Imposta di bollo sui conti correnti, i consigli di Fabio Zucconi alle asd.

Sporteams ospita i contributi di Fabio Zucconi, commercialista e revisore contabile specializzato nella consulenza per le asd. Questo su come risparmiare sull’imposta di bollo sui conti correnti.

“Le associazioni e società sportive, come ogni soggetto diverso da una persona fisica che dispone di un conto corrente bancario, da molti anni devono pagare il bollo sugli estratti conto per un importo pari a 100 euro all’anno per ogni conto corrente di cui dispongono.

Questa imposta viene addebitata dai diversi istituti bancari con le più varie scadenze nel corso dell’anno e può generare un esborso anche rilevante per le società che abbiano rapporti con più di una banca e magari dispongano anche di conti correnti di appoggio per finanziamenti o anticipi fatture o altre esigenze.

Come è noto dal primo gennaio del 2019 è stata introdotta una nuova disposizione che esonera le società sportive dilettantistiche iscritte al Registro del CONI dall’imposta di bollo su una pluralità di atti e documenti.

In particolar modo la legge di bilancio per il 2019. Questa aveva previsto l’esonero dal pagamento delle imposte di bollo per “atti, documenti, istanze, contratti, nonché copie anche se dichiarate conformi, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioni”.

Come comportartsi in caso di sporsorizzazioni all’estero?

Ora una interpretazione fornita recentemente dall’Agenzia delle Entrate tramite la Risposta all’interpello numero 361 del 2019 ha esplicitamente riconosciuto che gli estratti di conto corrente possono fruire dell’esenzione dall’imposta di bollo in forza della norma contenuta nella legge di bilancio per il 2019

A fronte delle prime richieste formulate alle banche è emerso che i vari istituti di credito hanno procedure diverse per riconoscere l’esonero dell’imposta di bollo, ma al termine di una breve istruttoria si ottiene comunque, normalmente senza particolari difficoltà, il riconoscimento dell’esenzione.

È quindi opportuno che le associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte al Registro CONI procedano senza indugi a rivolgere alle banche con cui intrattengono rapporti di conto corrente la richiesta di esonero dall’imposta di bollo corredandola con la produzione di copia del certificato di iscrizione al Registro CONI. In tal modo si potrà ottenere una riduzione immediata del costo di tenuta del conto corrente”.

Lo Studio Zucconi ha inaugurato un nuovo servizio.

Check-up asd: è questo il nuovo servizio offerto dallo Studio Zucconi.

Lo Studio Fabio Zucconi inaugura un nuovo servizio per le asd. Si tratta del Check-up asd che permetterà di capire se si è in regola con gli obblighi fiscali e amministrativi.

Il commercialista Fabio Zucconi contribuisce al blog di Sporteams con interventi precisi e utili. Da come trattare i proventi dalle attività di somministrazione, agli acquisti all’estero passando per gli adempimenti per il registro CONI 2.0.

Di seguito cosa prevedere il servizio Check-up asd.

“Lo studio ha implementato un nuovo servizio offerto a tutte le associazioni sportive dilettantistiche che consiste in una revisione completa del corretto adempimento dei principali obblighi fiscali e amministrativi.

Per lo svolgimento del servizio vi verrà fornito un elenco di documenti che ci dovranno essere resi disponibili in copia. Lo studio procederà quindi ad un’analisi completa della documentazione ricevuta e fornirà una relazione contenente una descrizione delle attuali modalità di svolgimento dell’attività amministrativa con l’indicazione delle modifiche necessarie o comunque ritenute utili.

A Sporteams Fabio Zucconi ha parlato a 360° delle asd.

Dall’esito degli approfondimenti contenuti nella relazione l’associazione potrà rendersi conto di tutte le eventuali criticità insite nell’attuale assetto amministrativo e fiscale. Dopo avere adottato le misure che verranno consigliate, potrà ridurre sensibilmente qualsiasi rischio di essere sanzionata ed in ogni caso avrà predisposto documentazione utile e decisiva per contestare qualsiasi rilievo degli organi accertatori con evidenti risultati in termini di minori rischi patrimoniali per l’associazione e per le persone fisiche che rispondono per conto dell’associazione stessa (principalmente quindi per il Presidente – legale rappresentante)”.

Il servizio dello Studio Zucconi nel dettaglio.

Trattamento delle sponsorizzazioni dall’estero per le asd, i consigli di Fabio Zucconi in regime di legge 398/1991.

Sporteams ospita i contributi di Fabio Zucconi, commercialista e revisore contabile specializzato nella consulenza per le asd. Questo il suo intervento sul trattamento delle sponsorizzazioni dall’estero.

“Nel caso di fattura attiva di sponsorizzazione a soggetto estero la società sportiva dovrà emettere una fattura senza l’applicazione dell’IVA e dovrà indicare nella fattura la dicitura “Operazione non soggetta ad IVA – articolo 7-ter D.P.R. n.633/1972” nel caso di committente extra-UE o “Operazione verso committente UE soggetta a inversione contabile– articolo 7-ter D.P.R. n.633/1972” nel caso di committente comunitario.

Se la prestazione è rivolta a committente comunitario si dovrà preliminarmente verificare che la partita IVA del committente estero sia presente nella banca-dati VIES e la stessa società sportiva dovrà preliminarmente essere iscritta o richiedere l’iscrizione a tale banca-dati.

Ciò premesso, una volta emessa la fattura, si dovrà procedere alla compilazione del Registro IVA minori. Si ritiene che l’importo del prezzo della sponsorizzazione oggetto di fatturazione vada inserito nella colonna “Operazioni non rilevanti ai fini IVA”. In questo modo questa operazione non genererà alcun debito di IVA.

Fabio Zucconi ha dato un consiglio anche sugli acquisti all’estero.

È importante tenere in considerazione che in questo caso l’associazione sportiva  ha una riduzione dei propri proventi rispetto alle sponsorizzazioni effettuate nei confronti di soggetti nazionali pari all’11% del prezzo della sponsorizzazione. Infatti, nel caso di sponsorizzazione con committente nazionale, l’associazione sportiva avrebbe dovuto versare l’IVA nell’ambito della liquidazione trimestrale per un importo pari alla metà dell’IVA esposta in fattura (con aliquota al momento pari al 22%) e l’altra metà dell’IVA sarebbe stata trattenuta.

C’è un modo per risparmiare sull’imposta di bollo.

Per la compilazione della dichiarazione dei redditi invece il provento derivante dalla attività di sponsorizzazione, che pure non rileva ai fini dell’IVA, risulta imponibile. Tale importo deve concorrere alla somma dei proventi da indicare al rigo RG2 del Modello Redditi ENC per le associazioni sportive dilettantistiche e al rigo RF70 del modello Redditi SC per le società sportive dilettantistiche a responsabilità limitata”.

Lo Studio Fabio Zucconi offre molti servizi alle asd.

Acquisti all’estero: i consigli di Fabio Zucconi alle asd in regime di legge 398/1991.

Sporteams ospita i contributi di Fabio Zucconi, commercialista e revisore contabile specializzato nella consulenza per le asd. Questo il suo intervento su come ovviare ad una normativa particolarmente complessa per le asd in caso di acquisti all’estero.

“La normativa che disciplina gli aspetti fiscali delle transazioni sovrannazionali è particolarmente complicata e farraginosa. Questa rende le transazioni delle società sportive con fornitori o clienti internazionali meno conveniente rispetto a quella con una controparte nazionale e particolarmente complessa con riferimento agli adempimenti richiesti.

Leggi il contributo di Fabio Zucconi sui proventi da attività di somministrazione.

In effetti nel caso di acquisti di beni o servizi da un fornitore estero (es. acquisti tramite internet) la società sportiva dovrà svolgere una serie di adempimenti particolarmente gravosi.

  1. Iscrizione alla banca-dati VIES.
  2. Ricezione dal fornitore estero di fattura senza l’applicazione dell’IVA con obbligo di integrazione e applicazione del regime dell’inversione contabile (per operazioni intra-comunitarie) o obbligo di emettere autofattura (per operazioni extra-UE) con aggiunta dell’IVA determinata in base alle aliquote e alla normativa fiscale italiana.
  3. Protocollazione e archiviazione della fattura integrata o dell’autofattura.
  4. Compilazione del Registro Iva minori.
  5. Liquidazione dell’IVA trimestrale con versamento dell’IVA sull’acquisto effettuato all’estero.
  6. Compilazione e trasmissione dei dati relativi alle operazioni con l’estero. Il cosiddetto esterometro.

Nel caso in cui l’acquisto dal fornitore estero fosse invece destinato esclusivamente all’attività istituzionale la procedura prevede altri adempimenti in sostituzione di quelli sopra indicati con d) e) e f).

d2) Utilizzo di un registro IVA specifico per le integrazioni delle fatture estere o le autofatture.

e2) Versamento dell’imposta dovuta, non più all’interno della ordinaria liquidazione trimestrale dell’IVA, ma con modalità specifiche.

f2) Nel solo caso di acquisti intra-comunitari, presentazione di un’ulteriore dichiarazione mensile denominata INTRA-12.

Come si vede quindi una banale operazione di acquisto che se fosse stata effettuata da un fornitore italiano avrebbe avuto come unico obbligo quello di conservare copia della fattura e numerarla progressivamente genera in caso di acquisto da fornitore estero una serie di incombenze particolarmente gravose che richiedono l’assistenza di un professionista e assoggettano al rischio di sanzioni in caso di errori nell’adempimento.

Leggi il contributo di Fabio Zucconi sul registro CONI.

Tutto ciò premesso si ritiene che, salvo acquisti di beni o prestazioni di servizio particolarmente importanti che abbiano caratteristiche assai migliori rispetto ai prodotti che potrebbero essere acquistati presso fornitori italiani, ben difficilmente si avrà convenienza ad effettuare acquisti all’estero data la quantità di adempimenti che questa operazione rende necessaria.

Una soluzione alternativa consiste nel delegare l’acquisto ad una persona fisica (residente in Italia) che successivamente rivenda il bene alla società sportiva.

Visita il sito dello Studio Fabio Zucconi per conoscere i servizi offerti alle asd.

Registro CONI, foto da ASI Lombardia

Registro CONI: i consigli di Fabio Zucconi quando non si ha l’atto costitutivo originale della asd.

Sporteams ospita i contributi di Fabio Zucconi, commercialista e revisore contabile specializzato nella consulenza per le asd. Questo il suo intervento su come ovviare alla mancanza di una copia originale dell’atto costitutivo necessaria per il Registro CONI 2.0.

“Le associazioni e società sportive affiliate alla FIGC-LND devono seguire la procedura messa a punto dalla Federazione per l’aggiornamento della propria posizione sul Registro CONI 2.0. A tal fine è necessario caricare sul portale della LND alcuni documenti tra i quali lo statuto vigente e l’atto costitutivo con indicazione della data di registrazione.

È capitato a molte associazioni di non riuscire a reperire l’originale dell’atto costitutivo con gli estremi di registrazione e di non sapere come fare ad adempiere all’onere di caricamento di questi dati con la conseguenza assai importante e pregiudizievole di non poter stampare il proprio certificato di iscrizione al Registro del CONI.

Leggi il contributo precedente di Fabio Zucconi.

Suggeriamo quindi una soluzione adottata con successo da alcune associazioni che si trovavano in questa situazione. Innanzitutto è necessario partire con il caricamento dello statuto vigente con l’indicazione della data di registrazione. Nel caso in cui si siano perse le tracce anche dello statuto o dei suoi estremi di registrazione occorrerà procedere immediatamente alla nuova registrazione presso l’Agenzia delle Entrate.

Dopo di che nello spazio in cui dovrebbe essere caricato l’atto costitutivo consigliamo di caricare una dichiarazione su carta intestata firmata dal Presidente con la quale si attesta: che la associazione è stata costituita in anni molto risalenti (sarebbe opportuno poter indicare l’anno preciso); che l’esistenza e lo svolgimento dell’attività sportiva dell’associazione sono comprovate dalla partecipazione ai campionati federali nelle diverse stagioni (cosa che deve essere nota alla Federazione); che non è stato possibile rinvenire copia dell’atto costitutivo originario o una copia registrata dello stesso stante la distanza nel tempo della sua stipula e  i numerosi avvicendamenti degli organi dirigenziali dell’associazione avvenute nel frattempo e che per questo motivo non si è in grado di fornire la documentazione richiesta”.

Visita il sito dello Studio Fabio Zucconi per conoscere i servizi offerti alle asd.

Fabio Zucconi

Inquadramento fiscale dei proventi derivanti da attività di somministrazione alimenti e bevande nelle asd, Fabio Zucconi fa chiarezza.

Fabio Zucconi, commercialista e revisore contabile specializzato nella consulenza per le asd, inaugura uno spazio sul blog. Questo il suo intervento sui proventi da attività di somministrazione alimenti e bevande nelle asd.

“L’attività di somministrazione di alimenti e bevande posta in essere dalle associazioni sportive può essere inquadrata in maniera differente dal punto di vista fiscale a seconda delle modalità di svolgimento.

Si ritiene che tale attività rientri in quella istituzionale e quindi non generi alcun obbligo fiscale solo nel caso in cui la società sportiva sostenga dei costi per l’acquisto di generi alimentari somministrati ai propri tesserati o soci durante lo svolgimento dell’attività sportiva senza richiedere alcun corrispettivo o al massimo corrispettivi pari al costo dei beni acquistati.

Leggi l’intervista di Fabio Zucconi a Sporteams.

L’attività di somministrazione correlata alla gestione di un bar o di un posto di ristoro con incasso di corrispettivi invece va sempre considerata commerciale e, se svolta in connessione con l’attività sportiva, può beneficiare delle agevolazioni di cui alla legge 398/1991. Affinché tale attività possa essere considerata connessa all’attività sportiva si ritiene che debba sussistere un collegamento spazio- temporale tra la somministrazione e l’attività sportiva (quindi il bar dovrà essere all’interno dell’impianto sportivo e dovrà rimanere aperto esclusivamente durante lo svolgimento dell’attività sportiva) ed inoltre non devono sussistere gli elementi del rischio di impresa e della concorrenzialità.

Nel caso di attività di somministrazione effettuata durante lo svolgimento di manifestazioni di raccolta fondi i corrispettivi possono essere esclusi dalla tassazione diretta e dalla costituzione del plafond di 400.000 euro previsto dalla legge 398/1991 purché si provveda a tutti gli adempimenti previsti dalla norma agevolativa (rendiconto della manifestazione e limite di proventi complessivi annui agevolati pari a 51.645,69 e di due eventi nell’anno)”.

Visita il sito dello Studio Fabio Zucconi per conoscere i servizi offerti alle asd.