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Kles, L’amministratore Gianni Biagi: “Due progetti mi hanno reso molto orgoglioso. La trasformazione tecnologica? Bisogna tener conto anche del sociale. Sporteams…”

Kles è un’azienda fondata nel 2004, si occupa di informatica a 360° con una spiccata  specializzazione sull’e-learning, nei corsi on-line e, in genere, con i prodotti anche open source certificati e/o standard di mercato. Si tratta dei prodotti CRM per la gestione Marketing, e OTRS,  per la gestione del help desk e IT Service Management.

L’inizio di questa storia si deve ad una stretta collaborazione ultradecennale con il professore dell’Università Cattolica Fortunato Pigni (per approfondire). Sempre nel 2004 Gianni Biagi, dopo alcuni mesi di lavoro, ne rileva tutte le quote. A novembre del 2019 festeggerà i 15 anni di questa avventura.

Fino dai primi anni Kles ha iniziato una partnership abbastanza forte con Docebo, società oggi multinazionale leader nel settore, fondata da Claudio Erba (laureatosi proprio con il professor Pigni, il quale ha suggerito il nuovo nome del prodotto stesso che originariamente si chiamava Spaghetti.learning). In quel periodo Kles ha contribuito allo sviluppo del software con nuove funzionalità richieste dai suoi clienti. Kles è quella che viene denominata “un’azienda in rete”, organizzata a rete, senza dipendenti diretti,  ma con una significativa e diversificata rete di collaboratori che vengono attivati a seconda dei progetti.

Queste le riflessioni che Gianni Biagi ha voluto condividere con Sporteams.

Quali sono le opportunità tecnologiche che la Vostra azienda permette ai clienti di cogliere? <<Lo facciamo restando sempre al passo con lo sviluppo tecnologico perché abbiamo la fortuna di avere clienti con esigenze in costante evoluzione. Uno stimolo ad aggiornarsi costantemente. Il nostro progetto quindi è sviluppato su misura per ogni singolo caso. Anche per quanto riguardo la parte dell’e-learning – abbastanza standardizzata per sua natura – riusciamo a cucire un percorso formativo specifico su misura per gli utenti. Mi fa piacere raccontare un progetto. Da tanti punti di vista lo ritengo il migliore. Siamo andati a presentarci ad un potenziale cliente, l’agenzia per la formazione dell’Asl di Empoli che stava studiando come creare un percorso e-learning. Uno di loro aveva visto la nostra piattaforma in un’altra realtà sanitaria. Il loro intento era di permettere a chi aveva un diploma professionale per infermieri, tecnici radiologi e della prevenzione, attraverso due anni di corsi on-line, in accordo con la Facoltà di Medicina dell’Università di Firenze, di ottenere i crediti formativi necessari per discutere colmare il gap formativo e metterli in condizione di discutere una tesi di laurea. In poco più di un anno abbiamo realizzato tutti i corsi previsti per questo percorso, circa 150 ore per ognuno. Solo con il primo passaggio si sono laureati 442 tecnici della prevenzione. Ancora oggi lo considero un fiore all’occhiello. Oggi quella agenzia continua a fare formazione. Gli iscritti alla piattaforma sono più di trentamila utenti, con oltre 55000 iscrizioni (più di un corso per utente ndr)>>.

Opportunità o problema. Come si governa la trasformazione digitale? <<Quello dell’erosione di alcuni posti di lavoro è il rovescio della medaglia di questo nostro bellissimo lavoro. Quando ho iniziato, ormai oltre 40 anni fa, la nostra ispirazione era migliorare il lavoro delle persone. Grazie alla tecnologia si riesce a migliorare significativamente certi processi e ad automatizzarne altri. Si finisce poi però per fare i conti con la riduzione dei posti di lavoro permessa da questi sviluppi. Un esempio: sono anni che propongo i corsi di recupero scolastici estivi – che alcune volte sono piazzati quando i genitori sono in vacanza – in e-learning. Si scopre però che se apri le scuole guadagnano i bidelli, gli insegnanti e tutto il sistema. Quindi ci sono delle resistenze, del tutto comprensibili, delle forme di auto-difesa del sistema. Devo dire però che, per parlare di vero successo, nel business-plan di un’azienda non può esserci solo il lato speculativo ma dovrebbe trovare spazio anche un aspetto più “sociale”>>.

Dei vari progetti, sviluppati in una pluralità di settori, che avete portato a termine ti andrebbe di parlare di uno particolarmente stimolante o significativo? << I lavori significativi che ci hanno dato soddisfazioni per fortuna sono stati diversi, ma siccome bisogna sempre guardare al futuro e non al passato (se non per capire gli errori fatti) se mi permetti ne cito due. Uno completato un po’ di tempo fa che riguarda il settore della giustizia, ed il prossimo progetto che andremo a realizzare (perché è in corso di approvazione in questi giorni il prototipo). Il primo progetto si chiama S.ESP.IUS (Sistema Esperto di supporto alle decisioni per la Giustizia); si tratta di un sistema esperto a supporto delle decisioni, degli attori della giustizia (magistrati, cancellieri, avvocati, consulenti, ausiliari del giudice), degli esperti giuridici, del mondo accademico e dei legislatori ovvero a beneficio dei cittadini in ambito civile. Per “sistema esperto” è da intendersi un complesso di funzionalità evolute, connesse fortemente al dominio giustizia, al cui interno sono integrate le tecnologie necessarie alla creazione di una rete informativa permanente a supporto dei suddetti attori su quattro aree tematiche: decisioni giurisdizionali; attività organizzativa degli uffici giudiziari; attività legislativa; formazione giuridica permanente. Il sistema trae origine da una knowledge base costituita dalle informazioni contenute nei già esistenti registri informatizzati di cancelleria utilizzati presso gli uffici giudiziari nonché dagli atti e documenti processuali, prodotti già allora in formato elettronico dai vari attori del processo e archiviati nel fascicolo informatico. In definitiva un utilizzatore, attraverso la digitazione di un quesito in linguaggio naturale, riceve tutte le risposte degli argomenti che riguardano la sua richiesta: sentenze, giudizi, ecc. Il secondo progetto di cui voglio parlarti riguarda una tecnologia più innovativa che rientra nell’ambito dell’IoT (il cosiddetto Internet delle Cose) e che dovrà permettere a coloro che transitano nei dintorni di un luogo di un certo interesse (permettimi di rimanere vago per ovvi motivi) di ricevere una sorta di invito ad approfondire la conoscenza di questo luogo che altrimenti per lui rimarrebbe, molto probabilmente, sconosciuto. Per coloro che decideranno di approfondire la conoscenza del luogo utilizzeranno una APP dedicata ad una certa serie di peculiarità e caratteristiche del luogo adeguatamente rappresentate al suo interno; con una determinata serie di servizi disponibili sempre via APP. Per il momento non posso dirti altro>>.

Avete avviato un percorso comune anche con Sporteams. Come si sviluppa la collaborazione con questa start-up? <<La collaborazione è nata con un progetto, sempre in ambito sportivo scolastico; visto anche la concomitanza di lavori pregressi in ambito sportivo in generale fra le due aziende. Sono stato incaricato di valutare qualcosa da realizzare per un determinato contesto e quindi suggerii la creazione di una WebAPP per la gestione di alcune gare, le finali nazionali scolastiche di alcuni sport (7 sports per un totale di 1.118 studenti atleti partecipanti), che si sono svolte a maggio a Massa. Questa WebAPP avrebbe dovuto permettere ai genitori, ai parenti, ai compagni di scuola (ed in generale ai conoscenti degli studenti che vi partecipavano) di poter vedere tramite diretta Facebook le prestazioni dei propri figli e/o conoscenti ed in generale tutto l’andamento di questo evento (risultati, classifiche, ecc…). Al termine dell’evento abbiamo contato oltre 65mila visualizzazioni delle dirette trasmesse durante i tre giorni di gare. Devo dire che, nonostante il poco tempo che avevamo a disposizione e, soprattutto, il budget molto ridotto a disposizione, Sporteams ed HT Value (che fa parte dello stesso gruppo) hanno svolto un eccellente lavoro dimostrando oltre che alta professionalità dal punto di vista tecnologico, anche una spiccata capacità organizzativa. Siamo ricorsi per esempio al meccanismo alternanza scuola lavoro per gli operatori che hanno realizzato le dirette contribuendo anche alla loro crescita professionale perché adeguatamente preparati da specialisti del settore alcuni giorni prima dell’evento. Approfitto dell’occasione per un doveroso ringraziamento ufficiale>>.

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