilichi. “Un ringraziamento al CSI perché ci ha dato l’opportunità di lavorare ad un progetto importante – esordisce l’imprenditore fiorentino – portare l’innovazione digitale nelle associazioni sportive. Le associazioni pur essendo no profit oramai non hanno niente che le differenzi dalle società (o aziende) convenzionali. I vecchi sistemi di gestione devono essere superati. È il momento migliore per considerare la tecnologia come il migliore alleato e possiamo farlo grazie alla mediazione del CSI”.

Inizia il dibattito. Il primo a prendere la parola è Vincenzo Manco, Presidente UISP: “Ringrazio il CSI per questo invito. Questo è il momento giusto per confrontarci su queste tematiche, vista la legge delega di agosto. Sicuramente i 4 enti presenti oggi lavoreranno in maniera congiunta per trovare la migliore soluzione per tutti, perché dobbiamo decidere da che parte stare a prescindere dalle federazioni. Oggi alcuni enti di promozione sportiva non hanno più motivo di esistere perché è chiaro che sul registro CONI ci sono Enti che caricano dati legati ad associazioni di secondo livello e noi siamo quelli che per onestà siamo puniti. Per esaltare al meglio la nostra azione quotidiana dobbiamo riaffermare il nostro ruolo di promotori sociali”.

Il presidente US Acli, Damiano Lembo, ha proseguito così: “Questa è una fase di cambiamento che dobbiamo riuscire ad affrontare. Dobbiamo lavorare insieme affinché la riforma del terzo settore, la riforma di sport e salute sia guidata dagli enti. È arrivato il momento di far valere la lunga storia di questi 4 enti che da sempre puntano alla promozione sociale quindi deve essere forte la volontà di lavorare insieme e l’unità di vedute ci può aiutare ad affrontare questa situazione al momento ancora incerta. Come enti di promozione dobbiamo continuare ad avere quella funzione sociale ed educativa per i giovani”.

“L’essere costantemente a contatto con il territorio e le persone in primis contraddistinguono l’operato dei nostri enti – ha spiegato Ciro Bisogno, Presidente PGS – Non abbiamo una definizione precisa di sport nella carta costituzionale ed è strano, tutto questo genera incertezza. Bisognerebbe dare allo sport una rilevanza costituzionale. Stiamo puntando molto sulla formazione e lo scontro con il CONI arriva nella parte tecnica. Vediamo se con il nuovo ministro si riusciranno a mediare le tante situazioni problematiche che si sono delineate negli ultimi anni. Dobbiamo essere autocritici e pensare al futuro per lasciare un’eredità associativa ai giovani. La promozione sportiva in Italia avrà un futuro solo se riusciremo a ritagliarci un ruolo”.

“Gran parte di quello che è scritto nella riforma è condivisibile. Ci siamo però fermati sul più bello, perché finora non si è mai fatto riferimento alle società sportive. La promozione sportiva vera è propria infatti, viene ancora fatta nelle società sportive di base e negli oratori, ma piano piano sta scomparendo. Oggi abbiamo la possibilità di intervenire e cercare di risollevarci ma il tempo è poco. L’augurio è che i nostri comitati continuino a fare ciò che gli è stato chiesto 75 anni fa e cioè promuovere lo sport per i giovani” ha concluso Presidente nazionale del CSI Vittorio Bosio.

Fonte: CSI.

sport emergenti, evento Wow Festival Busto Arsizio

Wow Festival, Luca Bassilichi: “Lavoriamo per superare i vecchi sistemi di gestione delle società sportive dilettantistiche”.

Al Wow Festival di Busto Arsizio ha partecipato anche la start-up fiorentina Sporteams. Il Wow Festival è stato il primo evento organizzato dal CSI (Centro Sportivo Italiano) interamente dedicato agli sport emergenti.

Un’occasione per far conoscere una galassia di sport. Questi, seppur meno noti, riscuotono un crescente interesse nel pubblico e per far incontrare chi opera nel settore dello sport dilettantistico e giovanile.

Sabato è intervenuto anche Luca Bassilichi durante il convegno La promozione sportiva per la crescita dei giovani: tra riforme, attese e speranze” (per approfondire). 

“Un ringraziamento al CSI perché ci ha dato l’opportunità di lavorare ad un progetto importante – dichiara l’imprenditore fiorentino – portare l’innovazione digitale nelle associazioni sportive. Le associazioni pur essendo no profit oramai non hanno niente che le differenzi dalle società (o aziende) convenzionali. I vecchi sistemi di gestione devono essere superati. È il momento migliore per considerare la tecnologia come il migliore alleato e possiamo farlo  grazie alla mediazione del CSI”. 

Dopo un passaggio dedicato alle riforme che hanno investito il settore negli ultimi anni Bassilichi ha proseguito: “Con l’innovazione tecnologica si riesce a profilare l’utenza e a capire giorno dopo giorno il rapporto tra Ente di Promozione Sportiva, ASD e tesserati”.

“È il momento migliore per considerare la tecnologia come il migliore alleato e possiamo farlo grazie alla mediazione del CSI”

“Dunque – conclude – sul territorio, permette di creare un’economia glocal, una filiera corta intorno alle Asd in modo da innestare attorno alle buone pratiche sportive, buone pratiche alimentari”.

Nata dall’esperienza di Luca Bassilichi come dirigente di una Asd, Sporteams ha sviluppato un innovativo software gestionale per le società sportive dilettantistiche.

L’App Sporteams permette di digitalizzare tutti quei processi che prima erano gestiti con procedure lente e obsolete. Dalle convocazioni ai certificati medici, dalla programmazione gare (in collaborazione con la LND Toscana) alla georeferenziazione dei campi durante le trasferte, fino ai pagamenti di iscrizioni e attrezzature.

Un risparmio di risorse per le società e di tempo per genitori e atleti. Il tutto con una maggiore sicurezza nella conservazione dei dati, al giorno d’oggi diventata indispensabile.

Wordpress Meetup Firenze

WordPress Meetup Firenze organizza un evento presso la sede di Sporteams.

HT Value e Sporteams sono lieti di ospitare WordPress Meetup Firenze mercoledì 18 settembre dalle ore 18:00 alle 20:00 presso la sede di via Vacciano 25 a Bagno a Ripoli. Durante l’evento saranno trattati i temi dell’e-commerce e dell’hosting.

Il WordPress Meetup Firenze è un evento periodico dedicato a tutti coloro che utilizzano la celebre piattaforma.

Si tratta di un’occasione importante per condividere con la comunità di WordPress le nostre conoscenze digitali. HT Value si occupa di consulenza in marketing 4.0 per le pmi, mentre la start-up Sporteams ha sviluppato un software per digitalizzare i processi gestionali delle società sportive.

Dietro questi progetti c’è Luca Bassilichi, imprenditore concretamente visionario con una solida esperienza alle spalle.

Un ringraziamento dunque a Saverio Zeni (per approfondire), coordinatore dell’evento e responsabile editoriale di OK! Mugello, con il quale Sporteams ha avviato una proficua collaborazione basata sulla comunicazione territoriale e lo sport, per l’opportunità di fare networking.

Sporteams veste grafica

Una nuova veste grafica che rappresenta un’importante novità per la Lega Nazionale Dilettanti e le società sportive che hanno scelto Sporteams.

In vista dell’avvio imminente della nuova stagione sportiva, Sporteams è in procinto di lanciare un’importante novità sviluppata in questi mesi. Si tratta della nuova veste grafica (per approfondire) di due servizi che Sporteams offre.

Da un lato andrà a vantaggio della Lega Nazionale Dilettanti, con cui si è venuto a creare un rapporto proficuo, e dall’altro per le società sportive (per approfondire). Programmazione gare e la app Sporteams avranno quindi una nuova veste grafica. Questo per migliorare l’esperienza dell’utente semplificando ulteriormente i processi interni alle ASD e alla Federazione.

Una delle novità più significative del portale programmazione gare è quella relativa ad un’ottimizzazione dell’archivio. Una richiesta emersa nell’incontro presso la Lega Nazionale Dilettanti con gli impiegati dei comitati provinciali e recepita da Sporteams.

Entusiasta della novità l’ideatore di Sporteams Luca Bassilichi: “Finalmente abbiamo le soluzioni per una digitalizzazione a misura di ASD (leggi la sua intervista).

Parole cui fanno seguito quelle di Fabio Angelini, Segretario Settore Giovanile e Scolastico della FIGC Toscana: “Un altro piccolo passo verso le società. Si dice che la miglior cosa del futuro è che arriva un giorno alla volta”.

Saverio Zeni Ok Mugello

OK! Mugello, intervista a Saverio Zeni: “OK Mugello ha la testa nel digitale e i piedi nel territorio. Con Sporteams per fare un passo in più. ANSO…”

La rivoluzione digitale ha imposto anche al mondo dell’informazione di cambiare. Di adeguarsi alle nuove tecnologie. Per qualcuno è stato un problema. Per altri un’opportunità di tornare a fare informazione come si faceva prima. Queste le riflessioni di Saverio Zeni di Ok! Mugello (per approfondire).

Da cosa nasce OK! Mugello? “La scelta di fare informazione locale veniva da una richiesta del pubblico. OK! Mugello nasce dieci anni fa, a seguito del grande interesse per l’informazione locale e iperlocale che aveva già nel resto d’Italia una storia nata a metà degli anni ’90. Il mondo del giornalismo è cambiato molto soprattutto per due innovazioni: la prima è stata l’avvento del digitale, la seconda la diffusione degli smartphone. Questo ha portato ad un problema di riorganizzazione del ruolo del giornalista, a dover ripensare il rapporto tra informazione e lettori. I grossi gruppi si sono rinchiusi nelle redazioni lasciando i territori e affidandosi principalmente alle agenzie e comunicati. L’informazione locale e iperlocale ha coperto questa lacuna. Abbiamo reso dignità a quel tipo di informazione, basti pensare a semplici esempi come la tragedia del Ponte Morandi, dove i corrispondenti dei vari quotidiani online sono stati i primi a diffondere le notizie e in alcuni casi hanno collaborato con le testate nazionali. Il giornali online d’informazione locale si occupa del territorio, e trova terreno molto fertile soprattutto nelle provincie anziché nei grandi centri urbani, e questo è dovuto principalmente per il fatto che nelle provincie esiste ancora il senso di comunità. E questo si riflette nel giornale locale. E proprio per questo mi piace definire OK!Mugello, un giornale che ha la testa nel digitale e i piedi per terra. Abbiamo sviluppato e incentivato un forte rapporto che richiede rispetto da parte dei lettori e che ci impone di lavorare professionalmente. Il lettore vuole preparazione e cura anche nei giornali locali. Noi, di fatto, concorriamo con i grossi gruppi, a volte diventiamo loro corrispondenti. La linea editoriale di OK!Mugello è generalista, si parla di cronaca, economia, cultura e sport.

OK! Mugello ha una grande attenzione per lo sport. “Sì! Diamo molto risalto allo sport, tanto da aver creato appositamente una rubrica denominata “Sport & Sportivi”. Dato che il Mugello è un territorio di oltre 60 mila abitanti la cultura sportiva è molto viva ed effervescente. A tal proposito a titolo di esempio posso ricordare la Ultra Trail del Mugello, una corsa estrema sui crinali dei nostri Appennini per oltre 60 km, oppure la Ultra Trail Via degli Dei che ripercorre l’antica strada di collegamento tra Bologna e Firenze. Senza poi dimenticare che nel “mugello” esiste “Il Mugello” ovvero il circuito automobilistico  definito più bello al mondo”.

La nostra relazione con il territorio è tale che molti sportivi ci hanno chiesto di sostenerli e pertanto è diventata consuetudine vestire i colori di OK! Mugello. Il primo settembre, ad esempio, seguiremo uno sportivo che tenterà in bicicletta il record di dislivello in 24 ore: il passo della Sambuca su e giù. È un ex olimpionico che ogni anno effettua una gara fuori dagli schemi. Con Sporteams vogliamo fare un passo in più. Per fare lo sport in sicurezza e per abbracciare più persone possibile”.

Saverio, sei vicepresidente di ANSO. “Anso acronimo di Associazione Nazionale Stampa Online, associa solo editori digitali. Un editore digitale, per ANSO, è un imprenditore, una cooperativa o una associazione che ha una testata editoriale regolamento registrata al Tribunale di Competenza ed è iscritto negli elenchi del Registro degli Operatori di Comunicazione. La redazione deve essere composta da un Direttore Responsabile iscritto all’Albo dei Giornalisti e che produce almeno il 70% degli articoli pubblicati. Anso nasce per riunire realtà editoriali differenti, agenzie web che sono diventate editori o giornalisti che si sono reinventati editori online.

Adesso siamo un centinaio di soci con oltre 150 testate associate. Abbiamo come partner Google e Facebook Italia anche in ottica di combattere le fake news. È di un anno fa il riconoscimento da parte dallo Stato del giornalismo online, e abbiamo collaborato alla stesura di un Contratto Collettivo di Lavoro per il web.

Belmonte Calcio

Alessandro Barucci: “Vi racconto Bacheca Belmonte, precursore di Sporteams”

Alessandro Barucci, socio di Sporteams, lavora nel campo dell’informatica dal 1990. Il suo software, Bacheca Belmonte, è il precursore di Sporteams.

Queste le di Alessandro Barucci parole a Sporteams.

Da cosa nasce l’idea di Bacheca Belmonte? “L’idea della app mi è venuta come babbo. Da babbo di un figlio che ha fatto tutta la trafila calcistica, dai Pulcini agli Juniores, nella stessa società. Dopo essere stato coinvolto nella vita della società ho avvertito la necessità di semplificarne la gestione. Un sistema per la società. Alla base c’era un ragionamento: le società sportive dilettantistiche hanno la sindrome di Dorian Gray: I presidenti i dirigenti, i segretari invecchiano, ma i tesserati sono giovani e rimangono tali perché ogni anno entrano le nuove leve e quindi nuove generazioni. Avevo 40 anni. Adesso entrano i nativi digitali che hanno genitori che sono Millennials.

L’osservazione di questo mi ha portato a creare una piccola piattaforma per la gestione delle convocazioni. Era un primo tentativo di normalizzare la comunicazione di un evento ricorrente. Quello delle convocazioni era per genitori e giocatori un rito dopo l’ultimo allenamento della settimana: venivano scritte su carta ogni settimana e appese in una bacheca. Il primo nome dell’App era infatti Bacheca Belmonte (per approfondire). Poi ho conosciuto Luca Bassilichi che ha trasformato questa intuizione in un’idea imprenditoriale. Da lì poi abbiamo allargato la nostra collaborazione alla Federazione. Le funzioni della vecchia Bacheca Belmonte adesso rappresentano solo il 10% di Sporteams. Le nuove versioni sono state via via arricchite di nuove funzionalità grazie anche ai suggerimenti delle Asd che hanno iniziato ad usarla. Senza Luca sarebbe rimasta Bacheca Belmonte”.

Ci sono ancora delle resistenze da parte delle asd. “Le società devono rendersene conto. Nuove generazioni di ragazzi portano nuove generazioni di genitori. Ci sarà quindi sempre più richiesta di lavorare in un certo modo e di regolare i rapporti con gli strumenti digitali. Il mondo delle asd è indietro da questo punto vista ma le nuove generazioni lo porteranno avanti. Io non ho mai giocato a calcio mentre altri genitori sì. Quando mio figlio faceva le prime trasferte, non sapevo dove erano i campi di gioco. Oggi questo problema non esiste più. Oggi l’indirizzo del campo viene dalla Federazione e l’app lo apre in Google Maps e se il campo cambia, la app lo registra. Stiamo andando in quella direzione”.

Le asd sono centri di aggregazione per i giovani dove si ricrea un senso di comunità. “Pensiamo a quello che avviene nella scuola. Li i ragazzi stanno nella stessa scuola al massimo cinque anni, nella loro carriera sportiva la società invece potrebbe rimanere anceh la stessa dalle elementari alle superiori. Le società sono delle costanti, fidelizzano. La scuola con fatica si sta adeguando alle nuove tecnologie, ora tocca alle Asd (per approfondire) fare altrettanto. La asd avvicina, porta le persone a condividere  eventi  ed emozioni. Con quelli del calcio ci vediamo anche dopo le partite e a distanza di anni e hai modo di sviluppare rapporti duraturi. C’è anche un coinvolgimento emotivo notevole.

Quello che ci dicevamo sempre con Luca era: creiamo un canale digitale che unisca Società Atleti, Allenatori, Genitori ecc.. su cui andremo poi a veicolare sempre più informazioni ed integrazioni. I tesserati, i dirigenti, la segreteria: tutti questi attori, ogni settimana – le asd hanno processi settimanali – entrano in comunicazione ed hanno necessità di scambiare informazioni. Per queste comunicazioni ultimamente si usa spesso anche Whatsapp ma si è rivelato inadatto. Whatsapp è destrutturato; qualche società lo ha persino vietato: troppa comunicazione diventa cattiva comunicazione. Al contrario le società necessitano di un canale di comunicazione che sia mediato. Dalle convocazioni siamo passati ai certificati medici e ai documenti per i crediti formativi, al registro presenze allenamenti, ai pagamenti elettronici delle quote, ecc ed altro ancora stiamo preparando per la nuova versione”.

Fortunato Pigni, foto

Fortunato Pigni: “Kles nasce da una visione culturale dell’informatica. Sporteams…”

Fortunato Pigni, già docente di Informatica Generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Economia svolge attività di consulenza direzionale, di senior ICT ed e-learning consultant. Ha coordinato la scrittura di alcuni saggi tra cui “Dati e base di dati: il modello relazionale”, “La modellazione  dei dati e delle funzioni”.

Queste le parole del professor Pigni a Sporteams.

In una delle sue pubblicazioni si parla di governare i processi aziendali con ICT. Le andrebbe di approfondire? Ha un esempio di successo da raccontare? “Il libro è nato dalla constatazione della difficoltà di gestione del cambiamento nelle aziende con l’aiuto delle tecnologie digitali; ci siamo posti la domanda “perché? e come si può operare?” Da queste considerazione trae origine del libro. Questo si rivolge a coloro che partecipano alla definizione delle strategie aziendali, approvano gli investimenti e i progetti ICT e hanno la responsabilità di Project Manager aziendale, non tecnologico, nella conduzione di progetti complessi.

A loro il libro presenta in modo sintetico, ma esaustivo, gli elementi essenziali perché il Manager possa, così come gli è abituale nel settore di cui è responsabile, conoscere il contesto, le metodologie, le best practices e, soprattutto, i fattori critici di successo del progetto ICT che devono guidare. Sono stati scelti alcuni tra i principali temi dell’innovazione tecnologica in azienda. Ogni argomento è presentato da un autore che opera in organizzazioni pubbliche o private con il ruolo di top o middle manager, ed ha quindi una responsabilità diretta di conduzione di progetti, anche complessi.

Per ogni argomento abbiamo cercato di dare un messaggio completo ma in poche pagine utilizzando un metodo di successo, il modello noto come 5W1H (who, what, why, when, where; how), privilegiando in particolare what (il significato e i contenuti del tema in oggetto), why (perché conviene) e how (quali sono le modalità, le linee di riferimento, e gli errori da evitare). E’ difficile dire se il libro è servito alla gestione di progetti informatici di successo; posso solo dire che in più aziende che ho avuto occasione di visitare, ho trovato il libro presente nella (usualmente piccola) libreria dei manager aziendali.   

Una importante creazione è stata quella di Kles Informatica. Da dove siete partiti? “KLES nasce con una visione “culturale” dell’informatica. Per culturale si intende che era tempo di privilegiare i contenuti, avviare il cambiamento con un processo di tipo discontinuo al posto di continuare lo sviluppo con modifiche e adattamenti. Un quest’ottica la scelta è stata, ovviamente in aggiunta alla gestione dei sistemi informativi tradizionali, quella dell’open source con particolare attenzione al mondo della Formazione (l’e-learning).  e delle relazioni Azienda-Cliente (il CRM, Customer Relantiosnship Managent). Nell’e-learning, Kles ha contribuito allo sviluppo del più importante Learning Management System (LMS) italiano e ha sviluppato numerosi progetti di successo

Professor Pigni, quali sono le criticità che ha avuto occasione di incontrare negli ultimi anni nel settore della Formazione?

Cito i più significativi:

  • La separazione Scuola – Azienda. In realtà, al di là delle dichiarazioni di tipo “politico” abbiamo un grosso divario; i due mondi sono separati e non hanno nessun coordinamento. Il risultato è che l’Industria 4.0 cerca persone che però non si trovano. Non si trovano perché i numerosi giovani senza lavoro, non sono stati preparati dal mondo scolastico.
  • La visione miope delle aziende verso la formazione. Questo perché l’azienda, soprattutto se è di piccole dimensioni, ritiene la formazione un costo e non una opportunità di crescita per il dipendente che dell’azienda che avrà a disposizione un personale più qualificato. Oggi, è doveroso riconoscerlo, il processo sta migliorando; ma va comunque meglio organizzato e sostenuto anche da punto di vista tecnologico
  • La lentezza dell’utilizzo delle tecnologie e-learning 4.0. La richiesta ancora contenuta e casuale (solo al verificarsi di eventi sponsorizzati) ha rallentato il cambiamento degli strumenti e-learning. Il digital learning, la realtà virtuale (VR), la realtà aumentata (AR), il micro e-learning, ecc. sono nuove possibilità di formazione che sono da considerarsi fattori abilitanti di ridurre il gap formazione – società civile.

Conosce Sporteams? La app che secondo alcuni “intercetta un’esigenza del mercato” (cit. Cristiano Perrotti) “Ho conosciuto Sporteams grazie a Kles informatica che ha iniziato con loro una proficua collaborazione. Hanno affrontato una serie di tematiche che vanno dall’e-learning alle più innovative tecnologie dell’IoT. Per l’e-learning si tratta di documentare il software e la APP di Sporteams in modo che gli utenti sparsi su tutto il territorio nazionale possano effettuare attività formativa sull’utilizzo del sistema. Questo per snellire la struttura dell’azienda che quindi può dedicarsi maggiormente all’attività commerciale. Per quanto riguarda l’innovazione, invece, Kles e Sporteams stanno collaborando alla realizzazione di un progetto di Proximity Marketing nel mondo dello sport che deriva dall’esperienza di Kles in progetti similari svolti in altri ambiti”.

LND - FIGC - Sporteams

Fabio Angelini, Responsabile Settore Giovanile e Scolastico FIGC Toscana, a confronto sull’uso della tecnologia nello sport.

Angelini: “Come settore giovanile e scolastico siamo stati dei precursori nella digitalizzazione. A fine anni ’90 eravamo già on-line”.

Grazie ad Angelini Sporteams ha iniziato una collaborazione fattiva con la Federazione attraverso la piattaforma gare (per approfondire) e referti arbitrali. Dopo questa prima fase Sporteams lancerà una nuova versione ancor più semplice immediata e social.

Angelini ricopre un importante incarico nella FIGC Toscana. È Segretario del Settore Giovanile e Scolastico dalla fine degli anni ’90. Prima nell’82 è stato segretario del Giudice Sportivo del CRT LND.

Queste le sue parole che ha condiviso con Sporteams.

Fin dai primi tempi nella Federazione hai avuto una grande attenzione per la tecnologia. Vorresti raccontarci la tua esperienza? “Quando ho iniziato a lavorare nell’82 non c’era niente di digitale. Le procedure erano tutte su carta. Bisognava prendere delle schede e compilarle, da preparare la riunione della giustizia sportiva con i referti gara evidenziando le espulsioni e quindi redigere i verbali. Pensate che c’erano i registri a tre fogli in carta carbone. Tutta una procedura su carta che dissi di voler digitalizzare  – a mie spese –  avevo un portatile Apple che mi portavo a lavoro e iniziai a tradurre in digitale la giustizia sportiva. Dopo c’era solo un foglio stampato a giro per gli uffici: era il verbale che il giudice firmava. Mi è sempre piaciuta l’informatica”.

Si può dire che quello è stato solo l’inizio. “La Federazione nell’86 mise il primo AS400. All’86 risale infatti la prima forma di  digitalizzazione del tesseramento. Avevamo un intero archivio cartaceo dedicato al tesseramento che poteva essere consultato dal responsabile di ufficio senza dover cercare le pratiche. Un primo passo, ma importante. Non conosco la programmazione ma chiamando un amico abbiamo fatto un programma, fatto con RPG, per la giustizia sportiva. Volevo registrare tutti i fatti della partita, come ammonizioni ed espulsioni, in un computer. Vi racconto una seconda intuizione che ho avuto. Come settore giovanile siamo stati il primo comitato regionale ad avere un proprio portale. Mettemmo su un piccolo sito, realizzato con gli strumenti del native web, un antesignano dei siti odierni. A fine anni ’90 eravamo già on-line. Potevamo mettere i comunicati on-line. Ancora prima dell’avvento di internet utilizzammo  i minitel, un sistema molto elementare in cui non c’era niente di grafico ma semplicemente inviava la nota riga per riga: questo progetto fu poi sponsorizzato. Ad ogni ASD (per approfondire) fu dato il minitel. Una semplificazione incredibile. Il comunicato prima veniva stampato, portato in copie – 1200 – qui, messe in una busta e passata dall’affrancatrice e poi spedito alle società che lo ricevevano due giorni dopo. Grazie a questo cambiamento abbiamo avuto un grande risparmio in termini di costi e tempi di lavorazione con un guadagno nella tempestività della comunicazione”.

Ieri è stato presentato il documentario Coverciano, prosa e poesia del calcio. Nel documentario Demetrio Albertini parla di aprirsi alle start-up, cogliendo le opportunità che queste offrono al calcio. La Figc Toscana è stata lungimirante. Cosa vi ha convinto di Sporteams? “Ci ha aiutato indubbiamente. Non è facile trovare chi è disposto a collaborare senza pretese economiche, soprattutto in ambito informatico. Si è creata una sinergia che ha contribuito a migliorare e ottimizzare tutte le fasi procedurali/organizzative dei vari uffici federali regionali e provinciali  del CRT LND e soprattutto semplificato la programmazione delle gare da parte delle società. Giusto per evidenziare due degli aspetti macroscopici di questa innovazione. Dobbiamo encomiare Sporteams. Senza questa partnership saremmo andati avanti grazie alle iniziative dei pochi, come nel nostro caso. Ci auguriamo che questo sistema possa essere replicato e utilizzato su scala nazionale. Per quanto ci riguarda la collaborazione non potrà che continuare”.

Sporteams - App #W4AL - Walk for All for Life

In occasione del meeting di Trento per il Progetto Europeo #W4AL – Walk for All for Life, Sporteams è stata invitata per presentare l’applicazione sviluppata ai fini del progetto, la quale ha raccolto grandi apprezzamenti da parte di tutti i partners europei.

Tre giornate nelle quali sono state toccate anche le tematiche dell’attività motoria rivolta al corretto “Walking sportivo”: dalla postura dell’atleta fino alla prevenzione degli infortuni, con un approccio sempre più tecnologico e innovativo permesso dai prodotti e macchinari di Tecnobody.

Ancora una volta Sporteams rinnova il suo impegno nel mondo dello Sport giovanile, dilettantistico e amatoriale, dove l’innovazione tecnologica rappresenterà la risposta ai tanti problemi motori, salutari e tecnici causati da strutture spesso inadeguate a qualsiasi attività sportiva.
Proprio per questi motivi siamo sempre più convinti che l’impegno nel settore dello sport non professionistico abbia prima di tutto un valore sociale ed educativo per le comunità sportive che ruotano intorno alle Asd e ad altri centri di aggregazione sportiva (per approfondire).

Sporteams non ha intenzione di fermarsi, a partire dai prossimi sviluppi della App #W4AL, fino ad arrivare all’uscita delle nuove versioni di Programmazione Gare e del Gestionale per Asd.

Si ringraziano tutti i partners del Progetto Europeo W4AL – Walk for All for Life:

CSI – Centro Sportivo Italiano (IT)
SCF – Scuola Centrale Formazione
Esports – Generalitat de Catalunya
EGVE – Northern Greece Physical Education Teachers Association
CJD Berchtesgaden Gesundheit · Bildung · Beruf
InterCollege ApS

Castel Ruggero Pellegrini

Castel Ruggero, Clemente Pellegrini: <<Vogliamo dare al nostro prodotto un’individualità. Il nostro olio ai ragazzi del Belmonte? I nostri olivi sono a pochi metri da dove si allenano…La nostra sfida è spostare il nostro mercato vicino all’azienda>>

Nella splendida cornice di Castel Ruggero, sulle colline di Bagno a Ripoli, Clemente Pellegrini, proprietario dell’omonima azienda di olio, ha parlato a tutto tondo dei temi legati al fare impresa sul territorio, alla sostenibilità ambientale, all’etica del suo lavoro e molto altro. Queste le sue parole.

Non è mai facile gestire un’azienda, soprattutto in un momento come questo in cui sui prodotti che producete c’è una concorrenza sleale. <<Due problemi diversi. Sull’azienda penso che chiunque abbia deciso di fare l’imprenditore non si accontenti di avere un’azienda ma vuole avere un’impresa. Non solo un insieme di beni ma vuole dare un senso a questi. È un’aspirazione personale. Sul contesto di mercato. Il libero mercato non aiuta chi rispetta più regole, favorisce indubbiamente chi è più furbo, i Paesi che tutelano poco o nulla i diritti, dove ci sono meno regole perché i prodotti costano meno. In più noi produciamo olio extravergine: si può scrivere olio extravergine senza far controllare che lo sia effettivamente. Siamo in un mercato completamente drogato e la normativa è lacunosa. Nessuno è tenuto a controllare prima del consumo e infatti succedono tanti scandali. L’Europa, l’Europa politica non quella dei popoli, vive nel retaggio della CEE, di essere un’unione economica prima che politica ma sono convinto che con il tempo le persone correggeranno questa stortura. Chi rispetta più diritti non dev’essere sfavorito. L’etica è fondamentale: in agricoltura noi abbiamo sempre a che fare con l’etica. La Natura non vive di corruzione o ideologia: la natura è uguale per tutti. Il sole è uguale per tutti, la pioggia è uguale per tutti. Interpretare l’etica in maniera corretta permette di interpretare la natura, e quindi l’agricoltura, in maniera più lineare>>.

In un mercato così complesso come siete riusciti a sopravvivere? La vostra ricetta per il successo. <<Siamo sopravvissuti perché ci siamo saputi reinventare. L’azienda ti dà degli spunti mentre l’imprenditore ne sa cogliere altri. Dall’unione tra l’azienda e l’imprenditore nasce l’impresa. Abbiamo deciso di chiudere il ciclo sull’olio uscendo con una nostra etichetta. Abbiamo deciso quindi di produrre e imbottigliare tutto ciò che vediamo in fiore. Chi compra il nostro prodotto sa che tutto proviene da Castel Ruggero. Sembra una banalità ma nessuno lo fa. Altri uniscono olio greco, spagnolo, tunisino. Noi vogliamo raccontare qualcosa di più: vogliamo dare al nostro prodotto un’individualità. Noi non vogliamo essere migliori, vogliamo essere diversi e riconoscibili esaltando la nostra riconoscibilità. La tipicità si ottiene con processi di qualità e la tipicità è un sottoinsieme della qualità. Per questo è tutto BIO e DOP Chianti Classico. Tutte le olive provengono dal Chianti nel rispetto di una serie di direttive. L’olio viene analizzato con un panel test che certifichi che sia del territorio. Un sentore di foglia di pomodoro, che in verità, è un ottimo sentore che però non è tipico del Chianti, comporterebbe una bocciatura>>.

Avete deciso di donare alcune bottiglie del vostro olio “Ruggente” al Belmonte, la locale squadra che quest’anno è passata in prima categoria. Un bel gesto… <<Abbiamo deciso di festeggiare insieme al Belmonte. Il legame delle aziende con le persone del territorio, specialmente i ragazzi, è quanto di più bello. La Belmonte ha fatto un campionato straordinario e i nostri oliveti sono a poche centinaia di metri da dove si allenano. Vogliamo vivere insieme, compartecipare la loro gioia. Se poi la prossima stagione non sarà all’altezza noi saremo sempre qui e comunque vada sarà un successo. Noi saremo qui sempre senza spostarci e la Belmonte sarà sempre qui accanto ai nostri olivi. Vogliamo giocare insieme alla Belmonte>>.

Etica nell’agricoltura e nello sport. <<L’etica dello sport si basa sul rispetto e sulla competizione senza odio. È l’etica dell’abnegazione e del sacrificio. Tutte cose che potrei dire da allenatore di calcio, che non sono, e da agricoltore che sono. La qualità, il risultato che non arriva la prima volta anche quando ti alleni e dai il massimo ma non devi mollare perché a lungo termine il lavoro paga sempre. Nel calcio come nell’agricoltura vince il più forte e vince oggi e domani è un’altra sfida. Questa è la sfida che si rinnova ed è bello. Per questo l’etica sportiva è vicina. Nel calcio in più si è una squadra, un’entità unita, con un sentimento comune. Il calcio è qualcosa di intimamente sociale: chi è ricco e chi è meno abbiente vestono la stessa maglia; questo è bellissimo: il gesto individuale unito al sacrificio. Per questo lo sport è indispensabile per l’educazione>>.

Per restare al tema dello sport, quanto è importante un prodotto sano e a km zero per un atleta come quello che producete ma come tanti altri ce ne sono nel territorio? <<Ci possiamo legare all’etica: utilizzare ingredienti che provengono da vicino ha un valore etico importante. Non tutto si può coltivare qui ma tanto sì. Non sempre il km zero è meglio perché i prodotti sono tipici e riconoscibili. Penso che ci sia un valore etico, mi sembra assurdo comprare olio che viene da lontano perché costa poco meno. L’altro aspetto che oli fatti in maniera molto moderna e con attenzione, oltre a rispettare indubbiamente l’ambiente, hanno delle caratteristiche intrinseche che sono inconfrontabili con quelle degli oli del supermercato. Un olio che produciamo ha centinaia di volte più vitamine>>.

Per un’azienda come la vostra l’innovazione tecnologia è una sfida decisiva. Abbiamo citato il Belmonte: loro sono stati la prima società a rivolgersi alla start-up innovativa Sporteams. Cosa avete fatto voi? <<Abbiamo fatto tanto e il tanto che abbiamo fatto è niente però rispetto a quanto potremmo ancora fare. Il primo investimento è guardarsi e, quando si vuol fare qualcosa sul campo o non farlo, chiedersi perché farlo o perché non farlo. In agricoltura si tende a fare come si è sempre fatto. Io arrivo da un altro mondo e questa risposta non mi soddisfa. Non bisogna aver paura di formarsi, di studiare, di rivolgersi a professionisti bravi e ce ne sono tanti sul territorio. Formarsi il più possibile è stato il nostro primo investimento. Quindi abbiamo convertito l’azienda ai protocolli di agricoltura biologica, un passaggio lento ma non difficile perché Castel Ruggero si presta bene. In più abbiamo deciso di utilizzare per l’estrazione dell’olio dispositivi piccoli ma molto moderni che ci consentono di fare tante piccole spremiture al giorno. Così accorciamo i tempi tra la raccolta e la spremitura. Le olive vengono rotte nel frantoio: ci sono diversi modi per romperle. Possiamo selezionare il modo di rottura a seconda del tipo di oliva che abbiamo e dell’olio che vogliamo ottenere. Successivamente alla rottura una fase di gramolazione in cui le olive tritate insieme al nocciolo vengono rimescolate. Abbiamo un sistema di controllo del tempo durante il quale avviene la rottura, possiamo capire se agire nei contenitori che hanno la pasta di olive. Questa viene poi centrifugata e in quel momento possiamo decidere la velocità. Poi possiamo anche cambiare il tipo di filtro per assorbire l’acqua residua dell’olio. Il nostro obiettivo è fare il lavoro giusto con lo strumento giusto perché esiste un processo di lavorazione specifico per ogni oliva>>.

Castel Ruggero Pellegrini, cantina
La cantina di Castel Ruggero Pellegrini

Anche comunicare bene è una necessità. Come riuscite a comunicare il vostro lavoro e i vostri successi? <<La comunicazione è una novità. Una novità costante: cinque anni fa era una cosa, tra cinque anni sarà qualcosa di completamente diverso da adesso. Per noi comunicare è importante. Non solo dal punto di vista commerciale ma anche etico perché vogliamo condividere ciò che facciamo. L’azienda agricola, agendo sul territorio, ha una valenza sociale: noi coltiviamo il paesaggio che è patrimonio di tutti. Condividere è un nostro dovere. Nel comunicare c’è una sorta di stortura: siamo più noti in Giappone che qui a Bagno a Ripoli. Comunicando bene vorrei avvicinarmi sempre più alle persone di qui. Spesso nel comunicare si pensa solo alla vendita invece a noi interessa far sapere che siamo qui, ciò che facciamo>>.

Quali sono le vostre prossime azioni per continuare a crescere. C’è chi sostiene che si debba puntare sempre più sul glocal. <<Indubbiamente è vero. Anche se le sintesi mi fanno sempre paura perché possono essere al contempo affascinanti e fuorvianti. La strategia a medio-lungo termine per un’impresa è sempre far crescere il fatturato perché gli investimenti si parametrano al fatturato. In agricoltura gli investimenti sono sempre impiantistici e sono spesso onerosi; per questo dobbiamo aumentare il nostro fatturato. Abbiamo il progetto di fare una nuova oliveta moderna con una varietà toscana che è stata selezionata e studiata per essere coerente con le nuove necessità agronomiche. I nostri olivi prima furono scelti perché c’era una manodopera manuale, che costava molto poco, adesso servono olivi più idonei ad una meccanizzazione più spinta, benché le macchine vadano sempre utilizzate con parsimonia: le macchine consumano gasolio, le macchine pesano sul terreno quindi lo comprimono. Una varietà che non si ammala tanto, che produce regolarmente, che non va nutrita troppo: un connubio tra sostenibilità ambientale/economica e qualità. La sostenibilità ambientale prevede che la fine di un ciclo non abbia ricadute negative sull’ambiente. Di solito non consideriamo il commercio come costo ambientale: esportando un prodotto quanto gasolio va in atmosfera? Quanto costa in termini ambientali comprare un prodotto che viene da fuori? Ci domandiamo davvero quanto costa? Questa è la sfida che ci poniamo: spostare il più vicino possibile le nostre quote di mercato>>.