Pisa Calcio

Pisa Calcio, Giovanni Riccio (settore giovanile): “La piattaforma Sporteams molto utile per la gestione. il nostro obiettivo? formare giovani di qualità. Il derby con il Livorno…”

Il Pisa Calcio ha conquistato la promozione in Serie B nello spareggio con la Triestina. L’inizio della stagione si avvicina e la società nerazzurra è anche molto attiva sul mercato. Il Pisa Calcio ha anche avviato una sperimentazione, negli ultimi mesi della passata stagione, della piattaforma Sporteams.

Giovanni Riccio, responsabile segreteria settore giovanile, ha parlato a tutto tondo con Sporteams.

L’impiego della tecnologia nel calcio è ormai una necessità. Come vi siete trovati con la programmazione gare? “Sicuramente è stato utile. Ci ha aiutato tantissimo a gestire e programmare le gare. A mio parere ci è stato d’aiuto perché prima era tutto più complicato e lento. Si dovevano fare telefonate, aspettare ore. Adesso riusciamo a organizzare il tutto in maniera più snella. Ci permette di interagire direttamente con i genitori e gli atleti ed è importante. Per questo abbiamo deciso di continuare il rapporto con Sporteams e abbiamo già rinnovato la collaborazione. La nuova settimana partirà la nuova versione della app. Credo che sarà ancora meglio”.

Cosa potrebbe migliorare nel software Sporteams? “Al momento il sistema è abbastanza soddisfacente. Non ho riscontrato difficoltà insormontabili. Le uniche criticità erano sulla programmazione gare (per approfondire). Più che problemi si trattava di migliorare alcuni aspetti che poi sono stati colti”.

Giovanni Riccio, Pisa Calcio
Giovanni Riccio, responsabile segreteria settore giovanile Pisa Calcio.

Obiettivi del settore giovanile del Pisa? “All’interno abbiamo tutte le categorie. Primavera, U15, U16, U17, Allievi nazionali. Fino ad arrivare ai giovanissimi: ai primi calci. Obiettivi della Primavera? Si sta lavorando per una squadra quanto più possibile competitiva per la categoria in cui si trova. L’obiettivo non può essere vincere ma creare giocatori di qualità. Le soddisfazioni sono quando un giocatore che ha fatto la trafila nelle nostre giovanili approda in prima squadra o in una squadra equivalente. Arrivare al livello di squadre come Fiorentina od Empoli è ancora difficile per adesso”.

Sarebbe benefico creare una filiera corta tra società toscane? “C’era e c’è tuttora un rapporto sviluppato in questo modo. Attraverso una serie di scambi e una fattiva collaborazione. È un rapporto che si è andato stabilizzando negli anni tra società toscane”.

Il Pisa Calcio, dopo due anni di assenza dalla serie cadetta, ritrova il Livorno. Non è solo una partita. “Dobbiamo parlare solo della rivalità calcistica. Mentirei a me stesso dicendo che non c’è nient’altro in quella partita ma dobbiamo pensare solo al campo e al lato sportivo. L’obiettivo è di fare meglio. Avevamo però le categorie inferiori. Sarà una sana competizione e questo è uno di quei valori che vogliamo insegnare ai ragazzi. Tolleranza zero verso comportamenti sbagliati: lo insegniamo ai ragazzi e ancor prima ai genitori che spesso sono i più accesi”.

LND - FIGC - Sporteams

Fabio Angelini, Responsabile Settore Giovanile e Scolastico FIGC Toscana, a confronto sull’uso della tecnologia nello sport.

Angelini: “Come settore giovanile e scolastico siamo stati dei precursori nella digitalizzazione. A fine anni ’90 eravamo già on-line”.

Grazie ad Angelini Sporteams ha iniziato una collaborazione fattiva con la Federazione attraverso la piattaforma gare (per approfondire) e referti arbitrali. Dopo questa prima fase Sporteams lancerà una nuova versione ancor più semplice immediata e social.

Angelini ricopre un importante incarico nella FIGC Toscana. È Segretario del Settore Giovanile e Scolastico dalla fine degli anni ’90. Prima nell’82 è stato segretario del Giudice Sportivo del CRT LND.

Queste le sue parole che ha condiviso con Sporteams.

Fin dai primi tempi nella Federazione hai avuto una grande attenzione per la tecnologia. Vorresti raccontarci la tua esperienza? “Quando ho iniziato a lavorare nell’82 non c’era niente di digitale. Le procedure erano tutte su carta. Bisognava prendere delle schede e compilarle, da preparare la riunione della giustizia sportiva con i referti gara evidenziando le espulsioni e quindi redigere i verbali. Pensate che c’erano i registri a tre fogli in carta carbone. Tutta una procedura su carta che dissi di voler digitalizzare  – a mie spese –  avevo un portatile Apple che mi portavo a lavoro e iniziai a tradurre in digitale la giustizia sportiva. Dopo c’era solo un foglio stampato a giro per gli uffici: era il verbale che il giudice firmava. Mi è sempre piaciuta l’informatica”.

Si può dire che quello è stato solo l’inizio. “La Federazione nell’86 mise il primo AS400. All’86 risale infatti la prima forma di  digitalizzazione del tesseramento. Avevamo un intero archivio cartaceo dedicato al tesseramento che poteva essere consultato dal responsabile di ufficio senza dover cercare le pratiche. Un primo passo, ma importante. Non conosco la programmazione ma chiamando un amico abbiamo fatto un programma, fatto con RPG, per la giustizia sportiva. Volevo registrare tutti i fatti della partita, come ammonizioni ed espulsioni, in un computer. Vi racconto una seconda intuizione che ho avuto. Come settore giovanile siamo stati il primo comitato regionale ad avere un proprio portale. Mettemmo su un piccolo sito, realizzato con gli strumenti del native web, un antesignano dei siti odierni. A fine anni ’90 eravamo già on-line. Potevamo mettere i comunicati on-line. Ancora prima dell’avvento di internet utilizzammo  i minitel, un sistema molto elementare in cui non c’era niente di grafico ma semplicemente inviava la nota riga per riga: questo progetto fu poi sponsorizzato. Ad ogni ASD (per approfondire) fu dato il minitel. Una semplificazione incredibile. Il comunicato prima veniva stampato, portato in copie – 1200 – qui, messe in una busta e passata dall’affrancatrice e poi spedito alle società che lo ricevevano due giorni dopo. Grazie a questo cambiamento abbiamo avuto un grande risparmio in termini di costi e tempi di lavorazione con un guadagno nella tempestività della comunicazione”.

Ieri è stato presentato il documentario Coverciano, prosa e poesia del calcio. Nel documentario Demetrio Albertini parla di aprirsi alle start-up, cogliendo le opportunità che queste offrono al calcio. La Figc Toscana è stata lungimirante. Cosa vi ha convinto di Sporteams? “Ci ha aiutato indubbiamente. Non è facile trovare chi è disposto a collaborare senza pretese economiche, soprattutto in ambito informatico. Si è creata una sinergia che ha contribuito a migliorare e ottimizzare tutte le fasi procedurali/organizzative dei vari uffici federali regionali e provinciali  del CRT LND e soprattutto semplificato la programmazione delle gare da parte delle società. Giusto per evidenziare due degli aspetti macroscopici di questa innovazione. Dobbiamo encomiare Sporteams. Senza questa partnership saremmo andati avanti grazie alle iniziative dei pochi, come nel nostro caso. Ci auguriamo che questo sistema possa essere replicato e utilizzato su scala nazionale. Per quanto ci riguarda la collaborazione non potrà che continuare”.

Coverciano, prosa e poesia calcio

Coverciano, Presentato il documentario sulla Casa del Calcio. Saccardi: <<Lo sport per portare la Toscana nel mondo>>. Presente anche Sporteams; Luca Bassilichi: <<Collaborazione fattiva con l’assessorato. Bene questa apertura verso l’impiego della tecnologia nello sport >>

Giovedì 25 luglio presso Palazzo Sacrati Strozzi è stato presentato il documentario “Coverciano: prosa e poesia del calcio. Viaggio nella casa degli azzurri, eccellenza toscana nel mondo”, prodotto dalla Fondazione Sistema Toscana. Presenti Stefano Ciuoffo, Assessore al Turismo della Regione Toscana, Stefania Saccardi, Assessore allo Sport della Regione Toscana e Paolo Chiappini, direttore Fondazione Sistema Toscana. Anche Sporteams ha partecipato con interesse all’iniziativa.

Ad aprire l’evento è stato Stefano Ciuoffo: <<Grazie a chi ha reso possibile questo evento in una sede così prestigiosa. Lo sport è un modello formativo, educativo. Coverciano da molti è evocata come l’Università dello Sport. A Coverciano si guarda a cosa si è fatto ma anche a come migliorare. Coverciano è una casa per la Nazionale ma anche la sede dove si formano allenatori, gli arbitri. Dove c’è una scuola legata alla tecnologia, indispensabile oramai per il calcio. Una tecnologia che segna una stagione tutta nuova per il calcio. Tutto questo è Firenze, è un orgoglio per la Toscana di cui ci sentiamo parte. Grazie a chi 60 anni fa ha avuto questa intuizione. Negli ultimi anni lo ha fatto il direttore aprendo i cancelli del centro alla città: è stato un cambio di passo. Per tutto il Paese è un’eccellenza. A chi lo usa e lo mantiene il nostro ringraziamento>>.

È intervenuto poi Paolo Chiappini, direttore di Fondazione Sistema Toscana: <<Chi non conosce Coverciano? Eppure grazie anche al documentario quanti nuovi aspetti si possono cogliere. La cultura e la civiltà del calcio vi trovano una fusione. Si conserva la memoria e si guarda al futuro. Ringraziamo di nuovo la Regione Toscana e chi non solo ha voluto custodire la memoria ma proiettarla verso il futuro permettendo di guardare meglio e a fondo la nostra storia>>.

È stato quindi presentato il documentario. In un passaggio significativo, Demetrio Albertini, presidente del Consiglio Direttivo del Settore Tecnico ha detto: <<Coverciano è anche la casa del VAR. Siamo aperti alle start-up. Dobbiamo capire prima degli altri quali potrebbero servirci>>.

Quindi Stefania Saccardi: <<Lo sport è un veicolo di valorizzazione di tante nostre eccellenze, di carattere ambientale e gastronomico. Lo sport è un mezzo per portare la Toscana nel mondo. Il centro di Coverciano adesso è molto più aperto al pubblico. Ricordo che vi si è svolta una giornata dedicata al trapianto degli organi. Questo a testimonianza che Coverciano è diventato un punto di riferimento per le attività sportive ma non solo. È anche un modo per ricostruire il rapporto tra i fiorentini e la Nazionale che prima non era così idilliaco. Un tempo forse non si capiva il senso dell’investimento a Coverciano, oggi apprezziamo quella intuizione di Ridolfi. Coverciano è tecnologia e la mette a disposizione di tutti. Coverciano, un patrimonio della città e di tutti. Sono a ricordare anche Davide Astori: è un evento che Firenze ancora non ha metabolizzato. La sua morte è stata un rafforzamento per la città che si è unita. La morte paradossalmente ha restituito i valori veri della vita. Sulla vicenda è in corso un’indagine. Come assessorato abbiamo implementato lo studio sulle malattie cardiache che colpiscono gli sportivi>>.

Maurizio Francini, direttore del centro tecnico di Coverciano, è stato premiato con il Pegaso per lo Sport. Queste le sue parole: <<Tutti oggi abbiamo vissuto un’emozione. Un grazie allo staff della Regione Toscana. Non posso far altro che ringraziare tutti da parte della Federazione. Questo lavoro lo facciamo per passione. Quando c’è passione, quando c’è amore riusciamo a passare tutte le difficoltà>>.

Documentario Coverciano: premiazione di Maurizio Francini.
Premiazione di Maurizio Francini

Un saluto anche di Cosimo Guccione, assessore del Comune di Firenze allo Sport: <<Questo documentario su Coverciano ci ricorda che Firenze è il centro del calcio a livello nazionale. Io penso che sia bello raccontarlo come tempio del calcio, un luogo magico. A chi entra da fuori per la prima volta dà questa impressione. Un grande onore averlo aperto alla città>>.

Ecco un commento di Luca Bassilichi, ideatore di Sporteams: <<Per  noi di Sporteams è sempre un grande piacere partecipare a questi eventi che ricordano i veri valori dello sport. Se penso a Coverciano non posso fare a meno di pensare al grande maestro e amico Fino Fini, una straordinaria persona che ha dedicato la sua vita allo Sport e al Centro Tecnico. Allo stesso modo il dott. Francini, l’assessore allo Sport Stefania Saccardi (con i quali stiamo collaborando) stanno lavorando per innovare lo sport in toscana e ritrovare i suoi valori etici e sociali. Infine anche l’assessore al Turismo Ciuffo ha sottolineato l’importanza dell’adozione delle tecnologie nello sport, tema a noi molto caro>>.

Kles informatica logo

Kles, L’amministratore Gianni Biagi: “Due progetti mi hanno reso molto orgoglioso. La trasformazione tecnologica? Bisogna tener conto anche del sociale. Sporteams…”

Kles è un’azienda fondata nel 2004, si occupa di informatica a 360° con una spiccata  specializzazione sull’e-learning, nei corsi on-line e, in genere, con i prodotti anche open source certificati e/o standard di mercato. Si tratta dei prodotti CRM per la gestione Marketing, e OTRS,  per la gestione del help desk e IT Service Management.

L’inizio di questa storia si deve ad una stretta collaborazione ultradecennale con il professore dell’Università Cattolica Fortunato Pigni (per approfondire). Sempre nel 2004 Gianni Biagi, dopo alcuni mesi di lavoro, ne rileva tutte le quote. A novembre del 2019 festeggerà i 15 anni di questa avventura.

Fino dai primi anni Kles ha iniziato una partnership abbastanza forte con Docebo, società oggi multinazionale leader nel settore, fondata da Claudio Erba (laureatosi proprio con il professor Pigni, il quale ha suggerito il nuovo nome del prodotto stesso che originariamente si chiamava Spaghetti.learning). In quel periodo Kles ha contribuito allo sviluppo del software con nuove funzionalità richieste dai suoi clienti. Kles è quella che viene denominata “un’azienda in rete”, organizzata a rete, senza dipendenti diretti,  ma con una significativa e diversificata rete di collaboratori che vengono attivati a seconda dei progetti.

Queste le riflessioni che Gianni Biagi ha voluto condividere con Sporteams.

Quali sono le opportunità tecnologiche che la Vostra azienda permette ai clienti di cogliere? <<Lo facciamo restando sempre al passo con lo sviluppo tecnologico perché abbiamo la fortuna di avere clienti con esigenze in costante evoluzione. Uno stimolo ad aggiornarsi costantemente. Il nostro progetto quindi è sviluppato su misura per ogni singolo caso. Anche per quanto riguardo la parte dell’e-learning – abbastanza standardizzata per sua natura – riusciamo a cucire un percorso formativo specifico su misura per gli utenti. Mi fa piacere raccontare un progetto. Da tanti punti di vista lo ritengo il migliore. Siamo andati a presentarci ad un potenziale cliente, l’agenzia per la formazione dell’Asl di Empoli che stava studiando come creare un percorso e-learning. Uno di loro aveva visto la nostra piattaforma in un’altra realtà sanitaria. Il loro intento era di permettere a chi aveva un diploma professionale per infermieri, tecnici radiologi e della prevenzione, attraverso due anni di corsi on-line, in accordo con la Facoltà di Medicina dell’Università di Firenze, di ottenere i crediti formativi necessari per discutere colmare il gap formativo e metterli in condizione di discutere una tesi di laurea. In poco più di un anno abbiamo realizzato tutti i corsi previsti per questo percorso, circa 150 ore per ognuno. Solo con il primo passaggio si sono laureati 442 tecnici della prevenzione. Ancora oggi lo considero un fiore all’occhiello. Oggi quella agenzia continua a fare formazione. Gli iscritti alla piattaforma sono più di trentamila utenti, con oltre 55000 iscrizioni (più di un corso per utente ndr)>>.

Opportunità o problema. Come si governa la trasformazione digitale? <<Quello dell’erosione di alcuni posti di lavoro è il rovescio della medaglia di questo nostro bellissimo lavoro. Quando ho iniziato, ormai oltre 40 anni fa, la nostra ispirazione era migliorare il lavoro delle persone. Grazie alla tecnologia si riesce a migliorare significativamente certi processi e ad automatizzarne altri. Si finisce poi però per fare i conti con la riduzione dei posti di lavoro permessa da questi sviluppi. Un esempio: sono anni che propongo i corsi di recupero scolastici estivi – che alcune volte sono piazzati quando i genitori sono in vacanza – in e-learning. Si scopre però che se apri le scuole guadagnano i bidelli, gli insegnanti e tutto il sistema. Quindi ci sono delle resistenze, del tutto comprensibili, delle forme di auto-difesa del sistema. Devo dire però che, per parlare di vero successo, nel business-plan di un’azienda non può esserci solo il lato speculativo ma dovrebbe trovare spazio anche un aspetto più “sociale”>>.

Dei vari progetti, sviluppati in una pluralità di settori, che avete portato a termine ti andrebbe di parlare di uno particolarmente stimolante o significativo? << I lavori significativi che ci hanno dato soddisfazioni per fortuna sono stati diversi, ma siccome bisogna sempre guardare al futuro e non al passato (se non per capire gli errori fatti) se mi permetti ne cito due. Uno completato un po’ di tempo fa che riguarda il settore della giustizia, ed il prossimo progetto che andremo a realizzare (perché è in corso di approvazione in questi giorni il prototipo). Il primo progetto si chiama S.ESP.IUS (Sistema Esperto di supporto alle decisioni per la Giustizia); si tratta di un sistema esperto a supporto delle decisioni, degli attori della giustizia (magistrati, cancellieri, avvocati, consulenti, ausiliari del giudice), degli esperti giuridici, del mondo accademico e dei legislatori ovvero a beneficio dei cittadini in ambito civile. Per “sistema esperto” è da intendersi un complesso di funzionalità evolute, connesse fortemente al dominio giustizia, al cui interno sono integrate le tecnologie necessarie alla creazione di una rete informativa permanente a supporto dei suddetti attori su quattro aree tematiche: decisioni giurisdizionali; attività organizzativa degli uffici giudiziari; attività legislativa; formazione giuridica permanente. Il sistema trae origine da una knowledge base costituita dalle informazioni contenute nei già esistenti registri informatizzati di cancelleria utilizzati presso gli uffici giudiziari nonché dagli atti e documenti processuali, prodotti già allora in formato elettronico dai vari attori del processo e archiviati nel fascicolo informatico. In definitiva un utilizzatore, attraverso la digitazione di un quesito in linguaggio naturale, riceve tutte le risposte degli argomenti che riguardano la sua richiesta: sentenze, giudizi, ecc. Il secondo progetto di cui voglio parlarti riguarda una tecnologia più innovativa che rientra nell’ambito dell’IoT (il cosiddetto Internet delle Cose) e che dovrà permettere a coloro che transitano nei dintorni di un luogo di un certo interesse (permettimi di rimanere vago per ovvi motivi) di ricevere una sorta di invito ad approfondire la conoscenza di questo luogo che altrimenti per lui rimarrebbe, molto probabilmente, sconosciuto. Per coloro che decideranno di approfondire la conoscenza del luogo utilizzeranno una APP dedicata ad una certa serie di peculiarità e caratteristiche del luogo adeguatamente rappresentate al suo interno; con una determinata serie di servizi disponibili sempre via APP. Per il momento non posso dirti altro>>.

Avete avviato un percorso comune anche con Sporteams. Come si sviluppa la collaborazione con questa start-up? <<La collaborazione è nata con un progetto, sempre in ambito sportivo scolastico; visto anche la concomitanza di lavori pregressi in ambito sportivo in generale fra le due aziende. Sono stato incaricato di valutare qualcosa da realizzare per un determinato contesto e quindi suggerii la creazione di una WebAPP per la gestione di alcune gare, le finali nazionali scolastiche di alcuni sport (7 sports per un totale di 1.118 studenti atleti partecipanti), che si sono svolte a maggio a Massa. Questa WebAPP avrebbe dovuto permettere ai genitori, ai parenti, ai compagni di scuola (ed in generale ai conoscenti degli studenti che vi partecipavano) di poter vedere tramite diretta Facebook le prestazioni dei propri figli e/o conoscenti ed in generale tutto l’andamento di questo evento (risultati, classifiche, ecc…). Al termine dell’evento abbiamo contato oltre 65mila visualizzazioni delle dirette trasmesse durante i tre giorni di gare. Devo dire che, nonostante il poco tempo che avevamo a disposizione e, soprattutto, il budget molto ridotto a disposizione, Sporteams ed HT Value (che fa parte dello stesso gruppo) hanno svolto un eccellente lavoro dimostrando oltre che alta professionalità dal punto di vista tecnologico, anche una spiccata capacità organizzativa. Siamo ricorsi per esempio al meccanismo alternanza scuola lavoro per gli operatori che hanno realizzato le dirette contribuendo anche alla loro crescita professionale perché adeguatamente preparati da specialisti del settore alcuni giorni prima dell’evento. Approfitto dell’occasione per un doveroso ringraziamento ufficiale>>.

Lega Nazionale Dilettanti

Lega Nazionale Dilettanti, Fabrizio Bertini (Delegazione Figc Lnd Pisa): <<Sporteams sta andando nella direzione giusta. Cosa migliorare? Servirebbe più comunicazione tra Sporteams, lnd e le società sportive>>

L’incontro promosso da Sporteams lo scorso 25 giugno presso la Lega Nazionale Dilettanti è stato un momento di confronto con gli utenti, basilare per recepirne problemi e proposte.

Sporteams, dopo aver intervistato l’imprenditore Clemente Pellegrini, ha deciso di parlare con Fabrizio Bertini, Impiegato Lega Nazionale Dilettanti a servizio della Delegazione Figc Lnd di Pisa. È anche un modo per capire, grazie ad una persona che vive sul campo i problemi delle Associazioni Sportive Dilettantistiche (per approfondire), dove potersi migliorare. Queste le sue parole.

Uno dei punti cardine di Sporteams è la programmazione gare. Funziona? Ci sono stati problemi? <<L’inizio – come per tutte le cose – è stato difficile perché avvenuta in corsa. Superata la prima fase ci è stata di grande aiuto. Per fare un esempio, ci permette di canalizzare tutte quelle mail, che prima ci arrivavano, in un unico sito, un’unica banca dati>>.

Avete riscontrato delle difficoltà nel software? Di che tipo? <<Durante l’incontro avvenuto presso il Comitato Regionale sono stato tra i più critici. Non tanto per la piattaforma di programmazione gare (per approfondire) che aveva dei limiti che sono stati già trattati e superati dai programmatori di Sporteams, quanto per i referti delle gare. Non c’era la possibilità di creare un vero e proprio archivio che duri nel tempo. Le società erano solite mandare i referti in un unico file ed un’unica mail, facile da visualizzare, controllare ed archiviare. Devo ammettere con soddisfazione però che ci avete ascoltato da subito ed anche questa criticità ci sembra superata. Il problema era dovuto principalmente alla mancanza di comunicazione tra le parti: anche per questo la riunione è stata ottima>>.

Confrontarsi sempre con gli utenti è fondamentale. <<Certamente, è stato molto utile anche la lezione che avete messo in campo durante il corso per segretari. Un modo per confrontarsi senza intermediari e per avviare una discussione proficua, imparando tutte quelle che sono le potenzialità di Sporteams>>.

Dei buoni passi avanti ma si deve sempre cercare di crescere. Dove dovrebbe puntare Sporteams? <<Sporteams va bene, sta andando nella direzione giusta. Il prossimo passo deve essere fatto in sinergia con la Federazione Per scendere nel dettagli: l’esportazione dei dati che sono sui nostri programmi e su Sporteams potrebbe essere un ulteriore vantaggio>>.

Mettendosi nei panni di un dirigente di una ASD, quali possono essere le obiezioni ad aderire a Sporteams? <<Se ci fosse più comunicazione tra AS400, il sistema che usiamo noi, area società che usano le ASD sul portale della LND, e Sporteams si supererebbero le eventuali criticità e ci si aprirebbe verso nuove potenzialità al servizio di tutte le parti. Uno degli altri problemi poteva essere l’interfaccia ma ho visto che è stata migliorata. Avete anche creato una sezione dedicata a tutto quel capitale sociale che ruota intorno alle ASD: è un’ottima idea, sta anche a noi veicolare il messaggio>>.

Sporteams - App #W4AL - Walk for All for Life

In occasione del meeting di Trento per il Progetto Europeo #W4AL – Walk for All for Life, Sporteams è stata invitata per presentare l’applicazione sviluppata ai fini del progetto, la quale ha raccolto grandi apprezzamenti da parte di tutti i partners europei.

Tre giornate nelle quali sono state toccate anche le tematiche dell’attività motoria rivolta al corretto “Walking sportivo”: dalla postura dell’atleta fino alla prevenzione degli infortuni, con un approccio sempre più tecnologico e innovativo permesso dai prodotti e macchinari di Tecnobody.

Ancora una volta Sporteams rinnova il suo impegno nel mondo dello Sport giovanile, dilettantistico e amatoriale, dove l’innovazione tecnologica rappresenterà la risposta ai tanti problemi motori, salutari e tecnici causati da strutture spesso inadeguate a qualsiasi attività sportiva.
Proprio per questi motivi siamo sempre più convinti che l’impegno nel settore dello sport non professionistico abbia prima di tutto un valore sociale ed educativo per le comunità sportive che ruotano intorno alle Asd e ad altri centri di aggregazione sportiva.

Sporteams non ha intenzione di fermarsi, a partire dai prossimi sviluppi della App #W4AL, fino ad arrivare all’uscita delle nuove versioni di Programmazione Gare e del Gestionale per Asd.

Si ringraziano tutti i partners del Progetto Europeo W4AL – Walk for All for Life:

CSI – Centro Sportivo Italiano (IT)
SCF – Scuola Centrale Formazione
Esports – Generalitat de Catalunya
EGVE – Northern Greece Physical Education Teachers Association
CJD Berchtesgaden Gesundheit · Bildung · Beruf
InterCollege ApS

Belmonte Calcio

Stasera presso il campo sportivo del Belmonte si è terrà la festa in onore ai ragazzi che hanno conquistato la Prima Categoria. Un successo si basa su un indubbio valore tecnico del collettivo ma anche sulla capacità del Belmonte di cogliere le opportunità di innovazione che il territorio poteva offrire.

Quello del Belmonte è un successo che viene da lontano. Un progetto frutto di un connubio tra un forte senso di comunità, spirito di sacrificio, agonismo e innovazione tecnologica. Quest’ultimo tassello è rappresentato anche da Sporteams, una start-up nata e cresciuta proprio a Ponte a Ema. Sporteams ha sviluppato un software per le società sportive che permette di digitalizzare i processi gestionali. Il Belmonte, primo fra tutte le ASD (per approfondire) ad aderirvi, è stato una sorta di terreno di prova.

Luca Bassilichi, creatore di Sporteams, ha commentato così la sinergia creatasi con la società sportiva che ha sede a Grassina: <<È molto bello ciò che abbiamo fatto insieme e siamo lieti che anche grazie al nostro sistema il Belmonte (per approfondire) abbia ottenuto uno storico successo. Per Sporteams è un motivo di orgoglio aver partecipato e contribuito ad una stagione che resterà negli annali della squadra. Adesso puntiamo a rinnovare la convenzione per il 2019-2020. Se i ragazzi dovranno vedersela con nuove sfide sul campo, noi, dal canto nostro, dovremo continuare a svilupparci al meglio per rispondere ai bisogni degli utenti. Una partita, per entrambi, difficile ma affascinante>>.

Accanto alle eccellenze sportive, un’autentica eccellenza gastronomica del territorio. Clemente Pellegrini, titolare di Castel Ruggero Pellegrini, ha deciso di donare alcune bottiglie del suo rinomato olio – il Ruggente – ai ragazzi del Belmonte. <<Abbiamo deciso di festeggiare insieme a loro>> spiega <<Il legame delle aziende con le persone del territorio, specialmente i ragazzi, è quanto di più bello. Il Belmonte ha fatto un campionato straordinario e i nostri olivi sono a poche centinaia di metri da dove si allenano. Vogliamo vivere insieme, compartecipare la loro gioia. Se poi la prossima stagione non sarà all’altezza noi saremo sempre qui e comunque vada sarà un successo. Noi saremo qui sempre senza spostarci e il Belmonte sarà sempre qui accanto ai nostri olivi. Vogliamo giocare insieme al Belmonte>>. (LEGGI LA SUA INTERVISTA COMPLETA).

Sporteams quindi non intende solo creare un prodotto innovativo e all’avanguardia ma anche recuperare un rapporto con la comunità attraverso le società sportive e tutto ciò che vi gravita intorno. In una prospettiva che tenga insieme tecnologia e tradizione, etica e successo, locale e globale.

Castel Ruggero Pellegrini

Castel Ruggero, Clemente Pellegrini: <<Vogliamo dare al nostro prodotto un’individualità. Il nostro olio ai ragazzi del Belmonte? I nostri olivi sono a pochi metri da dove si allenano…La nostra sfida è spostare il nostro mercato vicino all’azienda>>

Nella splendida cornice di Castel Ruggero, sulle colline di Bagno a Ripoli, Clemente Pellegrini, proprietario dell’omonima azienda di olio, ha parlato a tutto tondo dei temi legati al fare impresa sul territorio, alla sostenibilità ambientale, all’etica del suo lavoro e molto altro. Queste le sue parole.

Non è mai facile gestire un’azienda, soprattutto in un momento come questo in cui sui prodotti che producete c’è una concorrenza sleale. <<Due problemi diversi. Sull’azienda penso che chiunque abbia deciso di fare l’imprenditore non si accontenti di avere un’azienda ma vuole avere un’impresa. Non solo un insieme di beni ma vuole dare un senso a questi. È un’aspirazione personale. Sul contesto di mercato. Il libero mercato non aiuta chi rispetta più regole, favorisce indubbiamente chi è più furbo, i Paesi che tutelano poco o nulla i diritti, dove ci sono meno regole perché i prodotti costano meno. In più noi produciamo olio extravergine: si può scrivere olio extravergine senza far controllare che lo sia effettivamente. Siamo in un mercato completamente drogato e la normativa è lacunosa. Nessuno è tenuto a controllare prima del consumo e infatti succedono tanti scandali. L’Europa, l’Europa politica non quella dei popoli, vive nel retaggio della CEE, di essere un’unione economica prima che politica ma sono convinto che con il tempo le persone correggeranno questa stortura. Chi rispetta più diritti non dev’essere sfavorito. L’etica è fondamentale: in agricoltura noi abbiamo sempre a che fare con l’etica. La Natura non vive di corruzione o ideologia: la natura è uguale per tutti. Il sole è uguale per tutti, la pioggia è uguale per tutti. Interpretare l’etica in maniera corretta permette di interpretare la natura, e quindi l’agricoltura, in maniera più lineare>>.

In un mercato così complesso come siete riusciti a sopravvivere? La vostra ricetta per il successo. <<Siamo sopravvissuti perché ci siamo saputi reinventare. L’azienda ti dà degli spunti mentre l’imprenditore ne sa cogliere altri. Dall’unione tra l’azienda e l’imprenditore nasce l’impresa. Abbiamo deciso di chiudere il ciclo sull’olio uscendo con una nostra etichetta. Abbiamo deciso quindi di produrre e imbottigliare tutto ciò che vediamo in fiore. Chi compra il nostro prodotto sa che tutto proviene da Castel Ruggero. Sembra una banalità ma nessuno lo fa. Altri uniscono olio greco, spagnolo, tunisino. Noi vogliamo raccontare qualcosa di più: vogliamo dare al nostro prodotto un’individualità. Noi non vogliamo essere migliori, vogliamo essere diversi e riconoscibili esaltando la nostra riconoscibilità. La tipicità si ottiene con processi di qualità e la tipicità è un sottoinsieme della qualità. Per questo è tutto BIO e DOP Chianti Classico. Tutte le olive provengono dal Chianti nel rispetto di una serie di direttive. L’olio viene analizzato con un panel test che certifichi che sia del territorio. Un sentore di foglia di pomodoro, che in verità, è un ottimo sentore che però non è tipico del Chianti, comporterebbe una bocciatura>>.

Avete deciso di donare alcune bottiglie del vostro olio “Ruggente” al Belmonte, la locale squadra che quest’anno è passata in prima categoria. Un bel gesto… <<Abbiamo deciso di festeggiare insieme al Belmonte. Il legame delle aziende con le persone del territorio, specialmente i ragazzi, è quanto di più bello. La Belmonte ha fatto un campionato straordinario e i nostri oliveti sono a poche centinaia di metri da dove si allenano. Vogliamo vivere insieme, compartecipare la loro gioia. Se poi la prossima stagione non sarà all’altezza noi saremo sempre qui e comunque vada sarà un successo. Noi saremo qui sempre senza spostarci e la Belmonte sarà sempre qui accanto ai nostri olivi. Vogliamo giocare insieme alla Belmonte>>.

Etica nell’agricoltura e nello sport. <<L’etica dello sport si basa sul rispetto e sulla competizione senza odio. È l’etica dell’abnegazione e del sacrificio. Tutte cose che potrei dire da allenatore di calcio, che non sono, e da agricoltore che sono. La qualità, il risultato che non arriva la prima volta anche quando ti alleni e dai il massimo ma non devi mollare perché a lungo termine il lavoro paga sempre. Nel calcio come nell’agricoltura vince il più forte e vince oggi e domani è un’altra sfida. Questa è la sfida che si rinnova ed è bello. Per questo l’etica sportiva è vicina. Nel calcio in più si è una squadra, un’entità unita, con un sentimento comune. Il calcio è qualcosa di intimamente sociale: chi è ricco e chi è meno abbiente vestono la stessa maglia; questo è bellissimo: il gesto individuale unito al sacrificio. Per questo lo sport è indispensabile per l’educazione>>.

Per restare al tema dello sport, quanto è importante un prodotto sano e a km zero per un atleta come quello che producete ma come tanti altri ce ne sono nel territorio? <<Ci possiamo legare all’etica: utilizzare ingredienti che provengono da vicino ha un valore etico importante. Non tutto si può coltivare qui ma tanto sì. Non sempre il km zero è meglio perché i prodotti sono tipici e riconoscibili. Penso che ci sia un valore etico, mi sembra assurdo comprare olio che viene da lontano perché costa poco meno. L’altro aspetto che oli fatti in maniera molto moderna e con attenzione, oltre a rispettare indubbiamente l’ambiente, hanno delle caratteristiche intrinseche che sono inconfrontabili con quelle degli oli del supermercato. Un olio che produciamo ha centinaia di volte più vitamine>>.

Per un’azienda come la vostra l’innovazione tecnologia è una sfida decisiva. Abbiamo citato il Belmonte: loro sono stati la prima società a rivolgersi alla start-up innovativa Sporteams. Cosa avete fatto voi? <<Abbiamo fatto tanto e il tanto che abbiamo fatto è niente però rispetto a quanto potremmo ancora fare. Il primo investimento è guardarsi e, quando si vuol fare qualcosa sul campo o non farlo, chiedersi perché farlo o perché non farlo. In agricoltura si tende a fare come si è sempre fatto. Io arrivo da un altro mondo e questa risposta non mi soddisfa. Non bisogna aver paura di formarsi, di studiare, di rivolgersi a professionisti bravi e ce ne sono tanti sul territorio. Formarsi il più possibile è stato il nostro primo investimento. Quindi abbiamo convertito l’azienda ai protocolli di agricoltura biologica, un passaggio lento ma non difficile perché Castel Ruggero si presta bene. In più abbiamo deciso di utilizzare per l’estrazione dell’olio dispositivi piccoli ma molto moderni che ci consentono di fare tante piccole spremiture al giorno. Così accorciamo i tempi tra la raccolta e la spremitura. Le olive vengono rotte nel frantoio: ci sono diversi modi per romperle. Possiamo selezionare il modo di rottura a seconda del tipo di oliva che abbiamo e dell’olio che vogliamo ottenere. Successivamente alla rottura una fase di gramolazione in cui le olive tritate insieme al nocciolo vengono rimescolate. Abbiamo un sistema di controllo del tempo durante il quale avviene la rottura, possiamo capire se agire nei contenitori che hanno la pasta di olive. Questa viene poi centrifugata e in quel momento possiamo decidere la velocità. Poi possiamo anche cambiare il tipo di filtro per assorbire l’acqua residua dell’olio. Il nostro obiettivo è fare il lavoro giusto con lo strumento giusto perché esiste un processo di lavorazione specifico per ogni oliva>>.

Castel Ruggero Pellegrini, cantina
La cantina di Castel Ruggero Pellegrini

Anche comunicare bene è una necessità. Come riuscite a comunicare il vostro lavoro e i vostri successi? <<La comunicazione è una novità. Una novità costante: cinque anni fa era una cosa, tra cinque anni sarà qualcosa di completamente diverso da adesso. Per noi comunicare è importante. Non solo dal punto di vista commerciale ma anche etico perché vogliamo condividere ciò che facciamo. L’azienda agricola, agendo sul territorio, ha una valenza sociale: noi coltiviamo il paesaggio che è patrimonio di tutti. Condividere è un nostro dovere. Nel comunicare c’è una sorta di stortura: siamo più noti in Giappone che qui a Bagno a Ripoli. Comunicando bene vorrei avvicinarmi sempre più alle persone di qui. Spesso nel comunicare si pensa solo alla vendita invece a noi interessa far sapere che siamo qui, ciò che facciamo>>.

Quali sono le vostre prossime azioni per continuare a crescere. C’è chi sostiene che si debba puntare sempre più sul glocal. <<Indubbiamente è vero. Anche se le sintesi mi fanno sempre paura perché possono essere al contempo affascinanti e fuorvianti. La strategia a medio-lungo termine per un’impresa è sempre far crescere il fatturato perché gli investimenti si parametrano al fatturato. In agricoltura gli investimenti sono sempre impiantistici e sono spesso onerosi; per questo dobbiamo aumentare il nostro fatturato. Abbiamo il progetto di fare una nuova oliveta moderna con una varietà toscana che è stata selezionata e studiata per essere coerente con le nuove necessità agronomiche. I nostri olivi prima furono scelti perché c’era una manodopera manuale, che costava molto poco, adesso servono olivi più idonei ad una meccanizzazione più spinta, benché le macchine vadano sempre utilizzate con parsimonia: le macchine consumano gasolio, le macchine pesano sul terreno quindi lo comprimono. Una varietà che non si ammala tanto, che produce regolarmente, che non va nutrita troppo: un connubio tra sostenibilità ambientale/economica e qualità. La sostenibilità ambientale prevede che la fine di un ciclo non abbia ricadute negative sull’ambiente. Di solito non consideriamo il commercio come costo ambientale: esportando un prodotto quanto gasolio va in atmosfera? Quanto costa in termini ambientali comprare un prodotto che viene da fuori? Ci domandiamo davvero quanto costa? Questa è la sfida che ci poniamo: spostare il più vicino possibile le nostre quote di mercato>>.

Lega Nazionale Dilettanti

Sporteams a confronto con la Lega Nazionale Dilettanti – Toscana

Martedì 25 giugno presso la sede della Lega Nazionale Dilettanti Sporteams ha tenuto un incontro con i referenti delle province toscane per migliorare l’efficienza del software.

Confrontarsi per migliorare. È questo il senso dell’incontro promosso martedì scorso da Sporteams presso la sede di Firenze della Lega Nazionale Dilettanti, alla presenza di Fabio Angelini, segretario settore giovanile e scolastico.

La start-up Sporteams, ideata da Luca Bassilichi e con sede a Bagno a Ripoli, ha organizzato un incontro con i referenti delle varie province toscane della LND che lavorano a stretto contatto con le ASD (associazioni sportive dilettantistiche), società alle quali Sporteams si rivolge e che per prime hanno intuito la grande opportunità rappresentata dalla digitalizzazione dei processi sportivi.

Un momento indispensabile per recepire le istanze dal basso, da parte degli utenti e per integrare il software con le modifiche proposte. A margine dell’incontro è stata presentata la nuova versione del software gestionale, rinnovato nella sua veste grafica e migliorato nella funzionalità e accessibilità.

Tra le società che hanno aderito a Sporteams ci sono: Cattolica Virtus, Floria 2000, Casentino Academy, Firenze Sporting Arno, Belmonte, Pietrasanta, Pisa, Freccia Azzurra, Porcari, Versilia Calcio.

Così Luca Bassilichi ha commentato: <<Ringrazio la Lega Nazionale Dilettanti per il costruttivo rapporto di collaborazione che abbiamo instaurato e che ci ha permesso di sviluppare e adattare la piattaforma di programmazione gare (per approfondire). Attraverso incontri come quello svolto possiamo migliorare l’efficienza del nostro servizio per assolvere alle necessità delle società sportive>>.

App, start-up Italia

A StartupItalia Open Summit, evento dedicato al mondo dell’innovazione, svoltosi il 12 giugno a Firenze presso la stazione Leopolda ha partecipato anche Sporteams, giovane start-up (per approfondire) nata sul territorio di Bagno a Ripoli. L’azienda ha sviluppato una app dedicata alle associazioni sportive dilettantistiche (per approfondire). Questo permette loro di connettere i tesserati, tecnici e genitori alla società attraverso un canale unico di comunicazione, di far sì che la società stessa divenga un punto di riferimento per la comunità, di profilare tutti gli utenti.

StartupItalia è stato un palcoscenico importante per un’azienda pronta, dopo essersi radicata principalmente in Toscana e dopo aver raccolto le adesioni di società come Cattolica Virtus, Floria 2000, Belmonte, Pietrasanta, Pisa e altre, ad espandersi su tutto il territorio nazionale.

Da quando è nata Sporteams ha costruito un rapporto di collaborazione fattiva con la Lega Nazionale Dilettanti per lo sviluppo della piattaforma dedicata alla programmazione gare che in poco tempo ha coinvolto anche AIA Toscana per l’invio dei referti arbitrali.

L’ideatore Luca Bassilichi dichiara: <<Ringrazio gli organizzatori di StartupItalia e Confartigianato Firenze per averci scelto tra le start-up più innovative del territorio. Si tratta di un riconoscimento importante per il nostro lavoro e uno stimolo a proseguire il nostro percorso. Abbiamo inserito aggiornamenti significativi all’app per quanto riguarda veste grafica e user experience. Dopo i successi ottenuti quest’anno, siamo pronti a promuovere il nostro software a livello nazionale>>.