I nostri consigli per imparare a muoversi nel nuovo mondo dell’Internet of things (IOT): dalle opportunità per le società sportive fino al corretto e intelligente utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

Saverio Zeni Ok Mugello

OK! Mugello, intervista a Saverio Zeni: “OK Mugello ha la testa nel digitale e i piedi nel territorio. Con Sporteams per fare un passo in più. ANSO…”

La rivoluzione digitale ha imposto anche al mondo dell’informazione di cambiare. Di adeguarsi alle nuove tecnologie. Per qualcuno è stato un problema. Per altri un’opportunità di tornare a fare informazione come si faceva prima. Queste le riflessioni di Saverio Zeni di Ok! Mugello.

Da cosa nasce OK! Mugello? “La scelta di fare informazione locale veniva da una richiesta del pubblico. OK! Mugello nasce dieci anni fa, a seguito del grande interesse per l’informazione locale e iperlocale che aveva già nel resto d’Italia una storia nata a metà degli anni ’90. Il mondo del giornalismo è cambiato molto soprattutto per due innovazioni: la prima è stata l’avvento del digitale, la seconda la diffusione degli smathphone. Questo ha portato ad un problema di riorganizzazione del ruolo del giornalista, a dover ripensare il rapporto tra informazione e lettori. I grossi gruppi si sono rinchiusi nelle redazioni lasciando i territori e affidandosi principalmente alle agenzie e comunicati. L’informazione locale e iperlocale ha coperto questa lacuna. Abbiamo reso dignità a quel tipo di informazione, basti pensare a semplici esempi come la tragedia del Ponte Morandi, dove i corrispondenti dei vari quotidiani online sono stati i primi a diffondere le notizie e in alcuni casi hanno collaborato con le testate nazionali. Il giornali online d’informazione locale si occupa del territorio, e trova terreno molto fertile soprattutto nelle provincie anziché nei grandi centri urbani, e questo è dovuto principalmente per il fatto che nelle provincie esiste ancora il senso di comunità. E questo si riflette nel giornale locale. E proprio per questo mi piace definire OK!Mugello, un giornale che ha la testa nel digitale e i piedi per terra. Abbiamo sviluppato e incentivato un forte rapporto che richiede rispetto da parte dei lettori e che ci impone di lavorare professionalmente. Il lettore vuole preparazione e cura anche nei giornali locali. Noi, di fatto, concorriamo con i grossi gruppi, a volte diventiamo loro corrispondenti. La linea editoriale di OK!Mugello è generalista, si parla di cronaca, economia, cultura e sport.

OK! Mugello ha una grande attenzione per lo sport. “Sì! Diamo molto risalto allo sport, tanto da aver creato appositamente una rubrica denominata “Sport & Sportivi”. Dato che il Mugello è un territorio di oltre 60 mila abitanti la cultura sportiva è molto viva ed effervescente. A tal proposito a titolo di esempio posso ricordare la Ultra Trail del Mugello, una corsa estrema sui crinali dei nostri Appennini per oltre 60 km, oppure la Ultra Trail Via degli Dei che ripercorre l’antica strada di collegamento tra Bologna e Firenze. Senza poi dimenticare che nel “mugello” esiste “Il Mugello” ovvero il circuito automobilistico  definito più bello al mondo”.

La nostra relazione con il territorio è tale che molti sportivi ci hanno chiesto di sostenerli e pertanto è diventata consuetudine vestire i colori di OK! Mugello. Il primo settembre, ad esempio, seguiremo uno sportivo che tenterà in bicicletta il record di dislivello in 24 ore: il passo della Sambuca su e giù. È un ex olimpionico che ogni anno effettua una gara fuori dagli schemi. Con Sporteams vogliamo fare un passo in più. Per fare lo sport in sicurezza e per abbracciare più persone possibile”.

Saverio, sei vicepresidente di ANSO. “Anso acronimo di Associazione Nazionale Stampa Online, associa solo editori digitali. Un editore digitale, per ANSO, è un imprenditore, una cooperativa o una associazione che ha una testata editoriale regolamento registrata al Tribunale di Competenza ed è iscritto negli elenchi del Registro degli Operatori di Comunicazione. La redazione deve essere composta da un Direttore Responsabile iscritto all’Albo dei Giornalisti e che produce almeno il 70% degli articoli pubblicati. Anso nasce per riunire realtà editoriali differenti, agenzie web che sono diventate editori o giornalisti che si sono reinventati editori online.

Adesso siamo un centinaio di soci con oltre 150 testate associate. Abbiamo come partner Google e Facebook Italia anche in ottica di combattere le fake news. È di un anno fa il riconoscimento da parte dallo Stato del giornalismo online, e abbiamo collaborato alla stesura di un Contratto Collettivo di Lavoro per il web.

Belmonte Calcio

Alessandro Barucci: “Vi racconto Bacheca Belmonte, precursore di Sporteams”

Alessandro Barucci, socio di Sporteams, lavora nel campo dell’informatica dal 1990. Il suo software, Bacheca Belmonte, è il precursore di Sporteams.

Queste le di Alessandro Barucci parole a Sporteams.

Da cosa nasce l’idea di Bacheca Belmonte? “L’idea della app mi è venuta come babbo. Da babbo di un figlio che ha fatto tutta la trafila calcistica, dai Pulcini agli Juniores, nella stessa società. Dopo essere stato coinvolto nella vita della società ho avvertito la necessità di semplificarne la gestione. Un sistema per la società. Alla base c’era un ragionamento: le società sportive dilettantistiche hanno la sindrome di Dorian Gray: I presidenti i dirigenti, i segretari invecchiano, ma i tesserati sono giovani e rimangono tali perché ogni anno entrano le nuove leve e quindi nuove generazioni. Avevo 40 anni. Adesso entrano i nativi digitali che hanno genitori che sono Millenials.

L’osservazione di questo mi ha portato a creare una piccola piattaforma per la gestione delle convocazioni. Era un primo tentativo di normalizzare la comunicazione di un evento ricorrente. Quello delle convocazioni era per genitori e giocatori un rito dopo l’ultimo allenamento della settimana: venivano scritte su carta ogni settimana e appese in una bacheca. Il primo nome dell’App era infatti Bacheca Belmonte (per approfondire). Poi ho conosciuto Luca Bassilichi che ha trasformato questa intuizione in un’idea imprenditoriale. Da lì poi abbiamo allargato la nostra collaborazione alla Federazione. Le funzioni della vecchia Bacheca Belmonte adesso rappresentano solo il 10% di Sporteams. Le nuove versioni sono state via via arricchite di nuove funzionalità grazie anche ai suggerimenti delle Asd che hanno iniziato ad usarla. Senza Luca sarebbe rimasta Bacheca Belmonte”.

Ci sono ancora delle resistenze da parte delle asd. “Le società devono rendersene conto. Nuove generazioni di ragazzi portano nuove generazioni di genitori. Ci sarà quindi sempre più richiesta di lavorare in un certo modo e di regolare i rapporti con gli strumenti digitali. Il mondo delle asd è indietro da questo punto vista ma le nuove generazioni lo porteranno avanti. Io non ho mai giocato a calcio mentre altri genitori sì. Quando mio figlio faceva le prime trasferte, non sapevo dove erano i campi di gioco. Oggi questo problema non esiste più. Oggi l’indirizzo del campo viene dalla Federazione e l’app lo apre in Google Maps e se il campo cambia, la app lo registra. Stiamo andando in quella direzione”.

Le asd sono centri di aggregazione per i giovani dove si ricrea un senso di comunità. “Pensiamo a quello che avviene nella scuola. Li i ragazzi stanno nella stessa scuola al massimo cinque anni, nella loro carriera sportiva la società invece potrebbe rimanere anceh la stessa dalle elementari alle superiori. Le società sono delle costanti, fideizzano. La scuola con fatica si sta adeguando alle nuove tecnologie, ora tocca alle Asd (per approfondire) fare alrettanto. La asd avvicina, porta le persone a condividere  eventi  ed emozioni. Con quelli del calcio ci vediamo anche dopo le partite e a distanza di anni e hai modo di sviluppare rapporti duraturi. C’è anche un coinvolgimento emotivo notevole.

Quello che ci dicevamo sempre con Luca era: creiamo un canale digitale che unisca Società Atleti, Allenatori, Genitori ecc.. su cui andremo poi a veicolare sempre più informazioni ed integrazioni. I tesserati, i dirigenti, la segreteria: tutti questi attori, ogni settimana – le asd hanno processi settimanali – entrano in comunicazione ed hanno necessità di scambiare informazioni. Per queste comunicazioni ultimamente si usa spesso anche Whatsapp ma si è rivelato inadatto. Whatsapp è destrutturato; qualche società lo ha persino vietato: troppa comunicazione diventa cattiva comunicazione. Al contrario le società necessitano di un canale di comunicazione che sia mediato. Dalle convocazioni siamo passati ai certificati medici e ai documenti per i crediti formativi, al registro presenze allenamenti, ai pagamenti elettronici delle quote, ecc ed altro ancora stiamo preparando per la nuova versione”.

Fortunato Pigni, foto

Fortunato Pigni: “Kles nasce da una visione culturale dell’informatica. Sporteams…”

Fortunato Pigni, già docente di Informatica Generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Economia svolge attività di consulenza direzionale, di senior ICT ed e-learning consultant. Ha coordinato la scrittura di alcuni saggi tra cui “Dati e base di dati: il modello relazionale”, “La modellazione  dei dati e delle funzioni”.

Queste le parole del professor Pigni a Sporteams.

In una delle sue pubblicazioni si parla di governare i processi aziendali con ICT. Le andrebbe di approfondire? Ha un esempio di successo da raccontare? “Il libro è nato dalla constatazione della difficoltà di gestione del cambiamento nelle aziende con l’aiuto delle tecnologie digitali; ci siamo posti la domanda “perché? e come si può operare?” Da queste considerazione trae origine del libro. Questo si rivolge a coloro che partecipano alla definizione delle strategie aziendali, approvano gli investimenti e i progetti ICT e hanno la responsabilità di Project Manager aziendale, non tecnologico, nella conduzione di progetti complessi.

A loro il libro presenta in modo sintetico, ma esaustivo, gli elementi essenziali perché il Manager possa, così come gli è abituale nel settore di cui è responsabile, conoscere il contesto, le metodologie, le best practices e, soprattutto, i fattori critici di successo del progetto ICT che devono guidare. Sono stati scelti alcuni tra i principali temi dell’innovazione tecnologica in azienda. Ogni argomento è presentato da un autore che opera in organizzazioni pubbliche o private con il ruolo di top o middle manager, ed ha quindi una responsabilità diretta di conduzione di progetti, anche complessi.

Per ogni argomento abbiamo cercato di dare un messaggio completo ma in poche pagine utilizzando un metodo di successo, il modello noto come 5W1H (who, what, why, when, where; how), privilengiando in particolare what (il significato e i contenuti del tema in oggetto), why (perché conviene) e how (quali sono le modalità, le linee di riferimento, e gli errori da evitare). E’ difficile dire se il libro è servito alla gestione di progetti informatici di successo; posso solo dire che in più aziende che ho avuto occasione di visitare, ho trovato il libro presente nella (usualmente piccola) libreria dei manager aziendali.   

Una importante creazione è stata quella di Kles Informatica. Da dove siete partiti? “KLES nasce con una visione “culturale” dell’informatica. Per culturale si intende che era tempo di privilegiare i contenuti, avviare il cambiamento con un processo di tipo discontinuo al posto di continuare lo sviluppo con modifiche e adattamenti. Un quest’ottica la scelta è stata, ovviamente in aggiunta alla gestione dei sistemi informativi tradizionali, quella dell’open source con particolare attenzione al mondo della Formazione (l’e-learning).  e delle relazioni Azienda-Cliente (il CRM, Customer Relantiosnship Managent). Nell’e-learning, Kles ha contribuito allo sviluppo del più importante Learning Management System (LMS) italiano e ha sviluppato numerosi progetti di successo

Professor Pigni, quali sono le criticità che ha avuto occasione di incontrare negli ultimi anni nel settore della Formazione?

Cito i più significativi:

  • La separazione Scuola – Azienda. In realtà, al di là delle dichiarazioni di tipo “politico” abbiamo un grosso divario; i due mondi sono separati e non hanno nessun coordinamento. Il risultato è che l’Industria 4.0 cerca persone che però non si trovano. Non si trovano perché i numerosi giovani senza lavoro, non sono stati preparati dal mondo scolastico.
  • La visione miope delle aziende verso la formazione. Questo perché l’azienda, soprattutto se è di piccole dimensioni, ritiene la formazione un costo e non una opportunità di crescita per il dipendente che dell’azienda che avrà a disposizione un personale più qualificato. Oggi, è doveroso riconoscerlo, il processo sta migliorando; ma va comunque meglio organizzato e sostenuto anche da punto di vista tecnologico
  • La lentezza dell’utilizzo delle tecnologie e-learning 4.0. La richiesta ancora contenuta e casuale (solo al verificarsi di eventi sponsorizzati) ha rallentato il cambiamento degli strumenti e-learning. Il digital learning, la realtà virtuale (VR), la realtà aumentata (AR), il micro e-learning, ecc. sono nuove possibilità di formazione che sono da considerarsi fattori abilitanti di ridurre il gap formazione – società civile.

Conosce Sporteams? La app che secondo alcuni “intercetta un’esigenza del mercato” (cit. Cristiano Perrotti) “Ho conosciuto Sporteams grazie a Kles informatica che ha iniziato con loro una proficua collaborazione. Hanno affrontato una serie di tematiche che vanno dall’e-learning alle più innovative tecnologie dell’IoT. Per l’e-learning si tratta di documentare il software e la APP di Sporteams in modo che gli utenti sparsi su tutto il territorio nazionale possano effettuare attività formativa sull’utilizzo del sistema. Questo per snellire la struttura dell’azienda che quindi può dedicarsi maggiormente all’attività commerciale. Per quanto riguarda l’innovazione, invece, Kles e Sporteams stanno collaborando alla realizzazione di un progetto di Proximity Marketing nel mondo dello sport che deriva dall’esperienza di Kles in progetti similari svolti in altri ambiti”.

LND - FIGC - Sporteams

Fabio Angelini, Responsabile Settore Giovanile e Scolastico FIGC Toscana, a confronto sull’uso della tecnologia nello sport.

Angelini: “Come settore giovanile e scolastico siamo stati dei precursori nella digitalizzazione. A fine anni ’90 eravamo già on-line”.

Grazie ad Angelini Sporteams ha iniziato una collaborazione fattiva con la Federazione attraverso la piattaforma gare e referti arbitrali. Dopo questa prima fase Sporteams lancerà una nuova versione ancor più semplice immediata e social.

Angelini ricopre un importante incarico nella FIGC Toscana. È Segretario del Settore Giovanile e Scolastico dalla fine degli anni ’90. Prima nell’82 è stato segretario del Giudice Sportivo del CRT LND.

Queste le sue parole che ha condiviso con Sporteams.

Fin dai primi tempi nella Federazione hai avuto una grande attenzione per la tecnologia. Vorresti raccontarci la tua esperienza? “Quando ho iniziato a lavorare nell’82 non c’era niente di digitale. Le procedure erano tutte su carta. Bisognava prendere delle schede e compilarle, da preparare la riunione della giustizia sportiva con i referti gara evidenziando le espulsioni e quindi redigere i verbali. Pensate che c’erano i registri a tre fogli in carta carbone. Tutta una procedura su carta che dissi di voler digitalizzare  – a mie spese –  avevo un portatile Apple che mi portavo a lavoro e iniziai a tradurre in digitale la giustizia sportiva. Dopo c’era solo un foglio stampato a giro per gli uffici: era il verbale che il giudice firmava. Mi è sempre piaciuta l’informatica”.

Si può dire che quello è stato solo l’inizio. “La Federazione nell’86 mise il primo AS400. All’86 risale infatti la prima forma di  digitalizzazione del tesseramento. Avevamo un intero archivio cartaceo dedicato al tesseramento che poteva essere consultato dal responsabile di ufficio senza dover cercare le pratiche. Un primo passo, ma importante. Non conosco la programmazione ma chiamando un amico abbiamo fatto un programma, fatto con RPG, per la giustizia sportiva. Volevo registrare tutti i fatti della partita, come ammonizioni ed espulsioni, in un computer. Vi racconto una seconda intuizione che ho avuto. Come settore giovanile siamo stati il primo comitato regionale ad avere un proprio portale. Mettemmo su un piccolo sito, realizzato con gli strumenti del native web, un antesignano dei siti odierni. A fine anni ’90 eravamo già on-line. Potevamo mettere i comunicati on-line. Ancora prima dell’avvento dell’internet utilizzammo  i minitel, un sistema molto elementare in cui non c’era niente di grafico ma semplicemente inviava la nota riga per riga: questo progetto fu poi sponsorizzato. Ad ogni ASD (per approfondire) fu dato il minitel. Una semplificazione incredibile. Il comunicato prima veniva stampato, portato in copie – 1200 – qui, messe in una busta e passata dall’affrancatrice e poi spedito alle società che lo ricevevano due giorni dopo. Grazie a questo cambiamento abbiamo avuto un grande risparmio in termini di costi e tempi di lavorazione con un guadagno nella tempestività della comunicazione”.

Ieri è stato presentato il documentario Coverciano, prosa e poesia del calcio. Nel documentario Demetrio Albertini parla di aprirsi alle start-up, cogliendo le opportunità che queste offrono al calcio. La Figc Toscana è stata lungimirante. Cosa vi ha convinto di Sporteams? “Ci ha aiutato indubbiamente. Non è facile trovare chi è disposto a collaborare senza pretese economiche, soprattutto in ambito informatico. Si è creata una sinergia che ha contributo a migliorare e ottimizzare tutte le fasi procedurali/organizzative dei vari uffici federali regionali e provinciali  del CRT LND e soprattutto semplificato la programmazione delle gare da parte delle società. Giusto per evidenziare due degli aspetti macroscopici di questa innovazione. Dobbiamo encomiare Sporteams. Senza questa partnership saremmo andati avanti grazie alle iniziative dei pochi, come nel nostro caso. Ci auguriamo che questo sistema possa essere replicato e utilizzato su scala nazionale. Per quanto ci riguarda la collaborazione non potrà che continuare”.

Sporteams - App #W4AL - Walk for All for Life

In occasione del meeting di Trento per il Progetto Europeo #W4AL – Walk for All for Life, Sporteams è stata invitata per presentare l’applicazione sviluppata ai fini del progetto, la quale ha raccolto grandi apprezzamenti da parte di tutti i partners europei.

Tre giornate nelle quali sono state toccate anche le tematiche dell’attività motoria rivolta al corretto “Walking sportivo”: dalla postura dell’atleta fino alla prevenzione degli infortuni, con un approccio sempre più tecnologico e innovativo permesso dai prodotti e macchinari di Tecnobody.

Ancora una volta Sporteams rinnova il suo impegno nel mondo dello Sport giovanile, dilettantistico e amatoriale, dove l’innovazione tecnologica rappresenterà la risposta ai tanti problemi motori, salutari e tecnici causati da strutture spesso inadeguate a qualsiasi attività sportiva.
Proprio per questi motivi siamo sempre più convinti che l’impegno nel settore dello sport non professionistico abbia prima di tutto un valore sociale ed educativo per le comunità sportive che ruotano intorno alle Asd e ad altri centri di aggregazione sportiva.

Sporteams non ha intenzione di fermarsi, a partire dai prossimi sviluppi della App #W4AL, fino ad arrivare all’uscita delle nuove versioni di Programmazione Gare e del Gestionale per Asd.

Si ringraziano tutti i partners del Progetto Europeo W4AL – Walk for All for Life:

CSI – Centro Sportivo Italiano (IT)
SCF – Scuola Centrale Formazione
Esports – Generalitat de Catalunya
EGVE – Northern Greece Physical Education Teachers Association
CJD Berchtesgaden Gesundheit · Bildung · Beruf
InterCollege ApS

Castel Ruggero Pellegrini

Castel Ruggero, Clemente Pellegrini: <<Vogliamo dare al nostro prodotto un’individualità. Il nostro olio ai ragazzi del Belmonte? I nostri olivi sono a pochi metri da dove si allenano…La nostra sfida è spostare il nostro mercato vicino all’azienda>>

Nella splendida cornice di Castel Ruggero, sulle colline di Bagno a Ripoli, Clemente Pellegrini, proprietario dell’omonima azienda di olio, ha parlato a tutto tondo dei temi legati al fare impresa sul territorio, alla sostenibilità ambientale, all’etica del suo lavoro e molto altro. Queste le sue parole.

Non è mai facile gestire un’azienda, soprattutto in un momento come questo in cui sui prodotti che producete c’è una concorrenza sleale. <<Due problemi diversi. Sull’azienda penso che chiunque abbia deciso di fare l’imprenditore non si accontenti di avere un’azienda ma vuole avere un’impresa. Non solo un insieme di beni ma vuole dare un senso a questi. È un’aspirazione personale. Sul contesto di mercato. Il libero mercato non aiuta chi rispetta più regole, favorisce indubbiamente chi è più furbo, i Paesi che tutelano poco o nulla i diritti, dove ci sono meno regole perché i prodotti costano meno. In più noi produciamo olio extravergine: si può scrivere olio extravergine senza far controllare che lo sia effettivamente. Siamo in un mercato completamente drogato e la normativa è lacunosa. Nessuno è tenuto a controllare prima del consumo e infatti succedono tanti scandali. L’Europa, l’Europa politica non quella dei popoli, vive nel retaggio della CEE, di essere un’unione economica prima che politica ma sono convinto che con il tempo le persone correggeranno questa stortura. Chi rispetta più diritti non dev’essere sfavorito. L’etica è fondamentale: in agricoltura noi abbiamo sempre a che fare con l’etica. La Natura non vive di corruzione o ideologia: la natura è uguale per tutti. Il sole è uguale per tutti, la pioggia è uguale per tutti. Interpretare l’etica in maniera corretta permette di interpretare la natura, e quindi l’agricoltura, in maniera più lineare>>.

In un mercato così complesso come siete riusciti a sopravvivere? La vostra ricetta per il successo. <<Siamo sopravvissuti perché ci siamo saputi reinventare. L’azienda ti dà degli spunti mentre l’imprenditore ne sa cogliere altri. Dall’unione tra l’azienda e l’imprenditore nasce l’impresa. Abbiamo deciso di chiudere il ciclo sull’olio uscendo con una nostra etichetta. Abbiamo deciso quindi di produrre e imbottigliare tutto ciò che vediamo in fiore. Chi compra il nostro prodotto sa che tutto proviene da Castel Ruggero. Sembra una banalità ma nessuno lo fa. Altri uniscono olio greco, spagnolo, tunisino. Noi vogliamo raccontare qualcosa di più: vogliamo dare al nostro prodotto un’individualità. Noi non vogliamo essere migliori, vogliamo essere diversi e riconoscibili esaltando la nostra riconoscibilità. La tipicità si ottiene con processi di qualità e la tipicità è un sottoinsieme della qualità. Per questo è tutto BIO e DOP Chianti Classico. Tutte le olive provengono dal Chianti nel rispetto di una serie di direttive. L’olio viene analizzato con un panel test che certifichi che sia del territorio. Un sentore di foglia di pomodoro, che in verità, è un ottimo sentore che però non è tipico del Chianti, comporterebbe una bocciatura>>.

Avete deciso di donare alcune bottiglie del vostro olio “Ruggente” al Belmonte, la locale squadra che quest’anno è passata in prima categoria. Un bel gesto… <<Abbiamo deciso di festeggiare insieme al Belmonte. Il legame delle aziende con le persone del territorio, specialmente i ragazzi, è quanto di più bello. La Belmonte ha fatto un campionato straordinario e le nostre olivete sono a poche centinaia di metri da dove si allenano. Vogliamo vivere insieme, compartecipare la loro gioia. Se poi la prossima stagione non sarà all’altezza noi saremo sempre qui e comunque vada sarà un successo. Noi saremo qui sempre senza spostarci e la Belmonte sarà sempre qui accanto ai nostri olivi. Vogliamo giocare insieme alla Belmonte>>.

Etica nell’agricoltura e nello sport. <<L’etica dello sport si basa sul rispetto e sulla competizione senza odio. È l’etica dell’abnegazione e del sacrificio. Tutte cose che potrei dire da allenatore di calcio, che non sono, e da agricoltore che sono. La qualità, il risultato che non arriva la prima volta anche quando ti alleni e dai il massimo ma non devi mollare perché a lungo termine il lavoro paga sempre. Nel calcio come nell’agricoltura vince il più forte e vince oggi e domani è un’altra sfida. Questa è la sfida che si rinnova ed è bello. Per questo l’etica sportiva è vicina. Nel calcio in più si è una squadra, un’entità unita, con un sentimento comune. Il calcio è qualcosa di intimamente sociale: chi è ricco e chi è meno abbiente vestono la stessa maglia; questo è bellissimo: il gesto individuale unito al sacrificio. Per questo lo sport è indispensabile per l’educazione>>.

Per restare al tema dello sport, quanto è importante un prodotto sano e a km zero per un atleta come quello che producete ma come tanti altri ce ne sono nel territorio? <<Ci possiamo legare all’etica: utilizzare ingredienti che provengono da vicino ha un valore etico importante. Non tutto si può coltivare qui ma tanto sì. Non sempre il km zero è meglio perché i prodotti sono tipici e riconoscibili. Penso che ci sia un valore etico, mi sembra assurdo comprare olio che viene da lontano perché costa poco meno. L’altro aspetto che oli fatti in maniera molto moderna e con attenzione, oltre a rispettare indubbiamente l’ambiente, hanno delle caratteristiche intrinseche che sono inconfrontabili con quelle degli oli del supermercato. Un olio che produciamo ha centinaia di volte più vitamine>>.

Per un’azienda come la vostra l’innovazione tecnologia è una sfida decisiva. Abbiamo citato il Belmonte: loro sono stati la prima società a rivolgersi alla start-up innovativa Sporteams. Cosa avete fatto voi? <<Abbiamo fatto tanto e il tanto che abbiamo fatto è niente però rispetto a quanto potremmo ancora fare. Il primo investimento è guardarsi e, quando si vuol fare qualcosa sul campo o non farlo, chiedersi perché farlo o perché non farlo. In agricoltura si tende a fare come si è sempre fatto. Io arrivo da un altro mondo e questa risposta non mi soddisfa. Non bisogna aver paura di formarsi, di studiare, di rivolgersi a professionisti bravi e ce ne sono tanti sul territorio. Formarsi il più possibile è stato il nostro primo investimento. Quindi abbiamo convertito l’azienda ai protocolli di agricoltura biologica, un passaggio lento ma non difficile perché Castel Ruggero si presta bene. In più abbiamo deciso di utilizzare per l’estrazione dell’olio dispositivi piccoli ma molto moderni che ci consentono di fare tante piccole spremiture al giorno. Così accorciamo i tempi tra la raccolta e la spremitura. Le olive vengono rotte nel frantoio: ci sono diversi modi per romperle. Possiamo selezionare il modo di rottura a seconda del tipo di oliva che abbiamo e dell’olio che vogliamo ottenere. Successivamente alla rottura una fase di gramolazione in cui le olive tritate insieme al nocciolo vengono rimescolate. Abbiamo un sistema di controllo del tempo durante il quale avviene la rottura, possiamo capire se agire nei contenitori che hanno la pasta di olive. Questa viene poi centrifugata e in quel momento possiamo decidere la velocità. Poi possiamo anche cambiare il tipo di filtro per assorbire l’acqua residua dell’olio. Il nostro obiettivo è fare il lavoro giusto con lo strumento giusto perché esiste un processo di lavorazione specifico per ogni oliva>>.

Castel Ruggero Pellegrini, cantina
La cantina di Castel Ruggero Pellegrini

Anche comunicare bene è una necessità. Come riuscite a comunicare il vostro lavoro e i vostri successi? <<La comunicazione è una novità. Una novità costante: cinque anni fa era una cosa, tra cinque anni sarà qualcosa di completamente diverso da adesso. Per noi comunicare è importante. Non solo dal punto di vista commerciale ma anche etico perché vogliamo condividere ciò che facciamo. L’azienda agricola, agendo sul territorio, ha una valenza sociale: noi coltiviamo il paesaggio che è patrimonio di tutti. Condividere è un nostro dovere. Nel comunicare c’è una sorta di stortura: siamo più noti in Giappone che qui a Bagno a Ripoli. Comunicando bene vorrei avvicinarmi sempre più alle persone di qui. Spesso nel comunicare si pensa solo alla vendita invece a noi interessa far sapere che siamo qui, ciò che facciamo>>.

Quali sono le vostre prossime azioni per continuare a crescere. C’è chi sostiene che si debba puntare sempre più sul glocal. <<Indubbiamente è vero. Anche se le sintesi mi fanno sempre paura perché possono essere al contempo affascinanti e fuorvianti. La strategia a medio-lungo termine per un’impresa è sempre far crescere il fatturato perché gli investimenti si parametrano al fatturato. In agricoltura gli investimenti sono sempre impiantistici e sono spesso onerosi; per questo dobbiamo aumentare il nostro fatturato. Abbiamo il progetto di fare una nuova oliveta moderna con una varietà toscana che è stata selezionata e studiata per essere coerente con le nuove necessità agronomiche. I nostri olivi prima furono scelti perché c’era una manodopera manuale, che costava molto poco, adesso servono olivi più idonei ad una meccanizzazione più spinta, benché le macchine vadano sempre utilizzate con parsimonia: le macchine consumano gasolio, le macchine pesano sul terreno quindi lo comprimono. Una varietà che non si ammala tanto, che produce regolarmente, che non va nutrita troppo: un connubio tra sostenibilità ambientale/economica e qualità. La sostenibilità ambientale prevede che la fine di un ciclo non abbia ricadute negative sull’ambiente. Di solito non consideriamo il commercio come costo ambientale: esportando un prodotto quanto gasolio va in atmosfera? Quanto costa in termini ambientali comprare un prodotto che viene da fuori? Ci domandiamo davvero quanto costa? Questa è la sfida che ci poniamo: spostare il più vicino possibile le nostre quote di mercato>>.

App, start-up Italia

A StartupItalia Open Summit, evento dedicato al mondo dell’innovazione, svoltosi il 12 giugno a Firenze presso la stazione Leopolda ha partecipato anche Sporteams, giovane start-up nata sul territorio di Bagno a Ripoli. L’azienda ha sviluppato una app dedicata alle associazioni sportive dilettantistiche (per approfondire). Questo permette loro di connettere i tesserati, tecnici e genitori alla società attraverso un canale unico di comunicazione, di far sì che la società stessa divenga un punto di riferimento per la comunità, di profilare tutti gli utenti.

StartupItalia è stato un palcoscenico importante per un’azienda pronta, dopo essersi radicata principalmente in Toscana e dopo aver raccolto le adesioni di società come Cattolica Virtus, Floria 2000, Belmonte, Pietrasanta, Pisa e altre, ad espandersi su tutto il territorio nazionale.

Da quando è nata Sporteams ha costruito un rapporto di collaborazione fattiva con la Lega Nazionale Dilettanti per lo sviluppo della piattaforma dedicata alla programmazione gare che in poco tempo ha coinvolto anche AIA Toscana per l’invio dei referti arbitrali.

L’ideatore Luca Bassilichi dichiara: <<Ringrazio gli organizzatori di StartupItalia e Confartigianato Firenze per averci scelto tra le start-up più innovative del territorio. Si tratta di un riconoscimento importante per il nostro lavoro e uno stimolo a proseguire il nostro percorso. Abbiamo inserito aggiornamenti significativi all’app per quanto riguarda veste grafica e user experience. Dopo i successi ottenuti quest’anno, siamo pronti a promuovere il nostro software a livello nazionale>>.

StartupItalia Open Summit 2019 - Sporteams

Sporteams e altre idee innovative alla Leopolda per StartupItalia Open Summit

Ancora una volta, dove l’innovazione incontra le ambizioni delle giovani imprese italiane, Sporteams sarà presente. L’edizione estiva di StartupItalia Open Summit si svolgerà il 12 Giugno alla Leopolda di Firenze, da anni punto di riferimento per la discussione imprenditoriale e  innovativa nel panorama aziendale.

Sporteams presenterà il suo prodotto e la sua mission tra i tavoli dello StartupItalia Village, spazio riservato alle migliori start-up innovative italiane che riempiranno di idee e confronti l’intera giornata, al termine della quale sarà possibile votare la propria startup preferita.

#SIOS19 ospiterà anche gli interventi dei maggiori esperti e influencers del settore, dall’imprenditoria alla comunicazione, passando per la svolta ecologica sulla quale stanno fortemente puntando molte nuove idee di impresa.

In quest’ottica, la visione avanguardista di Sporteams ci permette di discutere di innovazione e progetti futuri con i maggiori esponenti e ospiti dell’evento, senza mai dimenticare la nostra attenzione al mondo delle comunità e del Terzo Settore, con un focus particolare al mondo del volontariato.

Il nostro obiettivo è proprio quello di accompagnare il panorama sportivo delle associazioni e delle organizzazioni no profit verso il futuro, sicuri dell’importanza e della centralità che queste acquisiranno nei prossimi anni.

Sporteams, così come StartupItalia, non si ferma mai ed è per questo che stiamo rilanciando il tema dell’innovazione con le sfide dell’Iot, del GDPR e dell’imprenditoria sportiva 4.0, espandendo i nostri orizzonti oltre i confini regionali della Toscana, convinti di poter cambiare lo sport dilettantistico.

sistema di pagamenti online - Nexi Xpay Pro

Sin dai primi sviluppi della nostra webapp , SporTeams ha creduto fortemente nel sistema di pagamenti online come uno dei cardini fondamentali per il processo di digitalizzazione delle ASD

Per farlo abbiamo deciso di affidarci all’esperienza e all’affidabilità di Nexi, la miglior PayTech italiana che da anni sta costruendo il futuro dei pagamenti digitali e dei pagamenti online.

A dimostrazione di quanto questo partner internazionale abbia creduto in noi, Nexi ha creato un’offerta irripetibile e veramente vantaggiosa per tutte le società che decidono di convenzionarsi con Sporteams.

Il servizio XPay di Nexi permetterà alle società sportive di incassare, in qualsiasi momento, ogni tipo di pagamento effettuato dai tesserati.
Un sistema di accettazione pagamenti online che rappresenta un grande salto in avanti per la vita delle ASD.
Oggi nessuno può fare più a meno di questi servizi per tenere il passo di un’economia sempre più digitale, tanto meno le società sportive.

24 ore su 24, recurring e sicurezza dei pagamenti sono solo alcuni tra i vantaggi che si ottengono dal sistema di pagamenti online integrato nell’app di SporTeams. Come ogni azienda moderna, anche l’ASD ha bisogno di determinati strumenti per crescere: il pagamento online è uno dei primi passi da compiere.

Uno di quei tanti passi che il mondo dello sport dilettantistico deve fare. Uno di quei tanti passi che SporTeams si è prefissato di portare a termine.

Perché digitalizzare l’economia delle ASD sarà un grandissimo vantaggio per il corretto funzionamento della società sportiva, garantendo la sicurezza delle transazioni per i tesserati e la certezza degli incassi per la società, integrate dal sistema di notifiche push di SporTeams circa scadenze e pagamenti pendenti.

E questi vantaggi li puoi avere tutti in un’unica app: l’app di SporTeams.
Convenzionandosi con noi si potranno immediatamente effettuare, ricevere, controllare e notificare tutte le transazioni economiche dei tesserati della ASD. 
Perché aspettare ancora?

LND - FIGC - Sporteams

Fin dall’inizio del nostro percorso, la visione olistica con la quale approcciamo la realtà delle Asd ci ha garantito un vantaggio competitivo in termini di affidabilità.

Non a caso la Figc Toscana ha affidato a noi di SporTeams la realizzazione di una piattaforma per la gestione dei referti gara e delle variazioni di campi e orari di gioco. E vista l’efficienza del software, SporTeams è diventata immediatamente – dal 22 Ottobre 2018 – l’unico e obbligatorio canale di comunicazione per la gestione di questi processi.

Dopo un mese esatto i risultati sono strabilianti! La piattaforma si è rilevata fondamentale per semplificare e migliorare questi processi gestionali.

Ora, i tempi biblici e lo spreco di risorse sono solo un lontano ricordo. Sì, è vero. Sono passati solamente 30 giorni, ma la portata del cambiamento mostra una vera e propria rivoluzione.

Ed è la stessa mission che ci prefissiamo nella presentazione della nostra web app. Anzi, un vero e proprio progetto di innovazione e digitalizzazione delle realtà delle Asd.

Con SporTeams, le società sportive e tutti i suoi tesserati potranno interagire tra loro con facilità e in qualsiasi momento, ottimizzando tempi e risorse prima insostenibili dalle segreterie. E ovviamente il grande punto di forza sta nella precisione ed esattezza del data entry, sincronizzati automaticamente attraverso il database della Figc, dalle anagrafiche alle partite in programma.

Una collaborazione che continua a crescere con progetti in atto (test con gli Arbitri per l’invio dei referti gara) e altri in fase di sviluppo (digitalizzazione pratiche e processi), tutti fruibili dalla nostra web app.

Perché il percorso verso la completa digitalizzazione della realtà sportiva dilettantistica è ancora lungo.
Per questo SporTeamsFIGC Toscana hanno deciso di continuare a innovare insieme, per il bene dello sport.