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Fabio Zucconi (commercialista) analizza i problemi fiscali delle asd

Fabio Zucconi, commercialista e revisore contabile, titolare dell'omonimo studio, ha parlato di alcuni aspetti che restano problematici per le asd.

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Fabio Zucconi: “ASD? Un mondo variegato. Importante puntare sulla tracciabilità. Passare ad associazione di promozione sociale…”

Fabio Zucconi, commercialista e revisore contabile, è titolare dell’omonimo studio. Oltre all’assistenza tributaria, lo studio è specializzato nella consulenza contabile e fiscale per le associazioni sportive dilettantistiche. Sono due aspetti che restano problematici per le asd.

Queste le parole che ha rilasciato a Sporteams.

Quali sono le principali problematiche cui vanno incontro le asd? “Quello delle asd è un mondo ampio e variegato al suo interno. Ci sono realtà rimaste più indietro ed altre invece molto più professionali e precise. Per questo sono portatrici di istanze e problematiche differenti. Capita per esempio che qualcuna di queste abbia scaricato direttamente da internet una bozza di statuto senza conoscere ciò che prevede e che poi si ritrovi con obblighi e scadenze di cui non era a conoscenza. Oppure che facciano confusione tra consiglio direttivo e assemblea dei soci e che venga redatto un verbale dell’assemblea dei soci quando dovrebbe essere del consiglio direttivo e viceversa. In ogni caso, quando si rivolgono a noi, partiamo da un’analisi a 360°”.

Nella Legge di Bilancio 2018 è stato introdotto il bonus sport. Può essere utile per intervenire sugli impianti sportivi? “Si tratta di una novità molto importante in tempi di ristrettezze economiche. L’incentivo fiscale è sicuramente un elemento di aiuto per le associazioni sportive, che però devono essere messe a conoscenza di questi strumenti, alternativi alle classiche sponsorizzazioni, che spesso sono ignorati. Dopo l’introduzione nel 2018, la Legge di Bilancio 2019 lo ha riproposto. Una prima finestra è stata dal 4 giugno al 4 luglio mentre una seconda sarà in autunno. Di questa agevolazione sotto forma di credito di imposta potranno usufruire le persone fisiche e gli enti non commerciali e i titolari di reddito di impresa. Grazie al bonus è possibile recuperare il 65% del valore delle erogazioni liberali effettuate. Le donazioni si possono destinare alla manutenzione, al restauro e addirittura alla realizzazione di nuovi impianti.

Detto questo, c’è anche un altro aspetto.

“Altro elemento sempre di attualità è quello correlato alla tracciabilità dei pagamenti. La combinazione tra la posizione assunta dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n.18 del 2018 e la necessità di tenere buone prassi di gestione amministrativo-contabile pone una sorta di obbligo di tenere un dettagliato libro-cassa e suggerisce di limitare al massimo grado l’utilizzo del contante che invece è ancora molto diffuso tra le associazioni sportive dilettantistiche. L’adozione di questa prassi rappresenta anche un modo per prevenire ed evitare possibili rilievi dell’Agenzia delle Entrate che potrebbero esserci in futuro”.

La riforma del Terzo Settore ha introdotto diverse novità. Grazie a questa sarebbe vantaggioso diventare APS (Associazione Promozione Sociale)? “Non è detto che sia per forza vantaggioso. Dipende da ogni singolo caso e soprattutto dall’entità delle entrate commerciali che ognuna delle asd raccoglie. In effetti l’iscrizione al Registro del Terzo Settore in qualità di APS comporterebbe l’obbligo di abbandonare il regime previsto dalla legge 398 del 1991 che rimane ad oggi in linea generale l’agevolazione più conveniente per le asd. La legge di riforma per il terzo settore ha previsto un regime molto conveniente che potrebbe competere con quello della legge 398/91 ma si applica solo alle APS che hanno entrate commerciali fino a 130.000 euro”.

Fabio Zucconi contribuisce al blog di Sporteams. Questi i suoi contributi.

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