Sonia Martini, start-up consulente

start-up, sonia martini: “queste aziende hanno bisogno di uno specialista per orientarsi nella normativa. Sporteams…”

Sonia Martini, avvocato, specializzata in consulenza per aziende ha parlato dei problemi delle start-up a Sporteams. Sonia opera in un settore particolare, quello della contrattualistica, nel quale prende dimestichezza fin dall’apprendistato. Queste le sue riflessioni.

Come fa un’azienda giovane a orientarsi nella normativa? “Per orientarsi in una normativa c’è senz’altro la necessità di avvalersi di consulenti specializzati. A maggior ragione se si parla di aziende giovani e con poca esperienza di impresa. Del resto le start-up sono, in ogni caso, costituite con forma societaria e quindi è fondamentale conoscere le disposizioni che le regolano. Se poi invece i gestori della compagine hanno molta esperienza in ambito aziendale, come nel caso di Luca Bassilichi (per approfondire), è tutto molto più semplice perchè le dinamiche e le logice di impresa gli sono già ben note. Luca? L’ho conosciuto solo al momento della costituzione della start-up e mi è subito sembrato un imprenditore molto esperto e una persona molto in gamba”.

Una panoramica del settore delle start-up? “Le start-up innovative sono una grande opportunità che può addirittura influenzare la crescita economica del Paese. Infatti nuove attività, vuol dire creazione di posti di lavoro e di reddito; per questo l’Italia ha predisposto una serie di agevolazioni giuridiche e fiscali finalizzate alla creazione delle nuove società”.

Quindi serve uno specialista? “Con una consulenza specifica che parte da quando il potenziale imprenditore ha l’idea, l’opportunità può essere colta. Dico questo perché molto spesso non è come con Sporteams: di solito quando si tratta di start-up (per approfondire) innovative ci si trova a parlare di impresa con persone che non hanno esperienza in questo settore e che, probabilmente, fino a quel momento sono state impegnate in attività di altro tipo oppure sono giovani che per districarsi in questa materia hanno bisogno dei consigli di un esperto. Del resto la nuova società, dopo la sua costituzione, deve iniziare ad operare e deve lanciarsi in un mercato in cui anche gli investitori sono esperti del settore e cercano di tutelare il più possibile il loro capitale; proprio per questo aver predisposto uno statuto in maniera “personalizzata”, aver fatto scelte societarie giuridicamente corrette e aver creato, se necessario, una contrattualistica adeguata, può fare la differenza”.

Dopo la costituzione cosa offrite loro? “Dopo essere stata creata la start-up può andare incontro a diversi tipi di necessità. Si va, come in ogni altra società, dalle problematiche societarie, alle necessità contrattuali ai recuperi credito e così via. Se poi l’impresa decide di raccogliere fondi con l’equity crowfunding oppure, ad esempio di fare operazioni su proprie quote l’intervento di un consulente preparato diviene veramente indispensabile”.

Di Sporteams cosa ti ha colpito? “Sporteams è una start up che può senz’altro avere successo perché la compagine sociale è dinamica ed esperta e perchè il progetto è facilmente scalabile. Inoltre è stata costituita con atto pubblico e lo statuto redatto contiene accorgimenti che la rendono senz’altro appetibile al popolo degli investitori…. ma non è solo questo. Per fare impresa in Italia oggi ci vuole veramente tanto cuore e tantissimo coraggio,  e queste doti Sporteams le ha tutte”.

Wordpress Meetup Firenze

WordPress Meetup Firenze organizza un evento presso la sede di Sporteams.

HT Value e Sporteams sono lieti di ospitare WordPress Meetup Firenze mercoledì 18 settembre dalle ore 18:00 alle 20:00 presso la sede di via Vacciano 25 a Bagno a Ripoli. Durante l’evento saranno trattati i temi dell’e-commerce e dell’hosting.

Il WordPress Meetup Firenze è un evento periodico dedicato a tutti coloro che utilizzano la celebre piattaforma.

Si tratta di un’occasione importante per condividere con la comunità di WordPress le nostre conoscenze digitali. HT Value si occupa di consulenza in marketing 4.0 per le pmi, mentre la start-up Sporteams ha sviluppato un software per digitalizzare i processi gestionali delle società sportive.

Dietro questi progetti c’è Luca Bassilichi, imprenditore concretamente visionario con una solida esperienza alle spalle.

Un ringraziamento dunque a Saverio Zeni (per approfondire), coordinatore dell’evento e responsabile editoriale di OK! Mugello, con il quale Sporteams ha avviato una proficua collaborazione basata sulla comunicazione territoriale e lo sport, per l’opportunità di fare networking.

Gabriele Chiocchetti

Gabriele Chiocchetti: “Sporteams progetto ambizioso. Il concetto di business plan è superato per ogni azienda. Le start-up? Devono avere un modello finanziario flessibile”.

Gabriele Chiocchetti, socio di Sporteams e di Mercurio, azienda specializzata nella pianificazione finanziaria per le aziende.

Queste le sue parole a Sporteams.

Cosa ne pensi di Sporteams? Cosa ti ha convinto di questa start-up? “Secondo me è un progetto molto ambizioso ma molto valido (per approfondire). Con grandi possibilità di scalare, anche in fretta, un mercato che ha bisogno di un servizio del genere. Questo anche perché i soci sono in grado di attrarre personalità di alto livello e quindi definire di volta in volta il business”.

Di che cosa si occupa la Mercurio? “La Mercurio si occupa di seguire le start-up dal punto di vista finanziario, di definire il bisogno che hanno di finanziamento, monitorare costi ed entrate, di fare delle previsioni di carattere economico e finanziario. In generale di gestire in maniera efficiente l’azienda in modo da renderla attraente per gli investitori”.

Quali sono le richieste delle start-up? “Necessità di concentrarsi sul core business, sulla parte commerciale e tecnica demandando a dei professionisti quella finanziaria. avendo sempre l’esigenza di monitorare costantemente fabbisogni e impieghi del capitale disponibile”.

A quali criticità dal punto di vista finanziario vanno incontro? “Le start-up (per approfondire) hanno costantemente bisogno di denaro fresco. Per definizione una start-up è un’azienda che deve ancora farsi un mercato. Molto spesso non è in break even o quando lo è non ha dei flussi di cassa sufficienti a coprire i costi”.

Che cosa avete fatto nello specifico per Sporteams? “Abbiamo sviluppato un sistema di pianificazione economico-finanziaria, un sistema di tipo rolling, non rigido ma flessibile. Non è un business plan ma un sistema flessibile che costantemente viene aggiornato con le nuove previsioni e con i dati consuntivi. Ogni mese quando vengono inseriti i dati relativi a costi, ricavi, finanziamenti etc ricalcola il piano a quattro e anni e fornisce i dati previsionali. Noi riteniamo che il concetto di business plan sia superato per ogni azienda ma soprattutto per le start-up. Le start-up non devono avere un business plan ma devono avere un modello finanziario flessibile che si adatta alle esigenze dell’azienda e alle condizioni del mercato”.

Un caso di successo? “Un’altra start-up sempre nell’IT che si occupa di mappe digitali. Per questa abbiamo sviluppato un modello che oltre a fare ciò che avevamo previsto per Sporteams, visto che loro fanno ampio uso del CRM, abbiamo fatto un sistema che è agganciato al loro CRM e aggiorna in automatico le previsioni fino a quattro anni prendendo i dati dell’attività commerciale”.

Sporteams veste grafica

Una nuova veste grafica che rappresenta un’importante novità per la Lega Nazionale Dilettanti e le società sportive che hanno scelto Sporteams.

In vista dell’avvio imminente della nuova stagione sportiva, Sporteams è in procinto di lanciare un’importante novità sviluppata in questi mesi. Si tratta della nuova veste grafica (per approfondire) di due servizi che Sporteams offre.

Da un lato andrà a vantaggio della Lega Nazionale Dilettanti, con cui si è venuto a creare un rapporto proficuo, e dall’altro per le società sportive (per approfondire). Programmazione gare e la app Sporteams avranno quindi una nuova veste grafica. Questo per migliorare l’esperienza dell’utente semplificando ulteriormente i processi interni alle ASD e alla Federazione.

Una delle novità più significative del portale programmazione gare è quella relativa ad un’ottimizzazione dell’archivio. Una richiesta emersa nell’incontro presso la Lega Nazionale Dilettanti con gli impiegati dei comitati provinciali e recepita da Sporteams.

Entusiasta della novità l’ideatore di Sporteams Luca Bassilichi: “Finalmente abbiamo le soluzioni per una digitalizzazione a misura di ASD (leggi la sua intervista).

Parole cui fanno seguito quelle di Fabio Angelini, Segretario Settore Giovanile e Scolastico della FIGC Toscana: “Un altro piccolo passo verso le società. Si dice che la miglior cosa del futuro è che arriva un giorno alla volta”.

Saverio Zeni Ok Mugello

OK! Mugello, intervista a Saverio Zeni: “OK Mugello ha la testa nel digitale e i piedi nel territorio. Con Sporteams per fare un passo in più. ANSO…”

La rivoluzione digitale ha imposto anche al mondo dell’informazione di cambiare. Di adeguarsi alle nuove tecnologie. Per qualcuno è stato un problema. Per altri un’opportunità di tornare a fare informazione come si faceva prima. Queste le riflessioni di Saverio Zeni di Ok! Mugello (per approfondire).

Da cosa nasce OK! Mugello? “La scelta di fare informazione locale veniva da una richiesta del pubblico. OK! Mugello nasce dieci anni fa, a seguito del grande interesse per l’informazione locale e iperlocale che aveva già nel resto d’Italia una storia nata a metà degli anni ’90. Il mondo del giornalismo è cambiato molto soprattutto per due innovazioni: la prima è stata l’avvento del digitale, la seconda la diffusione degli smartphone. Questo ha portato ad un problema di riorganizzazione del ruolo del giornalista, a dover ripensare il rapporto tra informazione e lettori. I grossi gruppi si sono rinchiusi nelle redazioni lasciando i territori e affidandosi principalmente alle agenzie e comunicati. L’informazione locale e iperlocale ha coperto questa lacuna. Abbiamo reso dignità a quel tipo di informazione, basti pensare a semplici esempi come la tragedia del Ponte Morandi, dove i corrispondenti dei vari quotidiani online sono stati i primi a diffondere le notizie e in alcuni casi hanno collaborato con le testate nazionali. Il giornali online d’informazione locale si occupa del territorio, e trova terreno molto fertile soprattutto nelle provincie anziché nei grandi centri urbani, e questo è dovuto principalmente per il fatto che nelle provincie esiste ancora il senso di comunità. E questo si riflette nel giornale locale. E proprio per questo mi piace definire OK!Mugello, un giornale che ha la testa nel digitale e i piedi per terra. Abbiamo sviluppato e incentivato un forte rapporto che richiede rispetto da parte dei lettori e che ci impone di lavorare professionalmente. Il lettore vuole preparazione e cura anche nei giornali locali. Noi, di fatto, concorriamo con i grossi gruppi, a volte diventiamo loro corrispondenti. La linea editoriale di OK!Mugello è generalista, si parla di cronaca, economia, cultura e sport.

OK! Mugello ha una grande attenzione per lo sport. “Sì! Diamo molto risalto allo sport, tanto da aver creato appositamente una rubrica denominata “Sport & Sportivi”. Dato che il Mugello è un territorio di oltre 60 mila abitanti la cultura sportiva è molto viva ed effervescente. A tal proposito a titolo di esempio posso ricordare la Ultra Trail del Mugello, una corsa estrema sui crinali dei nostri Appennini per oltre 60 km, oppure la Ultra Trail Via degli Dei che ripercorre l’antica strada di collegamento tra Bologna e Firenze. Senza poi dimenticare che nel “mugello” esiste “Il Mugello” ovvero il circuito automobilistico  definito più bello al mondo”.

La nostra relazione con il territorio è tale che molti sportivi ci hanno chiesto di sostenerli e pertanto è diventata consuetudine vestire i colori di OK! Mugello. Il primo settembre, ad esempio, seguiremo uno sportivo che tenterà in bicicletta il record di dislivello in 24 ore: il passo della Sambuca su e giù. È un ex olimpionico che ogni anno effettua una gara fuori dagli schemi. Con Sporteams vogliamo fare un passo in più. Per fare lo sport in sicurezza e per abbracciare più persone possibile”.

Saverio, sei vicepresidente di ANSO. “Anso acronimo di Associazione Nazionale Stampa Online, associa solo editori digitali. Un editore digitale, per ANSO, è un imprenditore, una cooperativa o una associazione che ha una testata editoriale regolamento registrata al Tribunale di Competenza ed è iscritto negli elenchi del Registro degli Operatori di Comunicazione. La redazione deve essere composta da un Direttore Responsabile iscritto all’Albo dei Giornalisti e che produce almeno il 70% degli articoli pubblicati. Anso nasce per riunire realtà editoriali differenti, agenzie web che sono diventate editori o giornalisti che si sono reinventati editori online.

Adesso siamo un centinaio di soci con oltre 150 testate associate. Abbiamo come partner Google e Facebook Italia anche in ottica di combattere le fake news. È di un anno fa il riconoscimento da parte dallo Stato del giornalismo online, e abbiamo collaborato alla stesura di un Contratto Collettivo di Lavoro per il web.

Belmonte Calcio

Alessandro Barucci: “Vi racconto Bacheca Belmonte, precursore di Sporteams”

Alessandro Barucci, socio di Sporteams, lavora nel campo dell’informatica dal 1990. Il suo software, Bacheca Belmonte, è il precursore di Sporteams.

Queste le di Alessandro Barucci parole a Sporteams.

Da cosa nasce l’idea di Bacheca Belmonte? “L’idea della app mi è venuta come babbo. Da babbo di un figlio che ha fatto tutta la trafila calcistica, dai Pulcini agli Juniores, nella stessa società. Dopo essere stato coinvolto nella vita della società ho avvertito la necessità di semplificarne la gestione. Un sistema per la società. Alla base c’era un ragionamento: le società sportive dilettantistiche hanno la sindrome di Dorian Gray: I presidenti i dirigenti, i segretari invecchiano, ma i tesserati sono giovani e rimangono tali perché ogni anno entrano le nuove leve e quindi nuove generazioni. Avevo 40 anni. Adesso entrano i nativi digitali che hanno genitori che sono Millennials.

L’osservazione di questo mi ha portato a creare una piccola piattaforma per la gestione delle convocazioni. Era un primo tentativo di normalizzare la comunicazione di un evento ricorrente. Quello delle convocazioni era per genitori e giocatori un rito dopo l’ultimo allenamento della settimana: venivano scritte su carta ogni settimana e appese in una bacheca. Il primo nome dell’App era infatti Bacheca Belmonte (per approfondire). Poi ho conosciuto Luca Bassilichi che ha trasformato questa intuizione in un’idea imprenditoriale. Da lì poi abbiamo allargato la nostra collaborazione alla Federazione. Le funzioni della vecchia Bacheca Belmonte adesso rappresentano solo il 10% di Sporteams. Le nuove versioni sono state via via arricchite di nuove funzionalità grazie anche ai suggerimenti delle Asd che hanno iniziato ad usarla. Senza Luca sarebbe rimasta Bacheca Belmonte”.

Ci sono ancora delle resistenze da parte delle asd. “Le società devono rendersene conto. Nuove generazioni di ragazzi portano nuove generazioni di genitori. Ci sarà quindi sempre più richiesta di lavorare in un certo modo e di regolare i rapporti con gli strumenti digitali. Il mondo delle asd è indietro da questo punto vista ma le nuove generazioni lo porteranno avanti. Io non ho mai giocato a calcio mentre altri genitori sì. Quando mio figlio faceva le prime trasferte, non sapevo dove erano i campi di gioco. Oggi questo problema non esiste più. Oggi l’indirizzo del campo viene dalla Federazione e l’app lo apre in Google Maps e se il campo cambia, la app lo registra. Stiamo andando in quella direzione”.

Le asd sono centri di aggregazione per i giovani dove si ricrea un senso di comunità. “Pensiamo a quello che avviene nella scuola. Li i ragazzi stanno nella stessa scuola al massimo cinque anni, nella loro carriera sportiva la società invece potrebbe rimanere anceh la stessa dalle elementari alle superiori. Le società sono delle costanti, fidelizzano. La scuola con fatica si sta adeguando alle nuove tecnologie, ora tocca alle Asd (per approfondire) fare altrettanto. La asd avvicina, porta le persone a condividere  eventi  ed emozioni. Con quelli del calcio ci vediamo anche dopo le partite e a distanza di anni e hai modo di sviluppare rapporti duraturi. C’è anche un coinvolgimento emotivo notevole.

Quello che ci dicevamo sempre con Luca era: creiamo un canale digitale che unisca Società Atleti, Allenatori, Genitori ecc.. su cui andremo poi a veicolare sempre più informazioni ed integrazioni. I tesserati, i dirigenti, la segreteria: tutti questi attori, ogni settimana – le asd hanno processi settimanali – entrano in comunicazione ed hanno necessità di scambiare informazioni. Per queste comunicazioni ultimamente si usa spesso anche Whatsapp ma si è rivelato inadatto. Whatsapp è destrutturato; qualche società lo ha persino vietato: troppa comunicazione diventa cattiva comunicazione. Al contrario le società necessitano di un canale di comunicazione che sia mediato. Dalle convocazioni siamo passati ai certificati medici e ai documenti per i crediti formativi, al registro presenze allenamenti, ai pagamenti elettronici delle quote, ecc ed altro ancora stiamo preparando per la nuova versione”.

Fortunato Pigni, foto

Fortunato Pigni: “Kles nasce da una visione culturale dell’informatica. Sporteams…”

Fortunato Pigni, già docente di Informatica Generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Economia svolge attività di consulenza direzionale, di senior ICT ed e-learning consultant. Ha coordinato la scrittura di alcuni saggi tra cui “Dati e base di dati: il modello relazionale”, “La modellazione  dei dati e delle funzioni”.

Queste le parole del professor Pigni a Sporteams.

In una delle sue pubblicazioni si parla di governare i processi aziendali con ICT. Le andrebbe di approfondire? Ha un esempio di successo da raccontare? “Il libro è nato dalla constatazione della difficoltà di gestione del cambiamento nelle aziende con l’aiuto delle tecnologie digitali; ci siamo posti la domanda “perché? e come si può operare?” Da queste considerazione trae origine del libro. Questo si rivolge a coloro che partecipano alla definizione delle strategie aziendali, approvano gli investimenti e i progetti ICT e hanno la responsabilità di Project Manager aziendale, non tecnologico, nella conduzione di progetti complessi.

A loro il libro presenta in modo sintetico, ma esaustivo, gli elementi essenziali perché il Manager possa, così come gli è abituale nel settore di cui è responsabile, conoscere il contesto, le metodologie, le best practices e, soprattutto, i fattori critici di successo del progetto ICT che devono guidare. Sono stati scelti alcuni tra i principali temi dell’innovazione tecnologica in azienda. Ogni argomento è presentato da un autore che opera in organizzazioni pubbliche o private con il ruolo di top o middle manager, ed ha quindi una responsabilità diretta di conduzione di progetti, anche complessi.

Per ogni argomento abbiamo cercato di dare un messaggio completo ma in poche pagine utilizzando un metodo di successo, il modello noto come 5W1H (who, what, why, when, where; how), privilegiando in particolare what (il significato e i contenuti del tema in oggetto), why (perché conviene) e how (quali sono le modalità, le linee di riferimento, e gli errori da evitare). E’ difficile dire se il libro è servito alla gestione di progetti informatici di successo; posso solo dire che in più aziende che ho avuto occasione di visitare, ho trovato il libro presente nella (usualmente piccola) libreria dei manager aziendali.   

Una importante creazione è stata quella di Kles Informatica. Da dove siete partiti? “KLES nasce con una visione “culturale” dell’informatica. Per culturale si intende che era tempo di privilegiare i contenuti, avviare il cambiamento con un processo di tipo discontinuo al posto di continuare lo sviluppo con modifiche e adattamenti. Un quest’ottica la scelta è stata, ovviamente in aggiunta alla gestione dei sistemi informativi tradizionali, quella dell’open source con particolare attenzione al mondo della Formazione (l’e-learning).  e delle relazioni Azienda-Cliente (il CRM, Customer Relantiosnship Managent). Nell’e-learning, Kles ha contribuito allo sviluppo del più importante Learning Management System (LMS) italiano e ha sviluppato numerosi progetti di successo

Professor Pigni, quali sono le criticità che ha avuto occasione di incontrare negli ultimi anni nel settore della Formazione?

Cito i più significativi:

  • La separazione Scuola – Azienda. In realtà, al di là delle dichiarazioni di tipo “politico” abbiamo un grosso divario; i due mondi sono separati e non hanno nessun coordinamento. Il risultato è che l’Industria 4.0 cerca persone che però non si trovano. Non si trovano perché i numerosi giovani senza lavoro, non sono stati preparati dal mondo scolastico.
  • La visione miope delle aziende verso la formazione. Questo perché l’azienda, soprattutto se è di piccole dimensioni, ritiene la formazione un costo e non una opportunità di crescita per il dipendente che dell’azienda che avrà a disposizione un personale più qualificato. Oggi, è doveroso riconoscerlo, il processo sta migliorando; ma va comunque meglio organizzato e sostenuto anche da punto di vista tecnologico
  • La lentezza dell’utilizzo delle tecnologie e-learning 4.0. La richiesta ancora contenuta e casuale (solo al verificarsi di eventi sponsorizzati) ha rallentato il cambiamento degli strumenti e-learning. Il digital learning, la realtà virtuale (VR), la realtà aumentata (AR), il micro e-learning, ecc. sono nuove possibilità di formazione che sono da considerarsi fattori abilitanti di ridurre il gap formazione – società civile.

Conosce Sporteams? La app che secondo alcuni “intercetta un’esigenza del mercato” (cit. Cristiano Perrotti) “Ho conosciuto Sporteams grazie a Kles informatica che ha iniziato con loro una proficua collaborazione. Hanno affrontato una serie di tematiche che vanno dall’e-learning alle più innovative tecnologie dell’IoT. Per l’e-learning si tratta di documentare il software e la APP di Sporteams in modo che gli utenti sparsi su tutto il territorio nazionale possano effettuare attività formativa sull’utilizzo del sistema. Questo per snellire la struttura dell’azienda che quindi può dedicarsi maggiormente all’attività commerciale. Per quanto riguarda l’innovazione, invece, Kles e Sporteams stanno collaborando alla realizzazione di un progetto di Proximity Marketing nel mondo dello sport che deriva dall’esperienza di Kles in progetti similari svolti in altri ambiti”.

Fabio Zucconi

Fabio Zucconi: “ASD? Un mondo variegato. Importante puntare sulla tracciabilità. Passare ad associazione di promozione sociale…”

Fabio Zucconi, commercialista e revisore contabile, è titolare dell’omonimo studio. Oltre all’assistenza tributaria, lo studio è specializzato nella consulenza contabile e fiscale per le associazioni sportive dilettantistiche. Sono due aspetti che restano problematici per le asd.

Queste le parole che ha rilasciato a Sporteams.

Quali sono le principali problematiche cui vanno incontro le asd? “Quello delle asd è un mondo ampio e variegato al suo interno. Ci sono realtà rimaste più indietro ed altre invece molto più professionali e precise. Per questo sono portatrici di istanze e problematiche differenti. Capita per esempio che qualcuna di queste abbia scaricato direttamente da internet una bozza di statuto senza conoscere ciò che prevede e che poi si ritrovi con obblighi e scadenze di cui non era a conoscenza. Oppure che facciano confusione tra consiglio direttivo e assemblea dei soci e che venga redatto un verbale dell’assemblea dei soci quando dovrebbe essere del consiglio direttivo e viceversa. In ogni caso, quando si rivolgono a noi, partiamo da un’analisi a 360°”.

Nella Legge di Bilancio 2018 è stato introdotto il bonus sport. Può essere utile per intervenire sugli impianti sportivi? “Si tratta di una novità molto importante in tempi di ristrettezze economiche. L’incentivo fiscale è sicuramente un elemento di aiuto per le associazioni sportive, che però devono essere messe a conoscenza di questi strumenti, alternativi alle classiche sponsorizzazioni, che spesso sono ignorati. Dopo l’introduzione nel 2018, la Legge di Bilancio 2019 lo ha riproposto. Una prima finestra è stata dal 4 giugno al 4 luglio mentre una seconda sarà in autunno. Di questa agevolazione sotto forma di credito di imposta potranno usufruire le persone fisiche e gli enti non commerciali e i titolari di reddito di impresa. Grazie al bonus è possibile recuperare il 65% del valore delle erogazioni liberali effettuate. Le donazioni si possono destinare alla manutenzione, al restauro e addirittura alla realizzazione di nuovi impianti.

Detto questo, c’è anche un altro aspetto.

“Altro elemento sempre di attualità è quello correlato alla tracciabilità dei pagamenti. La combinazione tra la posizione assunta dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n.18 del 2018 e la necessità di tenere buone prassi di gestione amministrativo-contabile pone una sorta di obbligo di tenere un dettagliato libro-cassa e suggerisce di limitare al massimo grado l’utilizzo del contante che invece è ancora molto diffuso tra le associazioni sportive dilettantistiche. L’adozione di questa prassi rappresenta anche un modo per prevenire ed evitare possibili rilievi dell’Agenzia delle Entrate che potrebbero esserci in futuro”.

La riforma del Terzo Settore ha introdotto diverse novità. Grazie a questa sarebbe vantaggioso diventare APS (Associazione Promozione Sociale)? “Non è detto che sia per forza vantaggioso. Dipende da ogni singolo caso e soprattutto dall’entità delle entrate commerciali che ognuna delle asd raccoglie. In effetti l’iscrizione al Registro del Terzo Settore in qualità di APS comporterebbe l’obbligo di abbandonare il regime previsto dalla legge 398 del 1991 che rimane ad oggi in linea generale l’agevolazione più conveniente per le asd. La legge di riforma per il terzo settore ha previsto un regime molto conveniente che potrebbe competere con quello della legge 398/91 ma si applica solo alle APS che hanno entrate commerciali fino a 130.000 euro”.

Fabio Zucconi contribuisce al blog di Sporteams. Questi i suoi contributi.

Cristiano Perrotti, Kompetento

Kompetento, Cristiano Perrotti: “Sporteams? Risponde ad un’esigenza del mercato. Le Asd hanno un problema di gestione della privacy. In Lombardia…”

Cristiano Perrotti, consulente di formazione bocconiana, partner di Kompetento, società che opera nel settore della consulenza direzionale specializzata nell’attività di compliance (privacy e sicurezza dei dati) ha parlato a tutto tondo.

Queste le parole che il consulente di Kompetento ha condiviso con Sporteams.

Lunga esperienza in Kompetento. Perché le start-up nascono e chiudono con tanta velocità? Quali problemi incontrano? Qual è una start-up di successo? “Le criticità emergono strada facendo (per approfondire). Sono le problematiche del day-by-day che spengono l’entusiasmo dell’inizio. Ciò che più penalizza questa forma di aziende è l’accesso al credito. Le banche difficilmente tendono a investire in imprese che non offrono garanzie. Al potenziale rischio preferiscono la sicurezza. Queste componenti spesso strangolano l’iniziativa. Ci vuole tempo perché anche le buone idee maturino e per chi non ha spalle larghe spesso soccombe. C’è da dire però che non tutte le idee sono idee di successo. Sporteams invece coglie un’esigenza reale del mercato. È vero che ci sono dei prodotti simili ma restano di nicchia. È un’innovazione di processo. Stiamo parlando di un gestionale in un settore che non aveva mai conosciuto la digitalizzazione. Avaro di cambiamenti. Dove ancora si archiviano dati sensibili con Excel. Oltre ad offrire una soluzione che non costa molto e che consente di semplificare alla radice, permette di attivare un circolo virtuoso intorno alle società sportive. Le società sportive sono brave nell’arte di arrangiarsi ma fino ad oggi non gestivano in maniera professionale né la comunicazione, spesso condotta tramite Whatsapp, né un aspetto determinante come la privacy”.

Si è accennato a Sporteams. In questa prima fase molte società in Toscana, basti pensare al Pisa Calcio o al Belmonte, vi hanno aderito. Sarebbe pensabile esportare questo gestionale anche in altre regioni? “Sì per esempio la Lombardia che da questo punto di vista è assolutamente ricettiva. Ogni anno si riscontrano difficoltà nella gestione dei tesseramenti e nell’organizzazione della stagione sportiva. Tutto è fatto e gestito con strumenti ancora parziali. Ci sono ASD (per approfondire) con numeri incredibili: tanti bambini, tante famiglie ma anche tante problematiche su cui poter lavorare. È un settore in cui si devono e possono fare molti passi in avanti nell’organizzazione delle attività”.

C’è qualcosa che si può fare in più per sostenere le start-up dal lato delle politiche pubbliche come fanno altri paesi? “Basterebbe semplicemente una gestione più snella e i risultati arriverebbero sicuramente. I meccanismi di erogazione dei fondi, ciò di cui le start-up hanno più bisogno per sopravvivere, sono troppo complessi. Senza dimenticare il lato dei rapporti con le Università. Si tratta di iniziative sporadiche – alcune di successo vedasi incubatore del Politecnico di Milano – ma in generale politica generale poco strutturata e senza coordinamento centrale. In altri Paesi ciò avviene in maniera più strutturata”.

Per le società sportive uno dei punti dolenti è la gestione dei dati sensibili e della privacy. “Noi di Kompetento siamo intervenuti in situazioni simili a quelle delle società sportive dilettantistiche. Nel caso delle asd abbiamo preparato un piano operativo della privacy di buone prassi procedurali che aiutano ad una gestione sana. Il tutto insieme a Sporteams. Pensiamo solo ad un certificato medico, che contiene informazioni particolari e che con Sporteams viene tradotto in forma digitale. Sporteams aiuta anche nell’archiviazione documentale e nella produzione di notifiche e controlli su scadenze e rinnovi. I certificati oggi sono gestiti spesso manualmente, senza nessun controllo in tema di privacy e con processi demandati esclusivamente all’iniziativa del personale di segreteria. Con Sporteams tante di queste problematiche possono essere risolte per indirizzare la asd ad una gestione sana. Kompetento fornisce un kit completo su come gestire in maniera procedurale la privacy. Per tornare a Sporteams, la chat contenuta nel gestionale è un modo corretto, una chat mediata un canale unidirezionale o bidirezionale, per gestire la comunicazione all’interno della società”.

Avete deciso di prendere la concessione di vendita di Sporteams. Cosa vi ha convinto a credere in loro? “Il settore in cui operano mi piace. Ho conosciuto Luca Bassilichi e i ragazzi dell’azienda che hanno voglia di fare e mi sono piaciuti. Esistono dei prodotti simili ma troppo elevati. Il mercato invece richiede un prodotto come questo. Una collaborazione tra Kompetento e Sporteams può portare a importanti risultati”.

Pisa Calcio

Pisa Calcio, Giovanni Riccio (settore giovanile): “La piattaforma Sporteams molto utile per la gestione. il nostro obiettivo? formare giovani di qualità. Il derby con il Livorno…”

Il Pisa Calcio ha conquistato la promozione in Serie B nello spareggio con la Triestina. L’inizio della stagione si avvicina e la società nerazzurra è anche molto attiva sul mercato. Il Pisa Calcio ha anche avviato una sperimentazione, negli ultimi mesi della passata stagione, della piattaforma Sporteams.

Giovanni Riccio, responsabile segreteria settore giovanile, ha parlato a tutto tondo con Sporteams.

L’impiego della tecnologia nel calcio è ormai una necessità. Come vi siete trovati con la programmazione gare? “Sicuramente è stato utile. Ci ha aiutato tantissimo a gestire e programmare le gare. A mio parere ci è stato d’aiuto perché prima era tutto più complicato e lento. Si dovevano fare telefonate, aspettare ore. Adesso riusciamo a organizzare il tutto in maniera più snella. Ci permette di interagire direttamente con i genitori e gli atleti ed è importante. Per questo abbiamo deciso di continuare il rapporto con Sporteams e abbiamo già rinnovato la collaborazione. La nuova settimana partirà la nuova versione della app. Credo che sarà ancora meglio”.

Cosa potrebbe migliorare nel software Sporteams? “Al momento il sistema è abbastanza soddisfacente. Non ho riscontrato difficoltà insormontabili. Le uniche criticità erano sulla programmazione gare (per approfondire). Più che problemi si trattava di migliorare alcuni aspetti che poi sono stati colti”.

Giovanni Riccio, Pisa Calcio
Giovanni Riccio, responsabile segreteria settore giovanile Pisa Calcio.

Obiettivi del settore giovanile del Pisa? “All’interno abbiamo tutte le categorie. Primavera, U15, U16, U17, Allievi nazionali. Fino ad arrivare ai giovanissimi: ai primi calci. Obiettivi della Primavera? Si sta lavorando per una squadra quanto più possibile competitiva per la categoria in cui si trova. L’obiettivo non può essere vincere ma creare giocatori di qualità. Le soddisfazioni sono quando un giocatore che ha fatto la trafila nelle nostre giovanili approda in prima squadra o in una squadra equivalente. Arrivare al livello di squadre come Fiorentina od Empoli è ancora difficile per adesso”.

Sarebbe benefico creare una filiera corta tra società toscane? “C’era e c’è tuttora un rapporto sviluppato in questo modo. Attraverso una serie di scambi e una fattiva collaborazione. È un rapporto che si è andato stabilizzando negli anni tra società toscane”.

Il Pisa Calcio, dopo due anni di assenza dalla serie cadetta, ritrova il Livorno. Non è solo una partita. “Dobbiamo parlare solo della rivalità calcistica. Mentirei a me stesso dicendo che non c’è nient’altro in quella partita ma dobbiamo pensare solo al campo e al lato sportivo. L’obiettivo è di fare meglio. Avevamo però le categorie inferiori. Sarà una sana competizione e questo è uno di quei valori che vogliamo insegnare ai ragazzi. Tolleranza zero verso comportamenti sbagliati: lo insegniamo ai ragazzi e ancor prima ai genitori che spesso sono i più accesi”.