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Da comunità a community: come cambia lo sport dilettantistico

Woman in fitness clothing using smartphone. Fitness and Diet, Gym and Workout concept

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Da un giorno all’altro è successo l’impensabile: una pandemia mondiale ha travolto le nostre vite e con questa sono venute meno le nostre abitudini, i nostri impegni, la nostra routine. Sono stati mesi difficili che abbiamo vissuto quasi immobilizzati sui divani nell’attesa di sapere quando ne saremmo usciti. Quei mesi si sono trasformati in un anno di incertezza, di zone gialle, arancioni e rosse, di apertura e chiusura dei locali e degli impianti sportivi.

Un anno quasi sempre “onlife”.

Un termine che ultimamente è diventato un po’ più familiare e che definisce una “realtà ibrida, un’esperienza, attività avuta o fatta tramite una costante connessione online”. Infatti, da marzo 2020 la nostra vita si è trasferita sui social media e in generale sul web. 

Anche il più restio tra noi ha iniziato a fare la spesa online, a rimanere in contatto con amici e genitori tramite videochiamate, a festeggiare i compleanni su zoom, a fare call su google meet. Ci siamo abituati allo smart working, alle cene rigorosamente in casa, a fare lezioni in diretta streaming, ai webinar. E questo è diventato il nostro nuovo modo di vivere. Una normalità diversa che però non si esime da una riflessione: la pandemia ha accelerato un processo di digitalizzazione che doveva verificarsi molto prima.

Un processo tutt’altro che reversibile e che si sta verificando in ogni settore: da quello bancario a quello manifatturiero, fino a quello medico (basti pensare alla telemedicina!).

Anche il mondo dello sport, dopo un primo momento di sofferenza, sta cercando di ripartire e di riorganizzarsi, iniziando a investire proprio sulla digital transformation. Ma cosa significa essere onlife per le società e le associazioni sportive dilettantistiche (SSD e ASD), per i proprietari degli impianti sportivi, per gli allenatori, i dirigenti e gli atleti?

La scarsa digitalizzazione delle associazioni e società sportive

Tutti noi abbiamo ancora in mente l’immagine degli stadi vuoti. Le voci degli allenatori al fondo campo diventare nitide (non più sovrastate dai cori dei tifosi) e le lacrime degli atleti alla notizia delle Olimpiadi 2020 di Tokyo rimandate.

In quel periodo così complesso, il mondo dello sport si è fermato anche per analizzare la propria capacità di innovazione. Ne è emersa una fragilità generalizzata nell’organizzazione di ASD, SSD e Federazioni Sportive dovuta alle scarse competenze nell’uso di strumenti digitali e gestionali, alle difficoltà a ottenere fondi sufficienti, ai problemi legati all’adempimento delle procedure contabili e normative e alla gestione della privacy policy.

In Italia, solo le associazioni e le società sportive dilettantistiche sono 145.095; i praticanti sportivi (atleti più praticanti tesserati) 11.198.487, mentre 1.536.984 gli operatori sportivi (incluso i dirigenti, tecnici, ufficiali di gara ecc.)

Un microcosmo che si autoalimenta e che, oggi più che mai, sta per compiere un vero atto di trasformazione digitale.

Dalla comunità alla community: lo sport nel 2021

Non dimentichiamolo, lo sport è una passione condivisa da molte persone di tutte le età e a tutti i livelli: amatoriale, dilettantistico e agonistico. Dietro a ogni singola attività sportiva ci sono tantissime persone e organizzazioni che si muovono, anche spesso inosservati, per permetterci di praticare gli sport preferiti. Una vera comunità fatta da allenatori, proprietari di impianti sportivi, federazioni, società, atleti, tesserati e non. Una comunità che oggi ha bisogno di rinnovarsi e accettare le sfide del futuro.

Soluzioni sempre più innovative stanno cambiando il nostro modo di fare sport e di essere sportivi; soluzioni che possono rendere più veloci, più sicure e più efficienti le nostre attività e che, in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo, possono aiutare le aziende a sfruttare tutti i benefici della digital transformation.

Sporteams e la digitalizzazione nello sport

Il settore Sportech, e questo non sorprende, è cresciuto molto negli ultimi anni, arrivando a una valutazione di 8.9 miliardi di dollari (nel 2018 a livello internazionale), con una proiezione di oltre 30 miliardi di dollari entro il 2024 e un’aspettativa di crescita nel periodo pari al 20.63%.

In questo (nuovo) contesto, la ripresa e il rilancio dello sport dilettantistico passano dall’innovazione digitale e dalla trasformazione tecnologica.

In questi mesi abbiamo organizzato webinar per capire insieme come muoverci e superare gli ostacoli e abbiamo realizzato questionari per comprendere a che punto è la digitalizzazione nel settore sportivo dilettantistico.

Ma soprattutto abbiamo trovato nuove soluzioni per aiutare le SSD e ASD ad affrontare i problemi legati alla Covid-19. Per esempio, il nostro progetto Sporteams Access ha vinto il bando COVID-19 in materia di “R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi”. L’app che abbiamo sviluppato contribuisce a ridurre il rischio del contagio all’interno delle strutture sportive in linea con il protocollo della LND nazionale, nel rispetto di privacy e cybersicurezza.

Dalla gestione della community sportiva, tesa al miglioramento della comunicazione tra i diversi attori, alle soluzioni più tecniche, riguardanti la parte amministrativa e contabile, noi di Sporteams abbiamo creato una suite di prodotti innovativi affinché lo sport possa di nuovo tornare a essere una passione vissuta ogni giorno da tutti, anche in una situazione così profondamente onlife.

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