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Riforma dello sport: il lavoratore sportivo

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Entrerà in vigore a luglio 2022 eppure, con tutto il suo carico di novità, sta già rivoluzionando il mondo dello sport: andiamo a vedere di preciso di cosa tratta la nuova Riforma dello Sport e in particolare le modifiche riguardanti la figura del lavoratore sportivo.

Riforma dello Sport: cosa cambia per le società sportive

 

Le novità della Riforma dello Sport, alcune delle quali hanno suscitato tanto clamore nelle ultime settimane, si possono riassumere in 5 punti chiave:

  • Il lavoratore sportivo

Gli operatori dello sport – allenatori, atleti, direttori, preparatori atletici e non solo – potranno stipulare contratti di lavoro subordinato o autonomo anche in forma di collaborazione continuata e continuativa.

  • Gli amatori sportivi

L’amatore sportivo è la nuova figura istituita, sulla base di quella del “volontario” del Codice del Terzo Settore, ma con la possibilità di riconoscere indennità e rimborsi in occasione di trasferte, con un calcolo dei “redditi Irpef” fissato a un massimo di 10000€ (fino a tale importo vi è la totale esenzione fiscale e contributiva).

  • Il Registro nazionale

Finalmente è stato introdotto il Registro Nazionale Società Sportive dilettantistiche, dove  le ASD e le SSD potranno registrarsi per avere i riconoscimenti “ai fini sportivi”.

  • La forma giuridica delle ASD e delle SSD e qualifica di Ente del Terzo Settore

È stata semplificata la procedura per acquisizione della forma giuridica delle ASD, mentre le SSD avranno la possibilità di assumere qualsiasi tipo di forma societaria tra quelle presenti nel Libro V del Codice Civile. Sia le associazioni sportive dilettantistiche che le società sportive dilettantistiche potranno, inoltre, ottenere la qualifica di Ente del Terzo Settore (ETS) per usufruire delle relative agevolazioni.

  • Contributi, assicurazione e previdenza

A qualsiasi tipo di contratto di collaborazione degli operatori sportivi si applicheranno le norme vigenti in materia assicurativa e previdenziale (malattia, gli infortuni, la disoccupazione involontaria, la gravidanza e la maternità). Cambierà anche la previdenza dei collaboratori sportivi: per i contratti subordinati ci sarà l’iscrizione al Fondo Pensione Lavoratori Sportivi, mentre per quelli occasionali e amatoriali l’iscrizione alla Gestione Separata.

Il lavoratore sportivo è anche un dilettante

 

Come abbiamo detto precedentemente, la Riforma dello Sport – approvata sul filo di lana lo scorso 26 febbraio 2021 (la delega sarebbe scaduta il 28 febbraio) – ha rinnovato profondamente la figura del lavoratore sportivo.

Il lavoratore sportivo – da non confondere con l’amatore sportivo – è definito dall’art 25 come l’atleta, l’istruttore, il direttore tecnico, il preparatore tecnico, il direttore di gara, che esercita l’attività sportiva verso un corrispettivo.

Potrà essere legato alla ASD/SSD, all’EPS (Enti di Promozione Sportiva) e alla FSN (Federazioni Sportive Nazionali) da tutte le tipologie contrattuali previste nel mondo del lavoro (dipendente, collaboratore co.co.co, collaboratore occasionale, lavoratore autonomo) e per ogni forma contrattuale nel decreto è prevista una specifica regolamentazione, con particolare riguardo al lavoro dipendente (art 26) .

La novità sta nel fatto che dal 2022 anche l’atleta dilettante potrà stipulare contratti di lavoro subordinato o autonomo e avrà diritto all’assicurazione previdenziale e assistenziale. Ricordiamo infatti che ai non-professionisti finora non veniva attribuito alcun riconoscimento, tant’è che percepivano solo un rimborso spese o un premio, e che attualmente lo status di lavoratore sportivo è riconosciuto esclusivamente all’atleta che esercita l’attività sportiva a pagamento sotto contratto con una società.

Leggi anche:
Da comunità a community: come cambia lo sport dilettantistico

Riforma dello sport: Sporteams Club

 

La nuova riforma ci permette di riflettere su come l’innovazione e la digitalizzazione stanno cambiando il mondo dello sport: sta infatti emergendo un nuovo paradigma in cui risulta necessario trovare nuovi modi di gestire e organizzare le società sportive, risparmiando tempo e risorse.

Per questo Sporteams ha creato una serie di WebApp che possono aiutare le ASD e le SSD ad accelerare la digital transformation dando un contributo positivo allo sport dilettantistico.

In particolare, Sporteams Club consiste nell’evoluzione del semplice software gestionale in una piattaforma online per la società sportiva che, allo stesso tempo, si articola in molteplici profili disponibili per le figure presenti all’interno della società o dell’associazione.

Attraverso ogni tipo di dispositivo e sistema operativo, lo staff dirigenziale, lo staff tecnico, gli atleti, le famiglie e i tifosi possono così gestire a 360° la loro singola attività per comunicare, organizzare, programmare e riscuotere.

Scopri di più sulla nostra piattaforma digitale Sporteams Club

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